
SGUAZABARBUZ
Fagioli Borlotti, Farina, Uova, Lardo
Difficile
Emilia-Romagna
165 min
680 Kcal

SGUAZABARBUZ
Fagioli Borlotti, Farina, Uova, Lardo
Difficile
Emilia-Romagna
165 min
680 Kcal

SGUAZABARBUZ
Fagioli Borlotti, Farina, Uova, Lardo
Difficile
Emilia-Romagna
165 min
680 Kcal
GENESI
Lo Sguazabarbuz è molto più di una minestra con pasta e fagioli; è un racconto della terra ferrarese, un piatto il cui nome affonda le radici nella cultura contadina più viscerale. Il termine dialettale, di natura onomatopeica, descrive vividamente l'atto del mangiare: "sguazzare" il "barbuz", ovvero schizzarsi il mento. La forma irregolare e imprevedibile dei maltagliati, scivolando dal cucchiaio, rendeva quasi inevitabile qualche spruzzo, tanto che la tradizione popolare ricorda l'usanza di proteggere gli abiti con un grande strofinaccio legato al collo, il buraas o bastina, trasformando il pasto in un momento di convivialità rustica e genuina. In questo piatto si fondono due anime della gastronomia estense: l'ingegno del recupero e l'opulenza della Corte. I maltagliati nascono infatti come gli "scarti nobili". Una celebre leggenda ferrarese narra che le tagliatelle furono create nel 1503, ispirate dalla bionda chioma di Lucrezia Borgia. I ritagli di sfoglia avanzati da questa e altre preparazioni raffinate destinate ai banchetti degli Este, anziché essere sprecati, venivano sapientemente recuperati e tuffati in una zuppa nutriente e sostanziosa. Ecco la genesi del maltagliato: un prodotto umile nato da un gesto di alta cucina. L'altro protagonista indiscusso, il fagiolo, rappresentava la "carne dei poveri", la fondamentale fonte proteica per le classi lavoratrici che non potevano permettersi la carne. L'unione di questi due elementi – la pasta di recupero e il legume nutriente – dà vita a una "tecnologia di sopravvivenza" che è al tempo stesso un capolavoro di equilibrio e sapore. La preparazione che segue riflette questa storia, traducendo in gesti precisi la necessità di creare densità, sapore e nutrimento con ingredienti semplici ma meticolosamente lavorati.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA FRESCA
Farina di grano tenero "00"
Uova fresche intere
300 g
3
PER I L CONDIMENTO
Fagioli Borlotti secchi
Lardo pestato
Cipolla dorata
Concentrato di pomodoro
Sedano
Carota
Cipolla
Aglio
Prezzemolo
Rosmarino
Cotiche di maiale
Pepe nero
Parmigiano Reggiano
50-80 g
1
1 cucchiaio
1 costa
1
1 piccola
q.b
q.b
q.b
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per i fagioli:
Se utilizzi fagioli secchi, lasciali in acqua fredda per almeno 10-12 ore. Scolali e riponili in una pentola capiente, coprendoli con dell'altra acqua fredda non salata. Aggiungi il sedano, la carota e la cipolla piccola, interi. Se desideri, più sapore e sapidità, aggiungi le cotiche di maiale o un osso di prosciutto. Porta a ebollizione e lascia cuocere a fuoco bassissimo per circa 90-120 minuti, finché la buccia non risulti tenera. Sala solo a fine cottura.
Una volta cotti i fagioli, preleva da metà a due terzi dei legumi e omogenizzali con un passaverdure. Reintegra la purea ottenuta nel brodo di cottura insieme ai fagioli interi, al fine di rendere la minestra densa e cremosa.Per la pasta fresca:
Su una spianatoia, crea una fontana con la farina e rompi al centro le uova. Impasta energicamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un panetto liscio. Stendi l'impasto con il matterello mantenendo una sfoglia con un certo "nerbo". Taglia la sfoglia in modo irregolare creando dei rombi o quadrati imperfetti di varie dimensioni, dai 2 ai 5 cm.Per il condimento:
In un tegame a parte, fai sciogliere il lardo pestato con la cipolla tritata finemente e, se vuoi, aglio o rosmarino. Quando la cipolla è trasparente, aggiungi il concentrato di pomodoro diluito in un mestolino di acqua calda. Lascia insaporire a fuoco basso per qualche minuto.Composizione e cottura finale:
Unisci il soffritto alla pentola con i fagioli e porta a un leggero bollore. Cala i maltagliati direttamente nella minestra e cuoci per 3-4 minuti. Spegni il fuoco, copri e lascia riposare per 15-30 minuti affinché i sapori si amalgamino perfettamente.
suggerimento
Servi la minestra tiepida con un filo di olio EVO a crudo e una macinata di pepe nero.
Aggiungi abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato direttamente nel piatto per completare l'opera.
Inserisci delle croste di Parmigiano ben pulite durante la cottura dei fagioli per un tocco di sapore in più.
Prova la variante "montanara", aggiungendo castagne secche in ammollo con i fagioli.
Se avanza del brodo, utilizzalo il giorno dopo per cuocere dei passatelli freschi.
GENESI
Lo Sguazabarbuz è molto più di una minestra con pasta e fagioli; è un racconto della terra ferrarese, un piatto il cui nome affonda le radici nella cultura contadina più viscerale. Il termine dialettale, di natura onomatopeica, descrive vividamente l'atto del mangiare: "sguazzare" il "barbuz", ovvero schizzarsi il mento. La forma irregolare e imprevedibile dei maltagliati, scivolando dal cucchiaio, rendeva quasi inevitabile qualche spruzzo, tanto che la tradizione popolare ricorda l'usanza di proteggere gli abiti con un grande strofinaccio legato al collo, il buraas o bastina, trasformando il pasto in un momento di convivialità rustica e genuina. In questo piatto si fondono due anime della gastronomia estense: l'ingegno del recupero e l'opulenza della Corte. I maltagliati nascono infatti come gli "scarti nobili". Una celebre leggenda ferrarese narra che le tagliatelle furono create nel 1503, ispirate dalla bionda chioma di Lucrezia Borgia. I ritagli di sfoglia avanzati da questa e altre preparazioni raffinate destinate ai banchetti degli Este, anziché essere sprecati, venivano sapientemente recuperati e tuffati in una zuppa nutriente e sostanziosa. Ecco la genesi del maltagliato: un prodotto umile nato da un gesto di alta cucina. L'altro protagonista indiscusso, il fagiolo, rappresentava la "carne dei poveri", la fondamentale fonte proteica per le classi lavoratrici che non potevano permettersi la carne. L'unione di questi due elementi – la pasta di recupero e il legume nutriente – dà vita a una "tecnologia di sopravvivenza" che è al tempo stesso un capolavoro di equilibrio e sapore. La preparazione che segue riflette questa storia, traducendo in gesti precisi la necessità di creare densità, sapore e nutrimento con ingredienti semplici ma meticolosamente lavorati.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA FRESCA
Farina di grano tenero "00"
Uova fresche intere
300 g
3
PER I L CONDIMENTO
Fagioli Borlotti secchi
Lardo pestato
Cipolla dorata
Concentrato di pomodoro
Sedano
Carota
Cipolla
Aglio
Prezzemolo
Rosmarino
Cotiche di maiale
Pepe nero
Parmigiano Reggiano
50-80 g
1
1 cucchiaio
1 costa
1
1 piccola
q.b
q.b
q.b
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per i fagioli:
Se utilizzi fagioli secchi, lasciali in acqua fredda per almeno 10-12 ore. Scolali e riponili in una pentola capiente, coprendoli con dell'altra acqua fredda non salata. Aggiungi il sedano, la carota e la cipolla piccola, interi. Se desideri, più sapore e sapidità, aggiungi le cotiche di maiale o un osso di prosciutto. Porta a ebollizione e lascia cuocere a fuoco bassissimo per circa 90-120 minuti, finché la buccia non risulti tenera. Sala solo a fine cottura.
Una volta cotti i fagioli, preleva da metà a due terzi dei legumi e omogenizzali con un passaverdure. Reintegra la purea ottenuta nel brodo di cottura insieme ai fagioli interi, al fine di rendere la minestra densa e cremosa.Per la pasta fresca:
Su una spianatoia, crea una fontana con la farina e rompi al centro le uova. Impasta energicamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un panetto liscio. Stendi l'impasto con il matterello mantenendo una sfoglia con un certo "nerbo". Taglia la sfoglia in modo irregolare creando dei rombi o quadrati imperfetti di varie dimensioni, dai 2 ai 5 cm.Per il condimento:
In un tegame a parte, fai sciogliere il lardo pestato con la cipolla tritata finemente e, se vuoi, aglio o rosmarino. Quando la cipolla è trasparente, aggiungi il concentrato di pomodoro diluito in un mestolino di acqua calda. Lascia insaporire a fuoco basso per qualche minuto.Composizione e cottura finale:
Unisci il soffritto alla pentola con i fagioli e porta a un leggero bollore. Cala i maltagliati direttamente nella minestra e cuoci per 3-4 minuti. Spegni il fuoco, copri e lascia riposare per 15-30 minuti affinché i sapori si amalgamino perfettamente.
suggerimento
Servi la minestra tiepida con un filo di olio EVO a crudo e una macinata di pepe nero.
Aggiungi abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato direttamente nel piatto per completare l'opera.
Inserisci delle croste di Parmigiano ben pulite durante la cottura dei fagioli per un tocco di sapore in più.
Prova la variante "montanara", aggiungendo castagne secche in ammollo con i fagioli.
Se avanza del brodo, utilizzalo il giorno dopo per cuocere dei passatelli freschi.
ultime ricette
GENESI
Lo Sguazabarbuz è molto più di una minestra con pasta e fagioli; è un racconto della terra ferrarese, un piatto il cui nome affonda le radici nella cultura contadina più viscerale. Il termine dialettale, di natura onomatopeica, descrive vividamente l'atto del mangiare: "sguazzare" il "barbuz", ovvero schizzarsi il mento. La forma irregolare e imprevedibile dei maltagliati, scivolando dal cucchiaio, rendeva quasi inevitabile qualche spruzzo, tanto che la tradizione popolare ricorda l'usanza di proteggere gli abiti con un grande strofinaccio legato al collo, il buraas o bastina, trasformando il pasto in un momento di convivialità rustica e genuina. In questo piatto si fondono due anime della gastronomia estense: l'ingegno del recupero e l'opulenza della Corte. I maltagliati nascono infatti come gli "scarti nobili". Una celebre leggenda ferrarese narra che le tagliatelle furono create nel 1503, ispirate dalla bionda chioma di Lucrezia Borgia. I ritagli di sfoglia avanzati da questa e altre preparazioni raffinate destinate ai banchetti degli Este, anziché essere sprecati, venivano sapientemente recuperati e tuffati in una zuppa nutriente e sostanziosa. Ecco la genesi del maltagliato: un prodotto umile nato da un gesto di alta cucina. L'altro protagonista indiscusso, il fagiolo, rappresentava la "carne dei poveri", la fondamentale fonte proteica per le classi lavoratrici che non potevano permettersi la carne. L'unione di questi due elementi – la pasta di recupero e il legume nutriente – dà vita a una "tecnologia di sopravvivenza" che è al tempo stesso un capolavoro di equilibrio e sapore. La preparazione che segue riflette questa storia, traducendo in gesti precisi la necessità di creare densità, sapore e nutrimento con ingredienti semplici ma meticolosamente lavorati.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA FRESCA
Farina di grano tenero "00"
Uova fresche intere
300 g
3
PER I L CONDIMENTO
Fagioli Borlotti secchi
Lardo pestato
Cipolla dorata
Concentrato di pomodoro
Sedano
Carota
Cipolla
Aglio
Prezzemolo
Rosmarino
Cotiche di maiale
Pepe nero
Parmigiano Reggiano
50-80 g
1
1 cucchiaio
1 costa
1
1 piccola
q.b
q.b
q.b
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per i fagioli:
Se utilizzi fagioli secchi, lasciali in acqua fredda per almeno 10-12 ore. Scolali e riponili in una pentola capiente, coprendoli con dell'altra acqua fredda non salata. Aggiungi il sedano, la carota e la cipolla piccola, interi. Se desideri, più sapore e sapidità, aggiungi le cotiche di maiale o un osso di prosciutto. Porta a ebollizione e lascia cuocere a fuoco bassissimo per circa 90-120 minuti, finché la buccia non risulti tenera. Sala solo a fine cottura.
Una volta cotti i fagioli, preleva da metà a due terzi dei legumi e omogenizzali con un passaverdure. Reintegra la purea ottenuta nel brodo di cottura insieme ai fagioli interi, al fine di rendere la minestra densa e cremosa.Per la pasta fresca:
Su una spianatoia, crea una fontana con la farina e rompi al centro le uova. Impasta energicamente per almeno 10 minuti fino ad ottenere un panetto liscio. Stendi l'impasto con il matterello mantenendo una sfoglia con un certo "nerbo". Taglia la sfoglia in modo irregolare creando dei rombi o quadrati imperfetti di varie dimensioni, dai 2 ai 5 cm.Per il condimento:
In un tegame a parte, fai sciogliere il lardo pestato con la cipolla tritata finemente e, se vuoi, aglio o rosmarino. Quando la cipolla è trasparente, aggiungi il concentrato di pomodoro diluito in un mestolino di acqua calda. Lascia insaporire a fuoco basso per qualche minuto.Composizione e cottura finale:
Unisci il soffritto alla pentola con i fagioli e porta a un leggero bollore. Cala i maltagliati direttamente nella minestra e cuoci per 3-4 minuti. Spegni il fuoco, copri e lascia riposare per 15-30 minuti affinché i sapori si amalgamino perfettamente.
suggerimento
Servi la minestra tiepida con un filo di olio EVO a crudo e una macinata di pepe nero.
Aggiungi abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato direttamente nel piatto per completare l'opera.
Inserisci delle croste di Parmigiano ben pulite durante la cottura dei fagioli per un tocco di sapore in più.
Prova la variante "montanara", aggiungendo castagne secche in ammollo con i fagioli.
Se avanza del brodo, utilizzalo il giorno dopo per cuocere dei passatelli freschi.



