PASTA LARDIATA NAPOLETANA

Ziti spezzati, Lardo di Colonnata, Pomodorini del piennolo, Pecorino Romano

Facile

Campania

45 min

680 Kcal

PASTA LARDIATA NAPOLETANA

Ziti spezzati, Lardo di Colonnata, Pomodorini del piennolo, Pecorino Romano

Facile

Campania

45 min

680 Kcal

PASTA LARDIATA NAPOLETANA

Ziti spezzati, Lardo di Colonnata, Pomodorini del piennolo, Pecorino Romano

Facile

Campania

45 min

680 Kcal

GENESI

La pasta lardiata rappresenta uno dei pilastri meno noti ma più autentici della gastronomia popolare napoletana. Le sue origini affondano le radici nella necessità delle classi meno abbienti di sostituire gli ingredienti più costosi, come i tagli pregiati di carne utilizzati nel ragù o nella genovese, con grassi animali più economici e facilmente reperibili. Il lardo, in particolare, era la riserva energetica per eccellenza delle famiglie contadine e dei lavoratori dei quartieri popolari di Napoli.

Il termine lardiata deriva direttamente dall'ingrediente principe, il lardo, che viene trasformato in una sorta di crema attraverso un battuto fine eseguito al coltello, tecnica definita in dialetto "allacciare il lardo". Storicamente, questa ricetta veniva preparata soprattutto nei mesi freddi, poiché la componente lipidica del lardo offriva il sostentamento necessario per affrontare il rigore invernale.

Sebbene possa apparire come una variante povera, la lardiata richiede una notevole maestria nella gestione delle temperature per evitare che il lardo bruci, perdendo la sua dolcezza e il suo aroma caratteristico. La presenza dei pomodorini, preferibilmente del piennolo del Vesuvio, conferisce alla preparazione una nota acida e zuccherina che bilancia perfettamente la sapidità del grasso e del formaggio.

La scelta del formato di pasta ricade solitamente sui mezzani o sulle penne lisce , ma anche gli ziti spezzati si adattano perfettamente a trattenere il condimento denso e avvolgente creato dall'emulsione tra l'acqua di cottura, il grasso del lardo e i formaggi grattugiati. Nonostante la sua semplicità, la lardiata è stata oggetto di riscoperta da parte della critica gastronomica moderna, che ne ha nobilitato il ruolo all'interno della dieta mediterranea come esempio di cucina del recupero e di equilibrio tra i sapori del territorio campano. Rappresenta ancora oggi un rito che celebra la capacità di trasformare pochi e umili elementi in un piatto di grande spessore e intensità.

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Ziti spezzati
Lardo di Colonnata
Pomodorini del piennolo freschi
Pecorino Romano
Parmigiano Reggiano
Cipolla ramata
Aglio
Peperoncino fresco
Olio EVO
Sale
Basilico fresco

320 g
240 g
600 g
80 g
80 g
1
2
1
Q.b.
Q.b.
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per il condimento:
    Inizia prendendo il lardo e, su un tagliere, riducilo a pezzetti piccolissimi con un coltello ben affilato. Continua a batterlo con pazienza fino a ottenere una consistenza quasi cremosa, simile a una pomata. In una padella ampia, versa un filo di olio EVO e aggiungi la cipolla tritata finemente, i due spicchi di aglio interi e il peperoncino. Lascia soffriggere a fiamma molto bassa per evitare di bruciare gli odori. Quando la cipolla sarà diventata trasparente, unisci il battuto di lardo e lascialo sciogliere lentamente finché non diventerà trasparente e sprigionerà tutto il suo profumo. A questo punto, aggiungi i pomodorini del piennolo tagliati a metà. Alza leggermente la fiamma e cuoci per circa 15 minuti, schiacciando leggermente i pomodori con una forchetta per far uscire il succo e i sapori del Vesuvio. Verso fine cottura, rimuovi l'aglio e aggiungi qualche foglia di basilico fresco spezzettata a mano.

  2. Per la pasta:
    Mentre il sugo cuoce, metti a bollire una pentola con abbondante acqua salata. Quando l'acqua raggiunge l'ebollizione, spezza gli ziti e calali in pentola. Scolali molto al dente, avendo cura di conservare un mestolo di acqua di cottura. Trasferisci la pasta direttamente nella padella con il condimento.

  3. Per la mantecatura:
    Salta la pasta a fiamma vivace per un minuto, aggiungendo l'acqua di cottura messa da parte se necessario, così da creare un'emulsione cremosa con il lardo e i sapori del sugo. Spegni il fuoco e aggiungi il Pecorino Romano e il Parmigiano Reggiano grattugiati. Mescola energicamente per mantecare il tutto finché la pasta non risulterà perfettamente velata dalla salsa.

suggerimento

  • Utilizza esclusivamente pomodorini del piennolo freschi per ottenere la giusta acidità.

  • Assicurati che il lardo sia di ottima qualità, preferibilmente con una buona parte di venatura magra.

  • Manteca sempre a fuoco spento per evitare che i formaggi filino o si rapprendano troppo velocemente.

GENESI

La pasta lardiata rappresenta uno dei pilastri meno noti ma più autentici della gastronomia popolare napoletana. Le sue origini affondano le radici nella necessità delle classi meno abbienti di sostituire gli ingredienti più costosi, come i tagli pregiati di carne utilizzati nel ragù o nella genovese, con grassi animali più economici e facilmente reperibili. Il lardo, in particolare, era la riserva energetica per eccellenza delle famiglie contadine e dei lavoratori dei quartieri popolari di Napoli.

Il termine lardiata deriva direttamente dall'ingrediente principe, il lardo, che viene trasformato in una sorta di crema attraverso un battuto fine eseguito al coltello, tecnica definita in dialetto "allacciare il lardo". Storicamente, questa ricetta veniva preparata soprattutto nei mesi freddi, poiché la componente lipidica del lardo offriva il sostentamento necessario per affrontare il rigore invernale.

Sebbene possa apparire come una variante povera, la lardiata richiede una notevole maestria nella gestione delle temperature per evitare che il lardo bruci, perdendo la sua dolcezza e il suo aroma caratteristico. La presenza dei pomodorini, preferibilmente del piennolo del Vesuvio, conferisce alla preparazione una nota acida e zuccherina che bilancia perfettamente la sapidità del grasso e del formaggio.

La scelta del formato di pasta ricade solitamente sui mezzani o sulle penne lisce , ma anche gli ziti spezzati si adattano perfettamente a trattenere il condimento denso e avvolgente creato dall'emulsione tra l'acqua di cottura, il grasso del lardo e i formaggi grattugiati. Nonostante la sua semplicità, la lardiata è stata oggetto di riscoperta da parte della critica gastronomica moderna, che ne ha nobilitato il ruolo all'interno della dieta mediterranea come esempio di cucina del recupero e di equilibrio tra i sapori del territorio campano. Rappresenta ancora oggi un rito che celebra la capacità di trasformare pochi e umili elementi in un piatto di grande spessore e intensità.

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Ziti spezzati
Lardo di Colonnata
Pomodorini del piennolo freschi
Pecorino Romano
Parmigiano Reggiano
Cipolla ramata
Aglio
Peperoncino fresco
Olio EVO
Sale
Basilico fresco

320 g
240 g
600 g
80 g
80 g
1
2
1
Q.b.
Q.b.
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per il condimento:
    Inizia prendendo il lardo e, su un tagliere, riducilo a pezzetti piccolissimi con un coltello ben affilato. Continua a batterlo con pazienza fino a ottenere una consistenza quasi cremosa, simile a una pomata. In una padella ampia, versa un filo di olio EVO e aggiungi la cipolla tritata finemente, i due spicchi di aglio interi e il peperoncino. Lascia soffriggere a fiamma molto bassa per evitare di bruciare gli odori. Quando la cipolla sarà diventata trasparente, unisci il battuto di lardo e lascialo sciogliere lentamente finché non diventerà trasparente e sprigionerà tutto il suo profumo. A questo punto, aggiungi i pomodorini del piennolo tagliati a metà. Alza leggermente la fiamma e cuoci per circa 15 minuti, schiacciando leggermente i pomodori con una forchetta per far uscire il succo e i sapori del Vesuvio. Verso fine cottura, rimuovi l'aglio e aggiungi qualche foglia di basilico fresco spezzettata a mano.

  2. Per la pasta:
    Mentre il sugo cuoce, metti a bollire una pentola con abbondante acqua salata. Quando l'acqua raggiunge l'ebollizione, spezza gli ziti e calali in pentola. Scolali molto al dente, avendo cura di conservare un mestolo di acqua di cottura. Trasferisci la pasta direttamente nella padella con il condimento.

  3. Per la mantecatura:
    Salta la pasta a fiamma vivace per un minuto, aggiungendo l'acqua di cottura messa da parte se necessario, così da creare un'emulsione cremosa con il lardo e i sapori del sugo. Spegni il fuoco e aggiungi il Pecorino Romano e il Parmigiano Reggiano grattugiati. Mescola energicamente per mantecare il tutto finché la pasta non risulterà perfettamente velata dalla salsa.

suggerimento

  • Utilizza esclusivamente pomodorini del piennolo freschi per ottenere la giusta acidità.

  • Assicurati che il lardo sia di ottima qualità, preferibilmente con una buona parte di venatura magra.

  • Manteca sempre a fuoco spento per evitare che i formaggi filino o si rapprendano troppo velocemente.

GENESI

La pasta lardiata rappresenta uno dei pilastri meno noti ma più autentici della gastronomia popolare napoletana. Le sue origini affondano le radici nella necessità delle classi meno abbienti di sostituire gli ingredienti più costosi, come i tagli pregiati di carne utilizzati nel ragù o nella genovese, con grassi animali più economici e facilmente reperibili. Il lardo, in particolare, era la riserva energetica per eccellenza delle famiglie contadine e dei lavoratori dei quartieri popolari di Napoli.

Il termine lardiata deriva direttamente dall'ingrediente principe, il lardo, che viene trasformato in una sorta di crema attraverso un battuto fine eseguito al coltello, tecnica definita in dialetto "allacciare il lardo". Storicamente, questa ricetta veniva preparata soprattutto nei mesi freddi, poiché la componente lipidica del lardo offriva il sostentamento necessario per affrontare il rigore invernale.

Sebbene possa apparire come una variante povera, la lardiata richiede una notevole maestria nella gestione delle temperature per evitare che il lardo bruci, perdendo la sua dolcezza e il suo aroma caratteristico. La presenza dei pomodorini, preferibilmente del piennolo del Vesuvio, conferisce alla preparazione una nota acida e zuccherina che bilancia perfettamente la sapidità del grasso e del formaggio.

La scelta del formato di pasta ricade solitamente sui mezzani o sulle penne lisce , ma anche gli ziti spezzati si adattano perfettamente a trattenere il condimento denso e avvolgente creato dall'emulsione tra l'acqua di cottura, il grasso del lardo e i formaggi grattugiati. Nonostante la sua semplicità, la lardiata è stata oggetto di riscoperta da parte della critica gastronomica moderna, che ne ha nobilitato il ruolo all'interno della dieta mediterranea come esempio di cucina del recupero e di equilibrio tra i sapori del territorio campano. Rappresenta ancora oggi un rito che celebra la capacità di trasformare pochi e umili elementi in un piatto di grande spessore e intensità.

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Ziti spezzati
Lardo di Colonnata
Pomodorini del piennolo freschi
Pecorino Romano
Parmigiano Reggiano
Cipolla ramata
Aglio
Peperoncino fresco
Olio EVO
Sale
Basilico fresco

320 g
240 g
600 g
80 g
80 g
1
2
1
Q.b.
Q.b.
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per il condimento:
    Inizia prendendo il lardo e, su un tagliere, riducilo a pezzetti piccolissimi con un coltello ben affilato. Continua a batterlo con pazienza fino a ottenere una consistenza quasi cremosa, simile a una pomata. In una padella ampia, versa un filo di olio EVO e aggiungi la cipolla tritata finemente, i due spicchi di aglio interi e il peperoncino. Lascia soffriggere a fiamma molto bassa per evitare di bruciare gli odori. Quando la cipolla sarà diventata trasparente, unisci il battuto di lardo e lascialo sciogliere lentamente finché non diventerà trasparente e sprigionerà tutto il suo profumo. A questo punto, aggiungi i pomodorini del piennolo tagliati a metà. Alza leggermente la fiamma e cuoci per circa 15 minuti, schiacciando leggermente i pomodori con una forchetta per far uscire il succo e i sapori del Vesuvio. Verso fine cottura, rimuovi l'aglio e aggiungi qualche foglia di basilico fresco spezzettata a mano.

  2. Per la pasta:
    Mentre il sugo cuoce, metti a bollire una pentola con abbondante acqua salata. Quando l'acqua raggiunge l'ebollizione, spezza gli ziti e calali in pentola. Scolali molto al dente, avendo cura di conservare un mestolo di acqua di cottura. Trasferisci la pasta direttamente nella padella con il condimento.

  3. Per la mantecatura:
    Salta la pasta a fiamma vivace per un minuto, aggiungendo l'acqua di cottura messa da parte se necessario, così da creare un'emulsione cremosa con il lardo e i sapori del sugo. Spegni il fuoco e aggiungi il Pecorino Romano e il Parmigiano Reggiano grattugiati. Mescola energicamente per mantecare il tutto finché la pasta non risulterà perfettamente velata dalla salsa.

suggerimento

  • Utilizza esclusivamente pomodorini del piennolo freschi per ottenere la giusta acidità.

  • Assicurati che il lardo sia di ottima qualità, preferibilmente con una buona parte di venatura magra.

  • Manteca sempre a fuoco spento per evitare che i formaggi filino o si rapprendano troppo velocemente.