
PRIMA IL PIATTO, POI LA PASTA
Quando è lo Scarpariello a dare forma alla pasta
21/09/26

PRIMA IL PIATTO, POI LA PASTA
Quando è lo Scarpariello a dare forma alla pasta
21/09/26

PRIMA IL PIATTO, POI LA PASTA
Quando è lo Scarpariello a dare forma alla pasta
21/09/26
Di solito avviene il contrario.
C’è una pasta, e lo chef decide cosa farne. Questa volta, invece, prima viene lo Scarpariello. E soltanto dopo la pasta.
È da questo rovesciamento che nasce la Casareccia Lunga, formato sviluppato dal pastificio gragnanese 28 Pastai insieme ad Alessandro Lucassino, Executive Chef de Il Ristorante Alain Ducasse Napoli.
Sul tavolo non c’era soltanto una questione di gusto. C’erano una curva da trovare, uno spessore da calibrare, una tenuta da misurare e soprattutto la necessità di dare al pomodoro il posto giusto lungo la superficie della pasta. Forma, consistenza e capacità di trattenere il condimento sono state studiate partendo direttamente dallo Scarpariello.
Il risultato è una casareccia che si allunga e cambia proporzioni per incontrare una ricetta campana antica nella memoria e contemporanea nell’esecuzione.
Nella versione di Lucassino arrivano Datterino, pomodoro del Piennolo, basilico, Pecorino Romano e Parmigiano Reggiano, insieme a falde di pomodoro disidratate e poi reidratate.
Ma la notizia, per noi, rimane un’altra.
Perché in cucina si parla continuamente di pasta al servizio del condimento. Qui si è andati oltre: la geometria stessa del formato è diventata parte della ricetta.
Lo Scarpariello, insomma, non ha scelto la sua pasta.
Se l’è fatta cucire addosso.
Di solito avviene il contrario.
C’è una pasta, e lo chef decide cosa farne. Questa volta, invece, prima viene lo Scarpariello. E soltanto dopo la pasta.
È da questo rovesciamento che nasce la Casareccia Lunga, formato sviluppato dal pastificio gragnanese 28 Pastai insieme ad Alessandro Lucassino, Executive Chef de Il Ristorante Alain Ducasse Napoli.
Sul tavolo non c’era soltanto una questione di gusto. C’erano una curva da trovare, uno spessore da calibrare, una tenuta da misurare e soprattutto la necessità di dare al pomodoro il posto giusto lungo la superficie della pasta. Forma, consistenza e capacità di trattenere il condimento sono state studiate partendo direttamente dallo Scarpariello.
Il risultato è una casareccia che si allunga e cambia proporzioni per incontrare una ricetta campana antica nella memoria e contemporanea nell’esecuzione.
Nella versione di Lucassino arrivano Datterino, pomodoro del Piennolo, basilico, Pecorino Romano e Parmigiano Reggiano, insieme a falde di pomodoro disidratate e poi reidratate.
Ma la notizia, per noi, rimane un’altra.
Perché in cucina si parla continuamente di pasta al servizio del condimento. Qui si è andati oltre: la geometria stessa del formato è diventata parte della ricetta.
Lo Scarpariello, insomma, non ha scelto la sua pasta.
Se l’è fatta cucire addosso.
Di solito avviene il contrario.
C’è una pasta, e lo chef decide cosa farne. Questa volta, invece, prima viene lo Scarpariello. E soltanto dopo la pasta.
È da questo rovesciamento che nasce la Casareccia Lunga, formato sviluppato dal pastificio gragnanese 28 Pastai insieme ad Alessandro Lucassino, Executive Chef de Il Ristorante Alain Ducasse Napoli.
Sul tavolo non c’era soltanto una questione di gusto. C’erano una curva da trovare, uno spessore da calibrare, una tenuta da misurare e soprattutto la necessità di dare al pomodoro il posto giusto lungo la superficie della pasta. Forma, consistenza e capacità di trattenere il condimento sono state studiate partendo direttamente dallo Scarpariello.
Il risultato è una casareccia che si allunga e cambia proporzioni per incontrare una ricetta campana antica nella memoria e contemporanea nell’esecuzione.
Nella versione di Lucassino arrivano Datterino, pomodoro del Piennolo, basilico, Pecorino Romano e Parmigiano Reggiano, insieme a falde di pomodoro disidratate e poi reidratate.
Ma la notizia, per noi, rimane un’altra.
Perché in cucina si parla continuamente di pasta al servizio del condimento. Qui si è andati oltre: la geometria stessa del formato è diventata parte della ricetta.
Lo Scarpariello, insomma, non ha scelto la sua pasta.
Se l’è fatta cucire addosso.



