
ANDARINOS DI USINI
Difficile
Sardegna
180 min
650 Kcal

ANDARINOS DI USINI
Difficile
Sardegna
180 min
650 Kcal

ANDARINOS DI USINI
Difficile
Sardegna
180 min
650 Kcal
GENESI
Gli Andarinos di Usini rappresentano uno dei formati di pasta fresca più antichi e complessi della tradizione gastronomica della Sardegna, originari del piccolo borgo di Usini, situato nella provincia di Sassari, nel nord dell'isola. Le fonti storiche documentano l'esistenza di questa preparazione fin dal milleseicento, descrivendo una pasta rituale e festiva, realizzata quasi esclusivamente in occasione di matrimoni, battesimi e, in particolar modo, per le celebrazioni patronali del paese, come la festa di Santa Maria e di San Giorgio.
La particolarità degli Andarinos risiede nella loro complessa lavorazione manuale, un'arte antica che viene tramandata con dedizione da madre in figlia. La forma, che ricorda un piccolo fuso o una spirale elicoidale , viene ottenuta facendo scivolare e pressare un piccolo pezzetto di pasta su una superficie rigata o, più tradizionalmente, sul fondo convesso di un bicchiere di vetro, con un movimento rapido ed esperto che richiede moltissima abilità tecnica e un tempo di realizzazione notevole.
L'impasto di base è costituito dagli ingredienti poveri tipici dell'area del Mediterraneo: semola di grano duro di altissima qualità, acqua tiepida e un pizzico di sale. Questa composizione garantisce una consistenza tenace in cottura e una superficie esterna increspata, ideale per raccogliere e trattenere i condimenti ricchi e corposi tipici della cucina locale. Tradizionalmente, questa pasta viene condita con "su ghisau", un ragù di carne a lenta cottura. Nei tempi passati si utilizzava prevalentemente carne di pecora o cinghiale, tagliata a piccoli pezzi e cotta a lungo insieme a pomodori pelati, cipolla e aglio, fino a ottenere una salsa densa, scura e molto saporita. Il piatto viene infine completato da un'abbondante spolverata di Pecorino Sardo stagionato. La salvaguardia di questa ricetta è oggi affidata alle donne di Usini, che continuano a promuovere la tecnica originaria, tutelando un pezzo inestimabile della storia culturale del territorio.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA FRESCA
Semola di grano duro
Acqua tiepida
Sale
400 g
q.b
q.b
PER IL CONDIMENTO
Carne di pecora
Pomodori pelati
Cipolla dorata
Spicchio di aglio
Vino rosso
Pecorino Sardo
Olio EVO
Sale
500 g
600 g
1
1
1 bicchiere
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per la pasta fresca:
Disponi la semola di grano duro a fontana su una spianatoia di legno. Aggiungi un pizzico di sale e versa gradualmente l'acqua tiepida al centro. Impasta energicamente con le mani fino a ottenere un panetto liscio, sodo e omogeneo. Avvolgi l'impasto in un canovaccio pulito e lascialo riposare per circa trenta minuti a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di riposo, preleva piccole porzioni di impasto e forma dei sottili cilindri grandi quanto un grissino. Taglia i cilindri in pezzetti lunghi circa due o tre centimetri. Prendi ogni singolo pezzetto di pasta e, utilizzando il pollice, pressalo e fallo scivolare in diagonale su una superficie rigata o sul fondo lavorato di un bicchiere di vetro, facendolo arrotolare su se stesso fino a formare una spirale. Ripeti l'operazione fino a esaurire tutto l'impasto e disponi gli Andarinos su dei vassoi o cesti di vimini per farli asciugare all'aria.Per il condimento:
Trita finemente la cipolla dorata e lo spicchio di aglio. In un tegame capiente, preferibilmente di terracotta, versa un generoso giro di olio EVO e aggiungi il trito preparato. Fai appassire a fuoco dolce fino a quando la cipolla risulti traslucida. Taglia la carne di pecora a cubetti molto piccoli e aggiungila nel tegame. Alza la fiamma e fai rosolare la carne in modo uniforme per sigillarne i succhi. Sfuma con il bicchiere di vino rosso e lascia evaporare completamente la parte alcolica. A questo punto, unisci i pomodori pelati, precedentemente schiacciati con una forchetta o passati al setaccio, e regola di sale. Abbassa la fiamma al minimo, copri con un coperchio e lascia cuocere dolcemente il ragù per almeno due ore, mescolando di tanto in tanto. Se il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungi un mestolo di acqua calda o di brodo.Per la cottura e composizione del piatto:
Porta a ebollizione un'abbondante pentola di acqua salata. Tuffa gli Andarinos e cuocili per circa dieci o quindici minuti; il tempo può variare a seconda del grado di essiccazione della pasta e dello spessore che sei riuscito a dare ai fusi. Scola la pasta al dente e versala direttamente nel tegame con il condimento caldo. Salta delicatamente il tutto per fare amalgamare bene la pasta e i sapori del ragù. Spegni il fuoco e servi la pasta ben calda, completando ogni piatto con un'abbondante grattugiata di Pecorino Sardo.
suggerimento
Se la carne di pecora ha un sapore troppo forte per i tuoi gusti, puoi preparare il ragù utilizzando un misto di carne di maiale e di manzo in parti uguali.
Lascia asciugare la pasta fresca per diverse ore in un luogo ventilato prima di cuocerla; questo accorgimento aiuta a mantenere la forma a spirale intatta durante la bollitura.
Per un sapore ancora più intenso, puoi aggiungere al soffritto iniziale del ragù qualche foglia di alloro fresco o un rametto di rosmarino, da rimuovere a fine cottura.
GENESI
Gli Andarinos di Usini rappresentano uno dei formati di pasta fresca più antichi e complessi della tradizione gastronomica della Sardegna, originari del piccolo borgo di Usini, situato nella provincia di Sassari, nel nord dell'isola. Le fonti storiche documentano l'esistenza di questa preparazione fin dal milleseicento, descrivendo una pasta rituale e festiva, realizzata quasi esclusivamente in occasione di matrimoni, battesimi e, in particolar modo, per le celebrazioni patronali del paese, come la festa di Santa Maria e di San Giorgio.
La particolarità degli Andarinos risiede nella loro complessa lavorazione manuale, un'arte antica che viene tramandata con dedizione da madre in figlia. La forma, che ricorda un piccolo fuso o una spirale elicoidale , viene ottenuta facendo scivolare e pressare un piccolo pezzetto di pasta su una superficie rigata o, più tradizionalmente, sul fondo convesso di un bicchiere di vetro, con un movimento rapido ed esperto che richiede moltissima abilità tecnica e un tempo di realizzazione notevole.
L'impasto di base è costituito dagli ingredienti poveri tipici dell'area del Mediterraneo: semola di grano duro di altissima qualità, acqua tiepida e un pizzico di sale. Questa composizione garantisce una consistenza tenace in cottura e una superficie esterna increspata, ideale per raccogliere e trattenere i condimenti ricchi e corposi tipici della cucina locale. Tradizionalmente, questa pasta viene condita con "su ghisau", un ragù di carne a lenta cottura. Nei tempi passati si utilizzava prevalentemente carne di pecora o cinghiale, tagliata a piccoli pezzi e cotta a lungo insieme a pomodori pelati, cipolla e aglio, fino a ottenere una salsa densa, scura e molto saporita. Il piatto viene infine completato da un'abbondante spolverata di Pecorino Sardo stagionato. La salvaguardia di questa ricetta è oggi affidata alle donne di Usini, che continuano a promuovere la tecnica originaria, tutelando un pezzo inestimabile della storia culturale del territorio.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA FRESCA
Semola di grano duro
Acqua tiepida
Sale
400 g
q.b
q.b
PER IL CONDIMENTO
Carne di pecora
Pomodori pelati
Cipolla dorata
Spicchio di aglio
Vino rosso
Pecorino Sardo
Olio EVO
Sale
500 g
600 g
1
1
1 bicchiere
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per la pasta fresca:
Disponi la semola di grano duro a fontana su una spianatoia di legno. Aggiungi un pizzico di sale e versa gradualmente l'acqua tiepida al centro. Impasta energicamente con le mani fino a ottenere un panetto liscio, sodo e omogeneo. Avvolgi l'impasto in un canovaccio pulito e lascialo riposare per circa trenta minuti a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di riposo, preleva piccole porzioni di impasto e forma dei sottili cilindri grandi quanto un grissino. Taglia i cilindri in pezzetti lunghi circa due o tre centimetri. Prendi ogni singolo pezzetto di pasta e, utilizzando il pollice, pressalo e fallo scivolare in diagonale su una superficie rigata o sul fondo lavorato di un bicchiere di vetro, facendolo arrotolare su se stesso fino a formare una spirale. Ripeti l'operazione fino a esaurire tutto l'impasto e disponi gli Andarinos su dei vassoi o cesti di vimini per farli asciugare all'aria.Per il condimento:
Trita finemente la cipolla dorata e lo spicchio di aglio. In un tegame capiente, preferibilmente di terracotta, versa un generoso giro di olio EVO e aggiungi il trito preparato. Fai appassire a fuoco dolce fino a quando la cipolla risulti traslucida. Taglia la carne di pecora a cubetti molto piccoli e aggiungila nel tegame. Alza la fiamma e fai rosolare la carne in modo uniforme per sigillarne i succhi. Sfuma con il bicchiere di vino rosso e lascia evaporare completamente la parte alcolica. A questo punto, unisci i pomodori pelati, precedentemente schiacciati con una forchetta o passati al setaccio, e regola di sale. Abbassa la fiamma al minimo, copri con un coperchio e lascia cuocere dolcemente il ragù per almeno due ore, mescolando di tanto in tanto. Se il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungi un mestolo di acqua calda o di brodo.Per la cottura e composizione del piatto:
Porta a ebollizione un'abbondante pentola di acqua salata. Tuffa gli Andarinos e cuocili per circa dieci o quindici minuti; il tempo può variare a seconda del grado di essiccazione della pasta e dello spessore che sei riuscito a dare ai fusi. Scola la pasta al dente e versala direttamente nel tegame con il condimento caldo. Salta delicatamente il tutto per fare amalgamare bene la pasta e i sapori del ragù. Spegni il fuoco e servi la pasta ben calda, completando ogni piatto con un'abbondante grattugiata di Pecorino Sardo.
suggerimento
Se la carne di pecora ha un sapore troppo forte per i tuoi gusti, puoi preparare il ragù utilizzando un misto di carne di maiale e di manzo in parti uguali.
Lascia asciugare la pasta fresca per diverse ore in un luogo ventilato prima di cuocerla; questo accorgimento aiuta a mantenere la forma a spirale intatta durante la bollitura.
Per un sapore ancora più intenso, puoi aggiungere al soffritto iniziale del ragù qualche foglia di alloro fresco o un rametto di rosmarino, da rimuovere a fine cottura.
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GENESI
Gli Andarinos di Usini rappresentano uno dei formati di pasta fresca più antichi e complessi della tradizione gastronomica della Sardegna, originari del piccolo borgo di Usini, situato nella provincia di Sassari, nel nord dell'isola. Le fonti storiche documentano l'esistenza di questa preparazione fin dal milleseicento, descrivendo una pasta rituale e festiva, realizzata quasi esclusivamente in occasione di matrimoni, battesimi e, in particolar modo, per le celebrazioni patronali del paese, come la festa di Santa Maria e di San Giorgio.
La particolarità degli Andarinos risiede nella loro complessa lavorazione manuale, un'arte antica che viene tramandata con dedizione da madre in figlia. La forma, che ricorda un piccolo fuso o una spirale elicoidale , viene ottenuta facendo scivolare e pressare un piccolo pezzetto di pasta su una superficie rigata o, più tradizionalmente, sul fondo convesso di un bicchiere di vetro, con un movimento rapido ed esperto che richiede moltissima abilità tecnica e un tempo di realizzazione notevole.
L'impasto di base è costituito dagli ingredienti poveri tipici dell'area del Mediterraneo: semola di grano duro di altissima qualità, acqua tiepida e un pizzico di sale. Questa composizione garantisce una consistenza tenace in cottura e una superficie esterna increspata, ideale per raccogliere e trattenere i condimenti ricchi e corposi tipici della cucina locale. Tradizionalmente, questa pasta viene condita con "su ghisau", un ragù di carne a lenta cottura. Nei tempi passati si utilizzava prevalentemente carne di pecora o cinghiale, tagliata a piccoli pezzi e cotta a lungo insieme a pomodori pelati, cipolla e aglio, fino a ottenere una salsa densa, scura e molto saporita. Il piatto viene infine completato da un'abbondante spolverata di Pecorino Sardo stagionato. La salvaguardia di questa ricetta è oggi affidata alle donne di Usini, che continuano a promuovere la tecnica originaria, tutelando un pezzo inestimabile della storia culturale del territorio.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA FRESCA
Semola di grano duro
Acqua tiepida
Sale
400 g
q.b
q.b
PER IL CONDIMENTO
Carne di pecora
Pomodori pelati
Cipolla dorata
Spicchio di aglio
Vino rosso
Pecorino Sardo
Olio EVO
Sale
500 g
600 g
1
1
1 bicchiere
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per la pasta fresca:
Disponi la semola di grano duro a fontana su una spianatoia di legno. Aggiungi un pizzico di sale e versa gradualmente l'acqua tiepida al centro. Impasta energicamente con le mani fino a ottenere un panetto liscio, sodo e omogeneo. Avvolgi l'impasto in un canovaccio pulito e lascialo riposare per circa trenta minuti a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di riposo, preleva piccole porzioni di impasto e forma dei sottili cilindri grandi quanto un grissino. Taglia i cilindri in pezzetti lunghi circa due o tre centimetri. Prendi ogni singolo pezzetto di pasta e, utilizzando il pollice, pressalo e fallo scivolare in diagonale su una superficie rigata o sul fondo lavorato di un bicchiere di vetro, facendolo arrotolare su se stesso fino a formare una spirale. Ripeti l'operazione fino a esaurire tutto l'impasto e disponi gli Andarinos su dei vassoi o cesti di vimini per farli asciugare all'aria.Per il condimento:
Trita finemente la cipolla dorata e lo spicchio di aglio. In un tegame capiente, preferibilmente di terracotta, versa un generoso giro di olio EVO e aggiungi il trito preparato. Fai appassire a fuoco dolce fino a quando la cipolla risulti traslucida. Taglia la carne di pecora a cubetti molto piccoli e aggiungila nel tegame. Alza la fiamma e fai rosolare la carne in modo uniforme per sigillarne i succhi. Sfuma con il bicchiere di vino rosso e lascia evaporare completamente la parte alcolica. A questo punto, unisci i pomodori pelati, precedentemente schiacciati con una forchetta o passati al setaccio, e regola di sale. Abbassa la fiamma al minimo, copri con un coperchio e lascia cuocere dolcemente il ragù per almeno due ore, mescolando di tanto in tanto. Se il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungi un mestolo di acqua calda o di brodo.Per la cottura e composizione del piatto:
Porta a ebollizione un'abbondante pentola di acqua salata. Tuffa gli Andarinos e cuocili per circa dieci o quindici minuti; il tempo può variare a seconda del grado di essiccazione della pasta e dello spessore che sei riuscito a dare ai fusi. Scola la pasta al dente e versala direttamente nel tegame con il condimento caldo. Salta delicatamente il tutto per fare amalgamare bene la pasta e i sapori del ragù. Spegni il fuoco e servi la pasta ben calda, completando ogni piatto con un'abbondante grattugiata di Pecorino Sardo.
suggerimento
Se la carne di pecora ha un sapore troppo forte per i tuoi gusti, puoi preparare il ragù utilizzando un misto di carne di maiale e di manzo in parti uguali.
Lascia asciugare la pasta fresca per diverse ore in un luogo ventilato prima di cuocerla; questo accorgimento aiuta a mantenere la forma a spirale intatta durante la bollitura.
Per un sapore ancora più intenso, puoi aggiungere al soffritto iniziale del ragù qualche foglia di alloro fresco o un rametto di rosmarino, da rimuovere a fine cottura.



