LETTURE DI PASTA

Silvano Serventi e Françoise Sabban, La pasta. Storia e cultura di un cibo universale (Editori Laterza, 2000, XVI + 515 pp.)

12 ott 2026

LETTURE DI PASTA

Silvano Serventi e Françoise Sabban, La pasta. Storia e cultura di un cibo universale (Editori Laterza, 2000, XVI + 515 pp.)

12 ott 2026

LETTURE DI PASTA

Silvano Serventi e Françoise Sabban, La pasta. Storia e cultura di un cibo universale (Editori Laterza, 2000, XVI + 515 pp.)

12 ott 2026

La pasta è un’abitudine quotidiana allestita attraverso secoli di invenzioni e trasformazioni. È questa lunga intelligenza collettiva del fare che Silvano Serventi, storico dell’alimentazione, e Françoise Sabban, sinologa, ricostruiscono in un volume che indaga le civiltà che lo hanno reso possibile.

Il percorso attraversa botteghe, manifatture, commerci e cucine, seguendo insieme la trasformazione degli strumenti e quella delle consuetudini. Il mattarello, la gramola, il torchio diventano protagonisti accanto alle tecniche di essiccazione, decisive per conservare la pasta e favorirne il commercio. La forma che riconosciamo nel piatto custodisce così un’organizzazione del lavoro, una disponibilità di materie prime, un prezioso sapere trasmesso.

Il confronto con la Cina amplia ulteriormente i confini. Gli autori restituiscono alle tradizioni italiana e cinese percorsi distinti, liberando il racconto dalla tenace leggenda di Marco Polo importatore degli spaghetti. Anche il gusto ha una storia: il passaggio dalle consistenze fondenti alla predilezione italiana per l’al dente mostra quanto ciò che oggi avvertiamo come naturale sia, in realtà, un’abitudine costruita nel corso del tempo.

Dietro ogni innovazione affiorano mani, mestieri, necessità; dietro ogni consuetudine, una società che muta. L’ampiezza della ricognizione chiede attenzione, ma restituisce alla pasta lo spessore che la familiarità tende forse un po' a cancellare.

Per MILLEUNAPASTA è una lettura fondante: insegna a riconoscere, dentro un alimento quotidiano, il lavoro del tempo. Prima ancora di avvolgersi alla forchetta, la pasta ha attraversato la storia.

La pasta è un’abitudine quotidiana allestita attraverso secoli di invenzioni e trasformazioni. È questa lunga intelligenza collettiva del fare che Silvano Serventi, storico dell’alimentazione, e Françoise Sabban, sinologa, ricostruiscono in un volume che indaga le civiltà che lo hanno reso possibile.

Il percorso attraversa botteghe, manifatture, commerci e cucine, seguendo insieme la trasformazione degli strumenti e quella delle consuetudini. Il mattarello, la gramola, il torchio diventano protagonisti accanto alle tecniche di essiccazione, decisive per conservare la pasta e favorirne il commercio. La forma che riconosciamo nel piatto custodisce così un’organizzazione del lavoro, una disponibilità di materie prime, un prezioso sapere trasmesso.

Il confronto con la Cina amplia ulteriormente i confini. Gli autori restituiscono alle tradizioni italiana e cinese percorsi distinti, liberando il racconto dalla tenace leggenda di Marco Polo importatore degli spaghetti. Anche il gusto ha una storia: il passaggio dalle consistenze fondenti alla predilezione italiana per l’al dente mostra quanto ciò che oggi avvertiamo come naturale sia, in realtà, un’abitudine costruita nel corso del tempo.

Dietro ogni innovazione affiorano mani, mestieri, necessità; dietro ogni consuetudine, una società che muta. L’ampiezza della ricognizione chiede attenzione, ma restituisce alla pasta lo spessore che la familiarità tende forse un po' a cancellare.

Per MILLEUNAPASTA è una lettura fondante: insegna a riconoscere, dentro un alimento quotidiano, il lavoro del tempo. Prima ancora di avvolgersi alla forchetta, la pasta ha attraversato la storia.

La pasta è un’abitudine quotidiana allestita attraverso secoli di invenzioni e trasformazioni. È questa lunga intelligenza collettiva del fare che Silvano Serventi, storico dell’alimentazione, e Françoise Sabban, sinologa, ricostruiscono in un volume che indaga le civiltà che lo hanno reso possibile.

Il percorso attraversa botteghe, manifatture, commerci e cucine, seguendo insieme la trasformazione degli strumenti e quella delle consuetudini. Il mattarello, la gramola, il torchio diventano protagonisti accanto alle tecniche di essiccazione, decisive per conservare la pasta e favorirne il commercio. La forma che riconosciamo nel piatto custodisce così un’organizzazione del lavoro, una disponibilità di materie prime, un prezioso sapere trasmesso.

Il confronto con la Cina amplia ulteriormente i confini. Gli autori restituiscono alle tradizioni italiana e cinese percorsi distinti, liberando il racconto dalla tenace leggenda di Marco Polo importatore degli spaghetti. Anche il gusto ha una storia: il passaggio dalle consistenze fondenti alla predilezione italiana per l’al dente mostra quanto ciò che oggi avvertiamo come naturale sia, in realtà, un’abitudine costruita nel corso del tempo.

Dietro ogni innovazione affiorano mani, mestieri, necessità; dietro ogni consuetudine, una società che muta. L’ampiezza della ricognizione chiede attenzione, ma restituisce alla pasta lo spessore che la familiarità tende forse un po' a cancellare.

Per MILLEUNAPASTA è una lettura fondante: insegna a riconoscere, dentro un alimento quotidiano, il lavoro del tempo. Prima ancora di avvolgersi alla forchetta, la pasta ha attraversato la storia.