TORTELLI DI ARTEMISIA

Artemisia, Ricotta vaccina, Parmigiano Reggiano, Salvia

Difficile

Lombardia

100 min

520 Kcal

TORTELLI DI ARTEMISIA

Artemisia, Ricotta vaccina, Parmigiano Reggiano, Salvia

Difficile

Lombardia

100 min

520 Kcal

TORTELLI DI ARTEMISIA

Artemisia, Ricotta vaccina, Parmigiano Reggiano, Salvia

Difficile

Lombardia

100 min

520 Kcal

GENESI

I tortelli di artemisia, noti anche come Tortelli amari di Castel Goffredo, rappresentano una delle eccellenze gastronomiche della provincia di Mantova, in Lombardia. Questa specialità è così profondamente legata al suo territorio di origine da aver ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Lombardia. L’ingrediente fondamentale è l’erba amara, scientificamente denominata Tanacetum balsamita, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, popolarmente conosciuta come erba di San Pietro o erba di Santa Maria. L’utilizzo di questa pianta officinale in cucina risale a tempi antichi, quando veniva apprezzata non solo per le sue proprietà digestive, ma anche per il suo aroma intenso e balsamico, capace di conferire un carattere unico alle preparazioni casalinghe. La storia dei tortelli amari è intrisa di tradizioni contadine e influenze rinascimentali, tipiche della corte dei Gonzaga, dove l’uso delle erbe aromatiche nei ripieni della pasta era una pratica comune per bilanciare la grassezza dei condimenti. A differenza dei più noti tortelli di zucca, questa versione si distingue per un profilo gustativo complesso, dove la nota amarognola dell’erba è sapientemente smorzata dalla dolcezza della ricotta e dalla sapidità del Parmigiano Reggiano. La ricetta originale, custodita con rigore dai ristoratori e dalle famiglie locali, prevede che le foglie di artemisia siano raccolte giovani, preferibilmente in primavera, per evitare che l’amaro diventi troppo aggressivo. Tradizionalmente, il tortello viene chiuso a mano e servito con burro fuso e salvia, un condimento essenziale che permette di esaltare la fragranza del ripieno senza sovrastarlo. Ogni anno, la comunità di Castel Goffredo celebra questa pietanza con una sagra dedicata, mantenendo viva una memoria storica che unisce agricoltura, botanica e arte culinaria in un unico piatto simbolo dell’identità mantovana.

PARTI (4 PErsone)

PER LA PASTA FRESCA

Farina 00
Uova medie

200 g
2

PER IL RIPIENO

Artemisia (Erba di San Pietro)
Ricotta vaccina
Parmigiano Reggiano
Pane grattugiato
Uovo
Noce moscata
Sale
Pepe

200 g
150 g
80 g
30 g
1
Q.b
Q.b
Q.b

PER IL CONDIMENTO

Burro
Salvia
Parmigiano Reggiano

80 g
4 Foglie
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la pasta fresca:
    Disponi la farina a fontana sulla spianatoia e rompi le uova al centro. Inizia a incorporare la farina con una forchetta e poi lavora energicamente il composto con le mani fino a ottenere un panetto liscio e i sapori della pasta saranno pronti a svilupparsi durante il riposo. Avvolgi il panetto nella pellicola e lascialo riposare per 30 minuti.

  2. Per il ripieno:
    Lava bene le foglie di artemisia e sbollentale per circa due minuti in acqua leggermente salata. Scolale e strizzale con estrema cura per eliminare ogni traccia di liquido. Tritale finemente con un coltello. In una ciotola capiente, unisci l’artemisia tritata, la ricotta, il Parmigiano Reggiano, l’uovo e il pane grattugiato. Aggiungi un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Amalgama bene il tutto finché il composto non risulta omogeneo.

  3. Per la composizione:
    Stendi la pasta fresca in una sfoglia sottile. Distribuisci dei piccoli mucchietti di ripieno sulla sfoglia, distanziandoli bene tra loro. Ripiega la pasta e premi intorno al ripieno per far uscire l’aria. Taglia i tortelli con una rotella o a metà con uno stampino apposito, assicurandoti che i bordi siano ben sigillati.

  4. Per il condimento:
    Fai cuocere i tortelli in abbondante acqua salata. Nel frattempo, in una padella capiente, sciogli il burro a fuoco dolce e aggiungi le foglie di salvia. Quando il burro inizia a schiumare leggermente, scola i tortelli e versali nella padella. Salta delicatamente affinché il condimento avvolga bene ogni pezzo e i sapori si amalgamino perfettamente. Spolvera di Parmigiano Reggiano.

suggerimento

  • Assicurati che l'artemisia sia molto fresca e giovane per evitare un gusto eccessivamente amaro.

  • Se il ripieno ti sembra troppo umido, aggiungi un cucchiaio extra di Parmigiano Reggiano anziché troppo pane grattugiato per non appesantirlo.

  • Servi i tortelli su piatti caldi per evitare che il burro si solidifichi troppo velocemente.

GENESI

I tortelli di artemisia, noti anche come Tortelli amari di Castel Goffredo, rappresentano una delle eccellenze gastronomiche della provincia di Mantova, in Lombardia. Questa specialità è così profondamente legata al suo territorio di origine da aver ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Lombardia. L’ingrediente fondamentale è l’erba amara, scientificamente denominata Tanacetum balsamita, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, popolarmente conosciuta come erba di San Pietro o erba di Santa Maria. L’utilizzo di questa pianta officinale in cucina risale a tempi antichi, quando veniva apprezzata non solo per le sue proprietà digestive, ma anche per il suo aroma intenso e balsamico, capace di conferire un carattere unico alle preparazioni casalinghe. La storia dei tortelli amari è intrisa di tradizioni contadine e influenze rinascimentali, tipiche della corte dei Gonzaga, dove l’uso delle erbe aromatiche nei ripieni della pasta era una pratica comune per bilanciare la grassezza dei condimenti. A differenza dei più noti tortelli di zucca, questa versione si distingue per un profilo gustativo complesso, dove la nota amarognola dell’erba è sapientemente smorzata dalla dolcezza della ricotta e dalla sapidità del Parmigiano Reggiano. La ricetta originale, custodita con rigore dai ristoratori e dalle famiglie locali, prevede che le foglie di artemisia siano raccolte giovani, preferibilmente in primavera, per evitare che l’amaro diventi troppo aggressivo. Tradizionalmente, il tortello viene chiuso a mano e servito con burro fuso e salvia, un condimento essenziale che permette di esaltare la fragranza del ripieno senza sovrastarlo. Ogni anno, la comunità di Castel Goffredo celebra questa pietanza con una sagra dedicata, mantenendo viva una memoria storica che unisce agricoltura, botanica e arte culinaria in un unico piatto simbolo dell’identità mantovana.

PARTI (4 PErsone)

PER LA PASTA FRESCA

Farina 00
Uova medie

200 g
2

PER IL RIPIENO

Artemisia (Erba di San Pietro)
Ricotta vaccina
Parmigiano Reggiano
Pane grattugiato
Uovo
Noce moscata
Sale
Pepe

200 g
150 g
80 g
30 g
1
Q.b
Q.b
Q.b

PER IL CONDIMENTO

Burro
Salvia
Parmigiano Reggiano

80 g
4 Foglie
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la pasta fresca:
    Disponi la farina a fontana sulla spianatoia e rompi le uova al centro. Inizia a incorporare la farina con una forchetta e poi lavora energicamente il composto con le mani fino a ottenere un panetto liscio e i sapori della pasta saranno pronti a svilupparsi durante il riposo. Avvolgi il panetto nella pellicola e lascialo riposare per 30 minuti.

  2. Per il ripieno:
    Lava bene le foglie di artemisia e sbollentale per circa due minuti in acqua leggermente salata. Scolale e strizzale con estrema cura per eliminare ogni traccia di liquido. Tritale finemente con un coltello. In una ciotola capiente, unisci l’artemisia tritata, la ricotta, il Parmigiano Reggiano, l’uovo e il pane grattugiato. Aggiungi un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Amalgama bene il tutto finché il composto non risulta omogeneo.

  3. Per la composizione:
    Stendi la pasta fresca in una sfoglia sottile. Distribuisci dei piccoli mucchietti di ripieno sulla sfoglia, distanziandoli bene tra loro. Ripiega la pasta e premi intorno al ripieno per far uscire l’aria. Taglia i tortelli con una rotella o a metà con uno stampino apposito, assicurandoti che i bordi siano ben sigillati.

  4. Per il condimento:
    Fai cuocere i tortelli in abbondante acqua salata. Nel frattempo, in una padella capiente, sciogli il burro a fuoco dolce e aggiungi le foglie di salvia. Quando il burro inizia a schiumare leggermente, scola i tortelli e versali nella padella. Salta delicatamente affinché il condimento avvolga bene ogni pezzo e i sapori si amalgamino perfettamente. Spolvera di Parmigiano Reggiano.

suggerimento

  • Assicurati che l'artemisia sia molto fresca e giovane per evitare un gusto eccessivamente amaro.

  • Se il ripieno ti sembra troppo umido, aggiungi un cucchiaio extra di Parmigiano Reggiano anziché troppo pane grattugiato per non appesantirlo.

  • Servi i tortelli su piatti caldi per evitare che il burro si solidifichi troppo velocemente.

GENESI

I tortelli di artemisia, noti anche come Tortelli amari di Castel Goffredo, rappresentano una delle eccellenze gastronomiche della provincia di Mantova, in Lombardia. Questa specialità è così profondamente legata al suo territorio di origine da aver ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Lombardia. L’ingrediente fondamentale è l’erba amara, scientificamente denominata Tanacetum balsamita, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, popolarmente conosciuta come erba di San Pietro o erba di Santa Maria. L’utilizzo di questa pianta officinale in cucina risale a tempi antichi, quando veniva apprezzata non solo per le sue proprietà digestive, ma anche per il suo aroma intenso e balsamico, capace di conferire un carattere unico alle preparazioni casalinghe. La storia dei tortelli amari è intrisa di tradizioni contadine e influenze rinascimentali, tipiche della corte dei Gonzaga, dove l’uso delle erbe aromatiche nei ripieni della pasta era una pratica comune per bilanciare la grassezza dei condimenti. A differenza dei più noti tortelli di zucca, questa versione si distingue per un profilo gustativo complesso, dove la nota amarognola dell’erba è sapientemente smorzata dalla dolcezza della ricotta e dalla sapidità del Parmigiano Reggiano. La ricetta originale, custodita con rigore dai ristoratori e dalle famiglie locali, prevede che le foglie di artemisia siano raccolte giovani, preferibilmente in primavera, per evitare che l’amaro diventi troppo aggressivo. Tradizionalmente, il tortello viene chiuso a mano e servito con burro fuso e salvia, un condimento essenziale che permette di esaltare la fragranza del ripieno senza sovrastarlo. Ogni anno, la comunità di Castel Goffredo celebra questa pietanza con una sagra dedicata, mantenendo viva una memoria storica che unisce agricoltura, botanica e arte culinaria in un unico piatto simbolo dell’identità mantovana.

PARTI (4 PErsone)

PER LA PASTA FRESCA

Farina 00
Uova medie

200 g
2

PER IL RIPIENO

Artemisia (Erba di San Pietro)
Ricotta vaccina
Parmigiano Reggiano
Pane grattugiato
Uovo
Noce moscata
Sale
Pepe

200 g
150 g
80 g
30 g
1
Q.b
Q.b
Q.b

PER IL CONDIMENTO

Burro
Salvia
Parmigiano Reggiano

80 g
4 Foglie
Q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la pasta fresca:
    Disponi la farina a fontana sulla spianatoia e rompi le uova al centro. Inizia a incorporare la farina con una forchetta e poi lavora energicamente il composto con le mani fino a ottenere un panetto liscio e i sapori della pasta saranno pronti a svilupparsi durante il riposo. Avvolgi il panetto nella pellicola e lascialo riposare per 30 minuti.

  2. Per il ripieno:
    Lava bene le foglie di artemisia e sbollentale per circa due minuti in acqua leggermente salata. Scolale e strizzale con estrema cura per eliminare ogni traccia di liquido. Tritale finemente con un coltello. In una ciotola capiente, unisci l’artemisia tritata, la ricotta, il Parmigiano Reggiano, l’uovo e il pane grattugiato. Aggiungi un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Amalgama bene il tutto finché il composto non risulta omogeneo.

  3. Per la composizione:
    Stendi la pasta fresca in una sfoglia sottile. Distribuisci dei piccoli mucchietti di ripieno sulla sfoglia, distanziandoli bene tra loro. Ripiega la pasta e premi intorno al ripieno per far uscire l’aria. Taglia i tortelli con una rotella o a metà con uno stampino apposito, assicurandoti che i bordi siano ben sigillati.

  4. Per il condimento:
    Fai cuocere i tortelli in abbondante acqua salata. Nel frattempo, in una padella capiente, sciogli il burro a fuoco dolce e aggiungi le foglie di salvia. Quando il burro inizia a schiumare leggermente, scola i tortelli e versali nella padella. Salta delicatamente affinché il condimento avvolga bene ogni pezzo e i sapori si amalgamino perfettamente. Spolvera di Parmigiano Reggiano.

suggerimento

  • Assicurati che l'artemisia sia molto fresca e giovane per evitare un gusto eccessivamente amaro.

  • Se il ripieno ti sembra troppo umido, aggiungi un cucchiaio extra di Parmigiano Reggiano anziché troppo pane grattugiato per non appesantirlo.

  • Servi i tortelli su piatti caldi per evitare che il burro si solidifichi troppo velocemente.