
TORTELLETTI DI RICOTTA E ZUCCHERO
Ricotta di pecora, Farina 00, Uova, Zucchero, Cannella, Parmigiano Reggiano, Burro
Difficile
Lazio
90 min
640 Kcal

TORTELLETTI DI RICOTTA E ZUCCHERO
Ricotta di pecora, Farina 00, Uova, Zucchero, Cannella, Parmigiano Reggiano, Burro
Difficile
Lazio
90 min
640 Kcal

TORTELLETTI DI RICOTTA E ZUCCHERO
Ricotta di pecora, Farina 00, Uova, Zucchero, Cannella, Parmigiano Reggiano, Burro
Difficile
Lazio
90 min
640 Kcal
GENESI
La ricetta dei tortelletti di ricotta e zucchero trae le sue origini storiche dal monumentale trattato intitolato "Opera dell'arte del cucinare", pubblicato nel 1570 da Bartolomeo Scappi. Scappi, considerato uno dei più grandi cuochi del Rinascimento italiano, prestò servizio presso diverse corti cardinalizie e fu il cuoco segreto di papa Pio V. La sua opera rappresenta una pietra miliare della gastronomia europea, poiché cataloga centinaia di ingredienti e tecniche di cottura, offrendo uno spaccato dettagliato della cucina nobiliare del Cinquecento. In questo periodo storico, il gusto della nobiltà italiana era fortemente caratterizzato dalla commistione tra il dolce e il salato, un binomio che oggi potrebbe apparire insolito ma che all'epoca rappresentava il massimo della raffinatezza e della distinzione sociale.
L'uso delle spezie, in particolare della cannella e dello zucchero, non era limitato esclusivamente ai dolci, ma veniva esteso anche ai primi piatti a base di pasta, ai pasticci di carne e alle preparazioni di pesce. I tortelletti descritti da Scappi riflettono questa estetica gastronomica. La ricotta di pecora, tipica dell'area laziale e romana, costituisce l'anima del ripieno, arricchita dalla sapidità del formaggio stagionato e dalla spinta aromatica della cannella e del pepe. La preparazione richiede una notevole maestria manuale, specialmente nella stesura della sfoglia e nella chiusura dei piccoli involucri di pasta, che devono essere sottili per non sovrastare la delicatezza del contenuto. Questi tortelletti venivano spesso serviti durante i banchetti papali o nelle festività religiose, dove l'abbondanza di zucchero e burro testimoniava l'alto rango dei commensali. Oggi, questa preparazione sopravvive in alcune varianti regionali che hanno mantenuto la memoria di quel palato rinascimentale, offrendo un'esperienza gustativa che unisce la cremosità latticina della ricotta alla pungenza delle spezie e alla dolcezza della finitura superficiale.
PARTI (4 PErsone)
PER LAPASTA
Farina 00
Uova medie
200 gr
2
PER IL RIPIENO
Ricotta di pecora fresca
Parmigiano Reggiano
Zucchero semolato
Cannella in polvere
Pepe nero
Sale
250 gr
50 gr
40 gr
1 cucchiaino
1 pizzico
Q.b
PER IL CONDIMENTO
Burro
Zucchero semolato
Cannella in polvere
50 gr
30 gr
Q.b
ALLESTIMENTO
Per la pasta fresca:
Disponi la farina a fontana su una spianatoia di legno e crea un incavo al centro. Rompi le uova e versale nel mezzo. Con una forchetta, inizia a sbattere le uova incorporando lentamente la farina dai bordi verso l'interno. Quando il composto diventa consistente, lavoralo con le mani per circa dieci minuti fino a ottenere un panetto liscio, elastico e omogeneo. Avvolgi la pasta nella pellicola trasparente e lasciala riposare a temperatura ambiente per almeno trenta minuti.Per il ripieno:
In una ciotola capiente, setaccia la ricotta di pecora fresca per renderla cremosa e priva di grumi. Aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato, lo zucchero semolato e la cannella in polvere. Unisci un pizzico di pepe nero e il sale q.b. Mescola con cura tutti gli ingredienti fino a ottenere una farcia ben amalgamata e profumata. Trasferisci il composto in una sacca da pasticceria o coprilo con della pellicola e riponilo in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.Per i tortelletti:
Riprendi la pasta e stendila con un matterello o con la macchina apposita fino a ottenere una sfoglia molto sottile. Con una rotella tagliapasta o un coltello, ricava dei quadrati di circa 4 o 5 centimetri per lato. Disponi una piccola noce di ripieno al centro di ogni quadrato. Piega il quadrato a triangolo, sigillando bene i bordi con la pressione delle dita per evitare che il ripieno esca durante la cottura. Unisci le due estremità della base del triangolo per dare la forma classica del tortelletto. Disponi la pasta pronta su un vassoio leggermente infarinato.Per il condimento:
In una padella ampia, fai sciogliere il burro a fuoco dolce evitando che soffrigga eccessivamente. In una ciotolina a parte, mescola lo zucchero semolato con la cannella per la finitura. Porta a bollore una pentola con abbondante acqua salata. Immergi i tortelletti e cuocili per pochi minuti, fino a quando non saliranno a galla. Scolali delicatamente con una schiumarola e trasferiscili direttamente nella padella con il burro fuso. Salta la pasta per pochi istanti affinché ogni pezzo sia ben velato dal grasso.Per il servizio:
Disponi i tortelletti nei piatti individuali. Spolverizza generosamente con il composto di zucchero e cannella preparato in precedenza. Servi immediatamente mentre la pasta è ancora ben calda e i sapori sono intensi.
suggerimento
Assicurati che la ricotta sia ben scolata dal siero prima di setacciarla per evitare che il ripieno risulti troppo umido.
Se la pasta dovesse risultare troppo secca durante la chiusura, inumidisci leggermente i bordi con un goccio d'acqua.
Puoi sostituire il Parmigiano Reggiano con del Fiore Sardo per un gusto più deciso e fedele alla tradizione laziale.
Utilizza cannella in stecche polverizzata al momento per un aroma più persistente.
GENESI
La ricetta dei tortelletti di ricotta e zucchero trae le sue origini storiche dal monumentale trattato intitolato "Opera dell'arte del cucinare", pubblicato nel 1570 da Bartolomeo Scappi. Scappi, considerato uno dei più grandi cuochi del Rinascimento italiano, prestò servizio presso diverse corti cardinalizie e fu il cuoco segreto di papa Pio V. La sua opera rappresenta una pietra miliare della gastronomia europea, poiché cataloga centinaia di ingredienti e tecniche di cottura, offrendo uno spaccato dettagliato della cucina nobiliare del Cinquecento. In questo periodo storico, il gusto della nobiltà italiana era fortemente caratterizzato dalla commistione tra il dolce e il salato, un binomio che oggi potrebbe apparire insolito ma che all'epoca rappresentava il massimo della raffinatezza e della distinzione sociale.
L'uso delle spezie, in particolare della cannella e dello zucchero, non era limitato esclusivamente ai dolci, ma veniva esteso anche ai primi piatti a base di pasta, ai pasticci di carne e alle preparazioni di pesce. I tortelletti descritti da Scappi riflettono questa estetica gastronomica. La ricotta di pecora, tipica dell'area laziale e romana, costituisce l'anima del ripieno, arricchita dalla sapidità del formaggio stagionato e dalla spinta aromatica della cannella e del pepe. La preparazione richiede una notevole maestria manuale, specialmente nella stesura della sfoglia e nella chiusura dei piccoli involucri di pasta, che devono essere sottili per non sovrastare la delicatezza del contenuto. Questi tortelletti venivano spesso serviti durante i banchetti papali o nelle festività religiose, dove l'abbondanza di zucchero e burro testimoniava l'alto rango dei commensali. Oggi, questa preparazione sopravvive in alcune varianti regionali che hanno mantenuto la memoria di quel palato rinascimentale, offrendo un'esperienza gustativa che unisce la cremosità latticina della ricotta alla pungenza delle spezie e alla dolcezza della finitura superficiale.
PARTI (4 PErsone)
PER LAPASTA
Farina 00
Uova medie
200 gr
2
PER IL RIPIENO
Ricotta di pecora fresca
Parmigiano Reggiano
Zucchero semolato
Cannella in polvere
Pepe nero
Sale
250 gr
50 gr
40 gr
1 cucchiaino
1 pizzico
Q.b
PER IL CONDIMENTO
Burro
Zucchero semolato
Cannella in polvere
50 gr
30 gr
Q.b
ALLESTIMENTO
Per la pasta fresca:
Disponi la farina a fontana su una spianatoia di legno e crea un incavo al centro. Rompi le uova e versale nel mezzo. Con una forchetta, inizia a sbattere le uova incorporando lentamente la farina dai bordi verso l'interno. Quando il composto diventa consistente, lavoralo con le mani per circa dieci minuti fino a ottenere un panetto liscio, elastico e omogeneo. Avvolgi la pasta nella pellicola trasparente e lasciala riposare a temperatura ambiente per almeno trenta minuti.Per il ripieno:
In una ciotola capiente, setaccia la ricotta di pecora fresca per renderla cremosa e priva di grumi. Aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato, lo zucchero semolato e la cannella in polvere. Unisci un pizzico di pepe nero e il sale q.b. Mescola con cura tutti gli ingredienti fino a ottenere una farcia ben amalgamata e profumata. Trasferisci il composto in una sacca da pasticceria o coprilo con della pellicola e riponilo in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.Per i tortelletti:
Riprendi la pasta e stendila con un matterello o con la macchina apposita fino a ottenere una sfoglia molto sottile. Con una rotella tagliapasta o un coltello, ricava dei quadrati di circa 4 o 5 centimetri per lato. Disponi una piccola noce di ripieno al centro di ogni quadrato. Piega il quadrato a triangolo, sigillando bene i bordi con la pressione delle dita per evitare che il ripieno esca durante la cottura. Unisci le due estremità della base del triangolo per dare la forma classica del tortelletto. Disponi la pasta pronta su un vassoio leggermente infarinato.Per il condimento:
In una padella ampia, fai sciogliere il burro a fuoco dolce evitando che soffrigga eccessivamente. In una ciotolina a parte, mescola lo zucchero semolato con la cannella per la finitura. Porta a bollore una pentola con abbondante acqua salata. Immergi i tortelletti e cuocili per pochi minuti, fino a quando non saliranno a galla. Scolali delicatamente con una schiumarola e trasferiscili direttamente nella padella con il burro fuso. Salta la pasta per pochi istanti affinché ogni pezzo sia ben velato dal grasso.Per il servizio:
Disponi i tortelletti nei piatti individuali. Spolverizza generosamente con il composto di zucchero e cannella preparato in precedenza. Servi immediatamente mentre la pasta è ancora ben calda e i sapori sono intensi.
suggerimento
Assicurati che la ricotta sia ben scolata dal siero prima di setacciarla per evitare che il ripieno risulti troppo umido.
Se la pasta dovesse risultare troppo secca durante la chiusura, inumidisci leggermente i bordi con un goccio d'acqua.
Puoi sostituire il Parmigiano Reggiano con del Fiore Sardo per un gusto più deciso e fedele alla tradizione laziale.
Utilizza cannella in stecche polverizzata al momento per un aroma più persistente.
GENESI
La ricetta dei tortelletti di ricotta e zucchero trae le sue origini storiche dal monumentale trattato intitolato "Opera dell'arte del cucinare", pubblicato nel 1570 da Bartolomeo Scappi. Scappi, considerato uno dei più grandi cuochi del Rinascimento italiano, prestò servizio presso diverse corti cardinalizie e fu il cuoco segreto di papa Pio V. La sua opera rappresenta una pietra miliare della gastronomia europea, poiché cataloga centinaia di ingredienti e tecniche di cottura, offrendo uno spaccato dettagliato della cucina nobiliare del Cinquecento. In questo periodo storico, il gusto della nobiltà italiana era fortemente caratterizzato dalla commistione tra il dolce e il salato, un binomio che oggi potrebbe apparire insolito ma che all'epoca rappresentava il massimo della raffinatezza e della distinzione sociale.
L'uso delle spezie, in particolare della cannella e dello zucchero, non era limitato esclusivamente ai dolci, ma veniva esteso anche ai primi piatti a base di pasta, ai pasticci di carne e alle preparazioni di pesce. I tortelletti descritti da Scappi riflettono questa estetica gastronomica. La ricotta di pecora, tipica dell'area laziale e romana, costituisce l'anima del ripieno, arricchita dalla sapidità del formaggio stagionato e dalla spinta aromatica della cannella e del pepe. La preparazione richiede una notevole maestria manuale, specialmente nella stesura della sfoglia e nella chiusura dei piccoli involucri di pasta, che devono essere sottili per non sovrastare la delicatezza del contenuto. Questi tortelletti venivano spesso serviti durante i banchetti papali o nelle festività religiose, dove l'abbondanza di zucchero e burro testimoniava l'alto rango dei commensali. Oggi, questa preparazione sopravvive in alcune varianti regionali che hanno mantenuto la memoria di quel palato rinascimentale, offrendo un'esperienza gustativa che unisce la cremosità latticina della ricotta alla pungenza delle spezie e alla dolcezza della finitura superficiale.
PARTI (4 PErsone)
PER LAPASTA
Farina 00
Uova medie
200 gr
2
PER IL RIPIENO
Ricotta di pecora fresca
Parmigiano Reggiano
Zucchero semolato
Cannella in polvere
Pepe nero
Sale
250 gr
50 gr
40 gr
1 cucchiaino
1 pizzico
Q.b
PER IL CONDIMENTO
Burro
Zucchero semolato
Cannella in polvere
50 gr
30 gr
Q.b
ALLESTIMENTO
Per la pasta fresca:
Disponi la farina a fontana su una spianatoia di legno e crea un incavo al centro. Rompi le uova e versale nel mezzo. Con una forchetta, inizia a sbattere le uova incorporando lentamente la farina dai bordi verso l'interno. Quando il composto diventa consistente, lavoralo con le mani per circa dieci minuti fino a ottenere un panetto liscio, elastico e omogeneo. Avvolgi la pasta nella pellicola trasparente e lasciala riposare a temperatura ambiente per almeno trenta minuti.Per il ripieno:
In una ciotola capiente, setaccia la ricotta di pecora fresca per renderla cremosa e priva di grumi. Aggiungi il Parmigiano Reggiano grattugiato, lo zucchero semolato e la cannella in polvere. Unisci un pizzico di pepe nero e il sale q.b. Mescola con cura tutti gli ingredienti fino a ottenere una farcia ben amalgamata e profumata. Trasferisci il composto in una sacca da pasticceria o coprilo con della pellicola e riponilo in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.Per i tortelletti:
Riprendi la pasta e stendila con un matterello o con la macchina apposita fino a ottenere una sfoglia molto sottile. Con una rotella tagliapasta o un coltello, ricava dei quadrati di circa 4 o 5 centimetri per lato. Disponi una piccola noce di ripieno al centro di ogni quadrato. Piega il quadrato a triangolo, sigillando bene i bordi con la pressione delle dita per evitare che il ripieno esca durante la cottura. Unisci le due estremità della base del triangolo per dare la forma classica del tortelletto. Disponi la pasta pronta su un vassoio leggermente infarinato.Per il condimento:
In una padella ampia, fai sciogliere il burro a fuoco dolce evitando che soffrigga eccessivamente. In una ciotolina a parte, mescola lo zucchero semolato con la cannella per la finitura. Porta a bollore una pentola con abbondante acqua salata. Immergi i tortelletti e cuocili per pochi minuti, fino a quando non saliranno a galla. Scolali delicatamente con una schiumarola e trasferiscili direttamente nella padella con il burro fuso. Salta la pasta per pochi istanti affinché ogni pezzo sia ben velato dal grasso.Per il servizio:
Disponi i tortelletti nei piatti individuali. Spolverizza generosamente con il composto di zucchero e cannella preparato in precedenza. Servi immediatamente mentre la pasta è ancora ben calda e i sapori sono intensi.
suggerimento
Assicurati che la ricotta sia ben scolata dal siero prima di setacciarla per evitare che il ripieno risulti troppo umido.
Se la pasta dovesse risultare troppo secca durante la chiusura, inumidisci leggermente i bordi con un goccio d'acqua.
Puoi sostituire il Parmigiano Reggiano con del Fiore Sardo per un gusto più deciso e fedele alla tradizione laziale.
Utilizza cannella in stecche polverizzata al momento per un aroma più persistente.



