
SPAGHETTI ALLA CORTE D'ASSISE
Spaghetti, Pomodori freschi, Peperoncino fresco, Prezzemolo fresco, Parmigiano Reggiano
Facile
Calabria
45 min
640 Kcal

SPAGHETTI ALLA CORTE D'ASSISE
Spaghetti, Pomodori freschi, Peperoncino fresco, Prezzemolo fresco, Parmigiano Reggiano
Facile
Calabria
45 min
640 Kcal

SPAGHETTI ALLA CORTE D'ASSISE
Spaghetti, Pomodori freschi, Peperoncino fresco, Prezzemolo fresco, Parmigiano Reggiano
Facile
Calabria
45 min
640 Kcal
GENESI
Gli spaghetti alla Corte d'Assise rappresentano uno dei piatti più iconici e identitari della tradizione gastronomica calabrese, specificamente legata alla zona della Sila e alla provincia di Cosenza. La nascita di questa ricetta risale al 1958 e viene attribuita allo chef Gaetano Allevato, il quale gestiva all'epoca il ristorante dell'hotel "La Terrazza" a Camigliatello Silano. La storia narra che, in una serata di fine estate, un gruppo di magistrati e giudici reduci da una lunga giornata di lavoro presso il tribunale di Cosenza giunse al ristorante fuori orario. Lo chef, desideroso di onorare gli ospiti nonostante la cucina fosse ormai in fase di chiusura, decise di preparare un piatto veloce ma dal carattere estremamente deciso e piccante, utilizzando ciò che la terra offriva in quella stagione: pomodori freschi, aglio, abbondante prezzemolo e, soprattutto, il peperoncino calabrese.
Il nome della ricetta deriverebbe dal commento di uno dei giudici presenti, il quale, colpito dalla piccantezza estrema e quasi "giudiziaria" della pietanza, affermò che quel piatto non ammetteva appelli, proprio come una sentenza della Corte d'Assise. Da quel momento, la pietanza divenne un simbolo del locale e si diffuse rapidamente in tutta la regione, diventando un classico della cucina povera ma ricca di sapori intensi. La caratteristica fondamentale risiede nella tecnica di preparazione del sugo, che deve restringersi fino a diventare quasi una crema che avvolge la pasta, arricchita dalla sapidità del formaggio e dalla freschezza delle erbe aromatiche. Nonostante la semplicità degli ingredienti, la riuscita del piatto dipende dall'equilibrio tra il calore del peperoncino e la dolcezza dei pomodori maturati al sole della Calabria. Ancora oggi, gli spaghetti alla Corte d'Assise vengono celebrati come un esempio di come l'improvvisazione culinaria possa trasformarsi in un capolavoro della tradizione regionale italiana.
PARTI (4 PErsone)
RICETTA
Spaghetti
Pomodori freschi
Peperoncino fresco
Aglio
Prezzemolo fresco
Parmigiano Reggiano
olio EVO
Sale
320 g
1.5 kg
6
2 spicchi
2 mazzetti
120 g
Q.b
Q.b
ALLESTIMENTO
Per il condimento:
Lava i pomodori freschi e incidi la pelle con un taglio a croce. Sbollentali in acqua bollente per pochi secondi, poi scolali e passali in acqua fredda per pelarli facilmente. Rimuovi i semi e taglia la polpa a cubetti piccoli. In una padella capiente, versa dell'olio EVO e aggiungi gli spicchi di aglio sbucciati e i peperoncini freschi tritati finemente. Quando l'aglio è dorato, rimuovilo e aggiungi la polpa di pomodoro. Cuoci a fuoco medio finché il sugo non si sarà ristretto e avrà assunto una consistenza densa. Verso la fine della cottura, aggiungi un'abbondante manciata di prezzemolo fresco tritato affinché il profumo e i sapori restino vividi.Per la pasta:
Porta a bollore una pentola con abbondante acqua salata. Tuffa gli spaghetti e cuocili seguendo i tempi indicati sulla confezione, avendo cura di scolarli al dente per ultimare la cottura nel condimento.Per la finitura:
Scola la pasta direttamente nella padella con il sugo. Salta gli spaghetti a fiamma vivace per un paio di minuti, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura se necessario per amalgamare bene il tutto. Spegni il fuoco e aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescola energicamente affinché il formaggio crei una cremina con il fondo di pomodoro e i sapori si fondano perfettamente. Servi immediatamente decorando con un ulteriore tocco di prezzemolo fresco.
suggerimento
Per una versione ancora più radicata nel territorio, puoi sostituire il Parmigiano Reggiano con del Pecorino crotonese stagionato.
Assicurati di utilizzare peperoncini calabresi freschi per garantire il calore tipico richiesto dalla "sentenza" della Corte d'Assise.
Puoi passare i pomodori pelati nel passaverdure se preferisci una consistenza del sugo più liscia e vellutata.
GENESI
Gli spaghetti alla Corte d'Assise rappresentano uno dei piatti più iconici e identitari della tradizione gastronomica calabrese, specificamente legata alla zona della Sila e alla provincia di Cosenza. La nascita di questa ricetta risale al 1958 e viene attribuita allo chef Gaetano Allevato, il quale gestiva all'epoca il ristorante dell'hotel "La Terrazza" a Camigliatello Silano. La storia narra che, in una serata di fine estate, un gruppo di magistrati e giudici reduci da una lunga giornata di lavoro presso il tribunale di Cosenza giunse al ristorante fuori orario. Lo chef, desideroso di onorare gli ospiti nonostante la cucina fosse ormai in fase di chiusura, decise di preparare un piatto veloce ma dal carattere estremamente deciso e piccante, utilizzando ciò che la terra offriva in quella stagione: pomodori freschi, aglio, abbondante prezzemolo e, soprattutto, il peperoncino calabrese.
Il nome della ricetta deriverebbe dal commento di uno dei giudici presenti, il quale, colpito dalla piccantezza estrema e quasi "giudiziaria" della pietanza, affermò che quel piatto non ammetteva appelli, proprio come una sentenza della Corte d'Assise. Da quel momento, la pietanza divenne un simbolo del locale e si diffuse rapidamente in tutta la regione, diventando un classico della cucina povera ma ricca di sapori intensi. La caratteristica fondamentale risiede nella tecnica di preparazione del sugo, che deve restringersi fino a diventare quasi una crema che avvolge la pasta, arricchita dalla sapidità del formaggio e dalla freschezza delle erbe aromatiche. Nonostante la semplicità degli ingredienti, la riuscita del piatto dipende dall'equilibrio tra il calore del peperoncino e la dolcezza dei pomodori maturati al sole della Calabria. Ancora oggi, gli spaghetti alla Corte d'Assise vengono celebrati come un esempio di come l'improvvisazione culinaria possa trasformarsi in un capolavoro della tradizione regionale italiana.
PARTI (4 PErsone)
RICETTA
Spaghetti
Pomodori freschi
Peperoncino fresco
Aglio
Prezzemolo fresco
Parmigiano Reggiano
olio EVO
Sale
320 g
1.5 kg
6
2 spicchi
2 mazzetti
120 g
Q.b
Q.b
ALLESTIMENTO
Per il condimento:
Lava i pomodori freschi e incidi la pelle con un taglio a croce. Sbollentali in acqua bollente per pochi secondi, poi scolali e passali in acqua fredda per pelarli facilmente. Rimuovi i semi e taglia la polpa a cubetti piccoli. In una padella capiente, versa dell'olio EVO e aggiungi gli spicchi di aglio sbucciati e i peperoncini freschi tritati finemente. Quando l'aglio è dorato, rimuovilo e aggiungi la polpa di pomodoro. Cuoci a fuoco medio finché il sugo non si sarà ristretto e avrà assunto una consistenza densa. Verso la fine della cottura, aggiungi un'abbondante manciata di prezzemolo fresco tritato affinché il profumo e i sapori restino vividi.Per la pasta:
Porta a bollore una pentola con abbondante acqua salata. Tuffa gli spaghetti e cuocili seguendo i tempi indicati sulla confezione, avendo cura di scolarli al dente per ultimare la cottura nel condimento.Per la finitura:
Scola la pasta direttamente nella padella con il sugo. Salta gli spaghetti a fiamma vivace per un paio di minuti, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura se necessario per amalgamare bene il tutto. Spegni il fuoco e aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescola energicamente affinché il formaggio crei una cremina con il fondo di pomodoro e i sapori si fondano perfettamente. Servi immediatamente decorando con un ulteriore tocco di prezzemolo fresco.
suggerimento
Per una versione ancora più radicata nel territorio, puoi sostituire il Parmigiano Reggiano con del Pecorino crotonese stagionato.
Assicurati di utilizzare peperoncini calabresi freschi per garantire il calore tipico richiesto dalla "sentenza" della Corte d'Assise.
Puoi passare i pomodori pelati nel passaverdure se preferisci una consistenza del sugo più liscia e vellutata.
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GENESI
Gli spaghetti alla Corte d'Assise rappresentano uno dei piatti più iconici e identitari della tradizione gastronomica calabrese, specificamente legata alla zona della Sila e alla provincia di Cosenza. La nascita di questa ricetta risale al 1958 e viene attribuita allo chef Gaetano Allevato, il quale gestiva all'epoca il ristorante dell'hotel "La Terrazza" a Camigliatello Silano. La storia narra che, in una serata di fine estate, un gruppo di magistrati e giudici reduci da una lunga giornata di lavoro presso il tribunale di Cosenza giunse al ristorante fuori orario. Lo chef, desideroso di onorare gli ospiti nonostante la cucina fosse ormai in fase di chiusura, decise di preparare un piatto veloce ma dal carattere estremamente deciso e piccante, utilizzando ciò che la terra offriva in quella stagione: pomodori freschi, aglio, abbondante prezzemolo e, soprattutto, il peperoncino calabrese.
Il nome della ricetta deriverebbe dal commento di uno dei giudici presenti, il quale, colpito dalla piccantezza estrema e quasi "giudiziaria" della pietanza, affermò che quel piatto non ammetteva appelli, proprio come una sentenza della Corte d'Assise. Da quel momento, la pietanza divenne un simbolo del locale e si diffuse rapidamente in tutta la regione, diventando un classico della cucina povera ma ricca di sapori intensi. La caratteristica fondamentale risiede nella tecnica di preparazione del sugo, che deve restringersi fino a diventare quasi una crema che avvolge la pasta, arricchita dalla sapidità del formaggio e dalla freschezza delle erbe aromatiche. Nonostante la semplicità degli ingredienti, la riuscita del piatto dipende dall'equilibrio tra il calore del peperoncino e la dolcezza dei pomodori maturati al sole della Calabria. Ancora oggi, gli spaghetti alla Corte d'Assise vengono celebrati come un esempio di come l'improvvisazione culinaria possa trasformarsi in un capolavoro della tradizione regionale italiana.
PARTI (4 PErsone)
RICETTA
Spaghetti
Pomodori freschi
Peperoncino fresco
Aglio
Prezzemolo fresco
Parmigiano Reggiano
olio EVO
Sale
320 g
1.5 kg
6
2 spicchi
2 mazzetti
120 g
Q.b
Q.b
ALLESTIMENTO
Per il condimento:
Lava i pomodori freschi e incidi la pelle con un taglio a croce. Sbollentali in acqua bollente per pochi secondi, poi scolali e passali in acqua fredda per pelarli facilmente. Rimuovi i semi e taglia la polpa a cubetti piccoli. In una padella capiente, versa dell'olio EVO e aggiungi gli spicchi di aglio sbucciati e i peperoncini freschi tritati finemente. Quando l'aglio è dorato, rimuovilo e aggiungi la polpa di pomodoro. Cuoci a fuoco medio finché il sugo non si sarà ristretto e avrà assunto una consistenza densa. Verso la fine della cottura, aggiungi un'abbondante manciata di prezzemolo fresco tritato affinché il profumo e i sapori restino vividi.Per la pasta:
Porta a bollore una pentola con abbondante acqua salata. Tuffa gli spaghetti e cuocili seguendo i tempi indicati sulla confezione, avendo cura di scolarli al dente per ultimare la cottura nel condimento.Per la finitura:
Scola la pasta direttamente nella padella con il sugo. Salta gli spaghetti a fiamma vivace per un paio di minuti, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura se necessario per amalgamare bene il tutto. Spegni il fuoco e aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescola energicamente affinché il formaggio crei una cremina con il fondo di pomodoro e i sapori si fondano perfettamente. Servi immediatamente decorando con un ulteriore tocco di prezzemolo fresco.
suggerimento
Per una versione ancora più radicata nel territorio, puoi sostituire il Parmigiano Reggiano con del Pecorino crotonese stagionato.
Assicurati di utilizzare peperoncini calabresi freschi per garantire il calore tipico richiesto dalla "sentenza" della Corte d'Assise.
Puoi passare i pomodori pelati nel passaverdure se preferisci una consistenza del sugo più liscia e vellutata.



