PAPARELE IN BRODO VENETE

Farina, Uova, Gallina, Interiora di pollo, Carota, Sedano, Cipolla, Alloro, Aglio, Chiodi di garofano

Facile

Veneto

160 min

510 Kcal

PAPARELE IN BRODO VENETE

Farina, Uova, Gallina, Interiora di pollo, Carota, Sedano, Cipolla, Alloro, Aglio, Chiodi di garofano

Facile

Veneto

160 min

510 Kcal

PAPARELE IN BRODO VENETE

Farina, Uova, Gallina, Interiora di pollo, Carota, Sedano, Cipolla, Alloro, Aglio, Chiodi di garofano

Facile

Veneto

160 min

510 Kcal

GENESI

La tradizione culinaria del Veneto custodisce gelosamente la ricetta delle paparele in brodo, un piatto che affonda le proprie radici nella cultura rurale e nobile della regione. Il termine paparele identifica un formato di pasta all'uovo estremamente sottile, simile ai tagliolini, la cui preparazione era considerata una vera prova di maestria per le donne di casa. Storicamente, questa pietanza rappresentava il fulcro del pranzo domenicale o delle grandi celebrazioni familiari, tanto da essere spesso definita come la minestra dei matrimoni. La variante proposta, arricchita dalle frattaglie della gallina e dalle verdure passate, rappresenta una versione particolarmente densa e nutritiva, tipica delle zone interne del Veneto dove nulla dell'animale da cortile andava sprecato.

L'uso della gallina ruspante è fondamentale per ottenere un brodo dal sapore intenso e dal colore dorato. In passato, la carne della chioccia, dopo aver ceduto i suoi succhi alla minestra, veniva servita come secondo piatto accompagnata dalla classica salsa verde o dal cren, assicurando un pasto completo. L'accortezza di inserire gli aromi in un sacchetto di garza permette di profumare il liquido senza lasciare residui, mentre il passaggio delle verdure al setaccio conferisce alla base una consistenza vellutata che avvolge la pasta. Questo procedimento trasforma un semplice brodo in una preparazione complessa, dove la dolcezza delle carote e del sedano si sposa con la nota ferrosa delle interiora.

La stesura della pasta richiede pazienza e una spianatoia di legno per ottenere la giusta rugosità. La sfoglia deve essere tirata finché non diventa quasi velata, permettendo una cottura rapidissima che mantiene la consistenza callosa del grano. Servire le paparele in brodo significa portare in tavola un pezzo di storia veneta, un rito che scalda le giornate invernali e celebra la capacità della cucina popolare di nobilitare ingredienti semplici attraverso tecniche accurate e tempi di cottura prolungati.

PARTI (4 PErsone)

PER LAPASTA FRESCA

Farina 00
Uova

300 gr
3

PER IL CONDIMENTO

Gallina ruspante con
le sue interiora
Carote
Coste di sedano
Cipolla bionda
Spicchio di aglio
Foglia di alloro
Chiodi di garofano
Pepe in grani
Sale
Parmigiano Reggiano


1
2
2
1
1
1
2
Q.b
Q.b
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la pasta fresca
    Disponi la farina a fontana sulla spianatoia e rompi le uova al centro. Comincia a mescolare con una forchetta e poi lavora l'impasto con le mani fino a ottenere una massa liscia. Lascia riposare il panetto coperto per mezz'ora. Successivamente, tira una sfoglia molto sottile con il mattarello e lasciala asciugare per qualche minuto. Arrotola la pasta e tagliala in striscioline finissime di circa due millimetri. Allarga le paparele sulla superficie infarinata e tienile da parte.

  2. Per il condimento:
    Inizia pulendo con cura la gallina, fiammeggiala per eliminare eventuali residui di piumaggio e conserva le sue interiora. Prendi le carote, il sedano e la cipolla e tagliali a pezzi grossolani. Prepara un sacchetto di garza e inserisci al suo interno la foglia di alloro, i chiodi di garofano, lo spicchio di aglio intero e il pepe in grani, poi chiudilo bene. Adagia la gallina in una pentola capiente insieme alle verdure, al sale q.b e al sacchettino degli odori. Copri interamente con acqua fredda e porta a bollore. Cuoci a fuoco lento con il coperchio per circa due ore.

  3. Per il brodo e le frattaglie:
    Terminata la cottura, estrai la gallina e il sacchetto degli odori dalla pentola. Recupera le verdure e passale al setaccio, facendole ricadere direttamente nel liquido di cottura. Prendi le interiora della gallina che avevi messo da parte e tagliale a pezzettini molto piccoli. Aggiungi le frattaglie al brodo e prosegui la cottura per altri cinque minuti dal momento in cui il liquido riprende a bollire, così da amalgamare i sapori e cuocere le interiora.

  4. Per la finitura:
    Versa le paparele direttamente nella pentola con il brodo bollente e le verdure passate. Fai bollire per otto minuti, mescolando delicatamente per non rompere la pasta. Spegni il fuoco e servi la minestra di paparele ben calda, completando ogni piatto con una dose generosa di Parmigiano Reggiano grattugiato. La carne della gallina, come detto, può essere servita a parte come bollito.

suggerimento

  • Per rendere il brodo ancora più limpido, ricordati di schiumare la superficie durante la prima fase di bollitura.

  • Se le interiora della gallina non fossero sufficienti, puoi aggiungere dei fegatini di pollo freschi per intensificare il gusto.

  • Assicurati che il sacchetto di garza sia ben sigillato per evitare che i grani di pepe si disperdano nel brodo.

GENESI

La tradizione culinaria del Veneto custodisce gelosamente la ricetta delle paparele in brodo, un piatto che affonda le proprie radici nella cultura rurale e nobile della regione. Il termine paparele identifica un formato di pasta all'uovo estremamente sottile, simile ai tagliolini, la cui preparazione era considerata una vera prova di maestria per le donne di casa. Storicamente, questa pietanza rappresentava il fulcro del pranzo domenicale o delle grandi celebrazioni familiari, tanto da essere spesso definita come la minestra dei matrimoni. La variante proposta, arricchita dalle frattaglie della gallina e dalle verdure passate, rappresenta una versione particolarmente densa e nutritiva, tipica delle zone interne del Veneto dove nulla dell'animale da cortile andava sprecato.

L'uso della gallina ruspante è fondamentale per ottenere un brodo dal sapore intenso e dal colore dorato. In passato, la carne della chioccia, dopo aver ceduto i suoi succhi alla minestra, veniva servita come secondo piatto accompagnata dalla classica salsa verde o dal cren, assicurando un pasto completo. L'accortezza di inserire gli aromi in un sacchetto di garza permette di profumare il liquido senza lasciare residui, mentre il passaggio delle verdure al setaccio conferisce alla base una consistenza vellutata che avvolge la pasta. Questo procedimento trasforma un semplice brodo in una preparazione complessa, dove la dolcezza delle carote e del sedano si sposa con la nota ferrosa delle interiora.

La stesura della pasta richiede pazienza e una spianatoia di legno per ottenere la giusta rugosità. La sfoglia deve essere tirata finché non diventa quasi velata, permettendo una cottura rapidissima che mantiene la consistenza callosa del grano. Servire le paparele in brodo significa portare in tavola un pezzo di storia veneta, un rito che scalda le giornate invernali e celebra la capacità della cucina popolare di nobilitare ingredienti semplici attraverso tecniche accurate e tempi di cottura prolungati.

PARTI (4 PErsone)

PER LAPASTA FRESCA

Farina 00
Uova

300 gr
3

PER IL CONDIMENTO

Gallina ruspante con
le sue interiora
Carote
Coste di sedano
Cipolla bionda
Spicchio di aglio
Foglia di alloro
Chiodi di garofano
Pepe in grani
Sale
Parmigiano Reggiano


1
2
2
1
1
1
2
Q.b
Q.b
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la pasta fresca
    Disponi la farina a fontana sulla spianatoia e rompi le uova al centro. Comincia a mescolare con una forchetta e poi lavora l'impasto con le mani fino a ottenere una massa liscia. Lascia riposare il panetto coperto per mezz'ora. Successivamente, tira una sfoglia molto sottile con il mattarello e lasciala asciugare per qualche minuto. Arrotola la pasta e tagliala in striscioline finissime di circa due millimetri. Allarga le paparele sulla superficie infarinata e tienile da parte.

  2. Per il condimento:
    Inizia pulendo con cura la gallina, fiammeggiala per eliminare eventuali residui di piumaggio e conserva le sue interiora. Prendi le carote, il sedano e la cipolla e tagliali a pezzi grossolani. Prepara un sacchetto di garza e inserisci al suo interno la foglia di alloro, i chiodi di garofano, lo spicchio di aglio intero e il pepe in grani, poi chiudilo bene. Adagia la gallina in una pentola capiente insieme alle verdure, al sale q.b e al sacchettino degli odori. Copri interamente con acqua fredda e porta a bollore. Cuoci a fuoco lento con il coperchio per circa due ore.

  3. Per il brodo e le frattaglie:
    Terminata la cottura, estrai la gallina e il sacchetto degli odori dalla pentola. Recupera le verdure e passale al setaccio, facendole ricadere direttamente nel liquido di cottura. Prendi le interiora della gallina che avevi messo da parte e tagliale a pezzettini molto piccoli. Aggiungi le frattaglie al brodo e prosegui la cottura per altri cinque minuti dal momento in cui il liquido riprende a bollire, così da amalgamare i sapori e cuocere le interiora.

  4. Per la finitura:
    Versa le paparele direttamente nella pentola con il brodo bollente e le verdure passate. Fai bollire per otto minuti, mescolando delicatamente per non rompere la pasta. Spegni il fuoco e servi la minestra di paparele ben calda, completando ogni piatto con una dose generosa di Parmigiano Reggiano grattugiato. La carne della gallina, come detto, può essere servita a parte come bollito.

suggerimento

  • Per rendere il brodo ancora più limpido, ricordati di schiumare la superficie durante la prima fase di bollitura.

  • Se le interiora della gallina non fossero sufficienti, puoi aggiungere dei fegatini di pollo freschi per intensificare il gusto.

  • Assicurati che il sacchetto di garza sia ben sigillato per evitare che i grani di pepe si disperdano nel brodo.

GENESI

La tradizione culinaria del Veneto custodisce gelosamente la ricetta delle paparele in brodo, un piatto che affonda le proprie radici nella cultura rurale e nobile della regione. Il termine paparele identifica un formato di pasta all'uovo estremamente sottile, simile ai tagliolini, la cui preparazione era considerata una vera prova di maestria per le donne di casa. Storicamente, questa pietanza rappresentava il fulcro del pranzo domenicale o delle grandi celebrazioni familiari, tanto da essere spesso definita come la minestra dei matrimoni. La variante proposta, arricchita dalle frattaglie della gallina e dalle verdure passate, rappresenta una versione particolarmente densa e nutritiva, tipica delle zone interne del Veneto dove nulla dell'animale da cortile andava sprecato.

L'uso della gallina ruspante è fondamentale per ottenere un brodo dal sapore intenso e dal colore dorato. In passato, la carne della chioccia, dopo aver ceduto i suoi succhi alla minestra, veniva servita come secondo piatto accompagnata dalla classica salsa verde o dal cren, assicurando un pasto completo. L'accortezza di inserire gli aromi in un sacchetto di garza permette di profumare il liquido senza lasciare residui, mentre il passaggio delle verdure al setaccio conferisce alla base una consistenza vellutata che avvolge la pasta. Questo procedimento trasforma un semplice brodo in una preparazione complessa, dove la dolcezza delle carote e del sedano si sposa con la nota ferrosa delle interiora.

La stesura della pasta richiede pazienza e una spianatoia di legno per ottenere la giusta rugosità. La sfoglia deve essere tirata finché non diventa quasi velata, permettendo una cottura rapidissima che mantiene la consistenza callosa del grano. Servire le paparele in brodo significa portare in tavola un pezzo di storia veneta, un rito che scalda le giornate invernali e celebra la capacità della cucina popolare di nobilitare ingredienti semplici attraverso tecniche accurate e tempi di cottura prolungati.

PARTI (4 PErsone)

PER LAPASTA FRESCA

Farina 00
Uova

300 gr
3

PER IL CONDIMENTO

Gallina ruspante con
le sue interiora
Carote
Coste di sedano
Cipolla bionda
Spicchio di aglio
Foglia di alloro
Chiodi di garofano
Pepe in grani
Sale
Parmigiano Reggiano


1
2
2
1
1
1
2
Q.b
Q.b
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la pasta fresca
    Disponi la farina a fontana sulla spianatoia e rompi le uova al centro. Comincia a mescolare con una forchetta e poi lavora l'impasto con le mani fino a ottenere una massa liscia. Lascia riposare il panetto coperto per mezz'ora. Successivamente, tira una sfoglia molto sottile con il mattarello e lasciala asciugare per qualche minuto. Arrotola la pasta e tagliala in striscioline finissime di circa due millimetri. Allarga le paparele sulla superficie infarinata e tienile da parte.

  2. Per il condimento:
    Inizia pulendo con cura la gallina, fiammeggiala per eliminare eventuali residui di piumaggio e conserva le sue interiora. Prendi le carote, il sedano e la cipolla e tagliali a pezzi grossolani. Prepara un sacchetto di garza e inserisci al suo interno la foglia di alloro, i chiodi di garofano, lo spicchio di aglio intero e il pepe in grani, poi chiudilo bene. Adagia la gallina in una pentola capiente insieme alle verdure, al sale q.b e al sacchettino degli odori. Copri interamente con acqua fredda e porta a bollore. Cuoci a fuoco lento con il coperchio per circa due ore.

  3. Per il brodo e le frattaglie:
    Terminata la cottura, estrai la gallina e il sacchetto degli odori dalla pentola. Recupera le verdure e passale al setaccio, facendole ricadere direttamente nel liquido di cottura. Prendi le interiora della gallina che avevi messo da parte e tagliale a pezzettini molto piccoli. Aggiungi le frattaglie al brodo e prosegui la cottura per altri cinque minuti dal momento in cui il liquido riprende a bollire, così da amalgamare i sapori e cuocere le interiora.

  4. Per la finitura:
    Versa le paparele direttamente nella pentola con il brodo bollente e le verdure passate. Fai bollire per otto minuti, mescolando delicatamente per non rompere la pasta. Spegni il fuoco e servi la minestra di paparele ben calda, completando ogni piatto con una dose generosa di Parmigiano Reggiano grattugiato. La carne della gallina, come detto, può essere servita a parte come bollito.

suggerimento

  • Per rendere il brodo ancora più limpido, ricordati di schiumare la superficie durante la prima fase di bollitura.

  • Se le interiora della gallina non fossero sufficienti, puoi aggiungere dei fegatini di pollo freschi per intensificare il gusto.

  • Assicurati che il sacchetto di garza sia ben sigillato per evitare che i grani di pepe si disperdano nel brodo.