
WORLD PASTA DAY 2026
Un anno di MilleunaPasta, fra persone, gesti e cultura
25 ott 2026

WORLD PASTA DAY 2026
Un anno di MilleunaPasta, fra persone, gesti e cultura
25 ott 2026

WORLD PASTA DAY 2026
Un anno di MilleunaPasta, fra persone, gesti e cultura
25 ott 2026
Una sfoglia viene sollevata controluce. Un cuoco assaggia ancora il ripieno. Qualcuno apre un libro e ritrova, fra le righe, il vapore dei maccheroni. In queste immagini abita l’anno di MilleUnaPasta: il desiderio di fermarsi davanti a ciò che conosciamo da sempre e scoprire quanto rimanga da conoscere.
Domenica 25 ottobre, il World Pasta Day ci offre l’occasione di raccogliere questo percorso. Un anno trascorso ad ascoltare chef, sfogline e sfoglini, artigiani e famiglie di pastai. A esplorare le idee che prendono forma nelle cucine, i saperi custoditi nelle botteghe, le memorie che continuano a vivere attraverso una ricetta.
Nei Racconti abbiamo interrogato il rapporto fra tecnica e sensibilità, fra ricordo e invenzione. Nei Patrimoni abbiamo incontrato la pazienza del mestiere: imparare un gesto, ripeterlo, insegnarlo; raccogliere un’eredità e darle un domani.
Le Geografie della Pasta ci hanno guidati attraverso forme, strumenti e nomi locali, restituendoci un’Italia di differenze minute. Il Cenacolo e le Letture di Pasta hanno aperto altre porte: la letteratura, la storia, il pensiero. Fra quelle pagine, la pasta è diventata desiderio, appartenenza, rappresentazione del potere, domanda sulla felicità.
Rileggendo l’anno, le rubriche cominciano a parlarsi. La precisione di un cuoco incontra quella di uno sfoglino. Una memoria domestica diventa ricetta di bottega. Un formato racconta un territorio; una pagina restituisce un’epoca.
È in queste relazioni che riconosciamo il senso di MilleunaPasta: dedicare attenzione a un alimento così presente da rischiare di essere dato per scontato. Ascoltarne gli interpreti, riconoscerne il lavoro, cercare le fonti, lasciare che una risposta generi un’altra domanda.
A chi ci ha affidato una storia e a chi si è fermato a leggerla, va il nostro grazie.
Sua maestà la pasta ci ha portati soprattutto vicino alle persone.
Il 25 ottobre la celebriamo pensando a tutte le mani dalle quali è passata prima di arrivare nel nostro piatto. E a quelle che dovranno imparare, domani.
Una sfoglia viene sollevata controluce. Un cuoco assaggia ancora il ripieno. Qualcuno apre un libro e ritrova, fra le righe, il vapore dei maccheroni. In queste immagini abita l’anno di MilleUnaPasta: il desiderio di fermarsi davanti a ciò che conosciamo da sempre e scoprire quanto rimanga da conoscere.
Domenica 25 ottobre, il World Pasta Day ci offre l’occasione di raccogliere questo percorso. Un anno trascorso ad ascoltare chef, sfogline e sfoglini, artigiani e famiglie di pastai. A esplorare le idee che prendono forma nelle cucine, i saperi custoditi nelle botteghe, le memorie che continuano a vivere attraverso una ricetta.
Nei Racconti abbiamo interrogato il rapporto fra tecnica e sensibilità, fra ricordo e invenzione. Nei Patrimoni abbiamo incontrato la pazienza del mestiere: imparare un gesto, ripeterlo, insegnarlo; raccogliere un’eredità e darle un domani.
Le Geografie della Pasta ci hanno guidati attraverso forme, strumenti e nomi locali, restituendoci un’Italia di differenze minute. Il Cenacolo e le Letture di Pasta hanno aperto altre porte: la letteratura, la storia, il pensiero. Fra quelle pagine, la pasta è diventata desiderio, appartenenza, rappresentazione del potere, domanda sulla felicità.
Rileggendo l’anno, le rubriche cominciano a parlarsi. La precisione di un cuoco incontra quella di uno sfoglino. Una memoria domestica diventa ricetta di bottega. Un formato racconta un territorio; una pagina restituisce un’epoca.
È in queste relazioni che riconosciamo il senso di MilleunaPasta: dedicare attenzione a un alimento così presente da rischiare di essere dato per scontato. Ascoltarne gli interpreti, riconoscerne il lavoro, cercare le fonti, lasciare che una risposta generi un’altra domanda.
A chi ci ha affidato una storia e a chi si è fermato a leggerla, va il nostro grazie.
Sua maestà la pasta ci ha portati soprattutto vicino alle persone.
Il 25 ottobre la celebriamo pensando a tutte le mani dalle quali è passata prima di arrivare nel nostro piatto. E a quelle che dovranno imparare, domani.
Una sfoglia viene sollevata controluce. Un cuoco assaggia ancora il ripieno. Qualcuno apre un libro e ritrova, fra le righe, il vapore dei maccheroni. In queste immagini abita l’anno di MilleUnaPasta: il desiderio di fermarsi davanti a ciò che conosciamo da sempre e scoprire quanto rimanga da conoscere.
Domenica 25 ottobre, il World Pasta Day ci offre l’occasione di raccogliere questo percorso. Un anno trascorso ad ascoltare chef, sfogline e sfoglini, artigiani e famiglie di pastai. A esplorare le idee che prendono forma nelle cucine, i saperi custoditi nelle botteghe, le memorie che continuano a vivere attraverso una ricetta.
Nei Racconti abbiamo interrogato il rapporto fra tecnica e sensibilità, fra ricordo e invenzione. Nei Patrimoni abbiamo incontrato la pazienza del mestiere: imparare un gesto, ripeterlo, insegnarlo; raccogliere un’eredità e darle un domani.
Le Geografie della Pasta ci hanno guidati attraverso forme, strumenti e nomi locali, restituendoci un’Italia di differenze minute. Il Cenacolo e le Letture di Pasta hanno aperto altre porte: la letteratura, la storia, il pensiero. Fra quelle pagine, la pasta è diventata desiderio, appartenenza, rappresentazione del potere, domanda sulla felicità.
Rileggendo l’anno, le rubriche cominciano a parlarsi. La precisione di un cuoco incontra quella di uno sfoglino. Una memoria domestica diventa ricetta di bottega. Un formato racconta un territorio; una pagina restituisce un’epoca.
È in queste relazioni che riconosciamo il senso di MilleunaPasta: dedicare attenzione a un alimento così presente da rischiare di essere dato per scontato. Ascoltarne gli interpreti, riconoscerne il lavoro, cercare le fonti, lasciare che una risposta generi un’altra domanda.
A chi ci ha affidato una storia e a chi si è fermato a leggerla, va il nostro grazie.
Sua maestà la pasta ci ha portati soprattutto vicino alle persone.
Il 25 ottobre la celebriamo pensando a tutte le mani dalle quali è passata prima di arrivare nel nostro piatto. E a quelle che dovranno imparare, domani.



