
CICERI E TRIA
Semola rimacinata di grano duro, Ceci secchi, Olio EVO, Aglio, Alloro, Pepe nero
Medio
Puglia
130 min
620 Kcal

CICERI E TRIA
Semola rimacinata di grano duro, Ceci secchi, Olio EVO, Aglio, Alloro, Pepe nero
Medio
Puglia
130 min
620 Kcal

CICERI E TRIA
Semola rimacinata di grano duro, Ceci secchi, Olio EVO, Aglio, Alloro, Pepe nero
Medio
Puglia
130 min
620 Kcal
GENESI
I ciceri e tria rappresentano il piatto simbolo della cucina salentina e costituiscono una delle più antiche testimonianze della tradizione gastronomica pugliese. Le origini di questa pietanza affondano le radici nel periodo della dominazione araba; il termine "tria" deriva infatti dall'arabo itriya, che indicava la pasta secca o fritta. Già il poeta latino Orazio, nelle sue Satire, menzionava una zuppa di ceci e porri accompagnata da lagane, antenate della pasta odierna, suggerendo che la combinazione di legumi e sfoglie di grano fosse radicata nel territorio ben prima del Medioevo.
La ricetta è strettamente legata alla festività di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, giorno in cui tradizionalmente venivano allestite le "Tavole di San Giuseppe" per offrire cibo ai poveri. La particolarità distintiva del piatto risiede nella doppia cottura della pasta: una parte viene lessata insieme ai legumi, mentre l'altra viene fritta in olio bollente. Questa tecnica, nata dall'esigenza di arricchire il sapore e la consistenza in assenza di carne, conferisce al piatto una nota croccante e un apporto calorico necessario per il lavoro nei campi. Dal punto di vista nutrizionale, l'abbinamento tra i cereali della pasta e i legumi garantisce un profilo proteico completo, rendendo ciceri e tria un pilastro della dieta mediterranea in versione povera ma sostanziosa.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA
Semola rimacinata
Acqua tiepida
Sale fino
400 gr
200 ml
1 pizzico
PER IL CONDIMENTO
Ceci secchi
Carota
Costa di sedano
Cipolla bianca
Spicchio di aglio
Foglie di alloro
Olio EVO
Sale grosso
Pepe nero
Olio di semi di arachide
300 gr
1
1
1
1
2
q.b
q.b
q.b
per friggere
ALLESTIMENTO
Per i ceci:
Metti a bagno i ceci secchi in abbondante acqua fredda per almeno 12 ore, preferibilmente aggiungendo un pizzico di bicarbonato se l'acqua è particolarmente dura.
Trascorso il tempo di ammollo, scola e sciacqua accuratamente i legumi sotto acqua corrente.
Trasferisci i ceci in una pentola capiente, coprili con acqua fredda e porta a bollore.
Durante la cottura, rimuovi con una schiumarola la mousse che si forma in superficie.
Aggiungi all'acqua di cottura la carota, il sedano, la cipolla e l'alloro per insaporire, ma non salare in questa fase per evitare che la buccia dei legumi si indurisca.
Lascia cuocere a fuoco dolce per circa 90 minuti o fino a quando i ceci risulteranno teneri ma integri.
Verso fine cottura, elimina gli odori (carota, sedano, cipolla), regola di sale e conserva i ceci nella loro acqua di cottura mantenendoli al caldo.Per la pasta fresca:
Disponi la semola rimacinata di grano duro a fontana su una spianatoia di legno.
Versa gradualmente l'acqua tiepida e il pizzico di sale al centro della farina.
Impasta energicamente con le mani per circa 10 minuti, fino a ottenere un panetto liscio, omogeneo e sodo.
Avvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Stendi la pasta con il matterello fino a ottenere una sfoglia non troppo sottile (circa 2-3 mm).
Taglia la sfoglia per ottenere delle tagliatelle corte, larghe circa 1 cm e lunghe 4-5 cm, oppure attorcigliale leggermente su se stesse per dare la forma tipica della "tria".Per il condimento e la cottura finale:
In una padella capiente, scalda abbondante olio EVO (o di semi) fino a raggiungere la temperatura ideale per la frittura.
Preleva circa un terzo della pasta fresca preparata e friggila nell'olio bollente fino a quando assume un colore ambrato e una consistenza croccante.
Scola la pasta fritta (la parte croccante, detta "frizzuli") e adagiala su carta assorbente.
In un tegame largo, soffriggi leggermente uno spicchio d'aglio e, se gradisci, un po' di rosmarino tritato in olio EVO.
Aggiungi i ceci cotti con una parte della loro acqua di cottura nel tegame del soffritto e porta a leggero bollore.
Cuoci la restante parte della pasta fresca direttamente nella pentola con i ceci (aggiungendo altra acqua calda o brodo vegetale se necessario) oppure lessala a parte in acqua salata per pochi minuti e poi uniscila ai legumi.
Quando la pasta lessata è cotta e il fondo di cottura si è addensato creando una crema, spegni il fuoco.
Unisci la pasta fritta tenuta da parte, mescola delicatamente per amalgamare i sapori e le consistenze.
Servi il piatto ben caldo con una macinata di pepe nero fresco.
suggerimento
Puoi frullare un mestolo di ceci cotti e aggiungerlo alla zuppa per renderla più cremosa e densa.
Se ami i sapori piccanti, aggiungi del peperoncino fresco al soffritto iniziale.
Non buttare l'acqua di cottura dei ceci, in quanto ricca di amido e sapore, fondamentale per la riuscita del piatto.
La frittura tradizionale prevede l'uso di olio extravergine di oliva, che conferisce un sapore più deciso rispetto all'olio di semi.
GENESI
I ciceri e tria rappresentano il piatto simbolo della cucina salentina e costituiscono una delle più antiche testimonianze della tradizione gastronomica pugliese. Le origini di questa pietanza affondano le radici nel periodo della dominazione araba; il termine "tria" deriva infatti dall'arabo itriya, che indicava la pasta secca o fritta. Già il poeta latino Orazio, nelle sue Satire, menzionava una zuppa di ceci e porri accompagnata da lagane, antenate della pasta odierna, suggerendo che la combinazione di legumi e sfoglie di grano fosse radicata nel territorio ben prima del Medioevo.
La ricetta è strettamente legata alla festività di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, giorno in cui tradizionalmente venivano allestite le "Tavole di San Giuseppe" per offrire cibo ai poveri. La particolarità distintiva del piatto risiede nella doppia cottura della pasta: una parte viene lessata insieme ai legumi, mentre l'altra viene fritta in olio bollente. Questa tecnica, nata dall'esigenza di arricchire il sapore e la consistenza in assenza di carne, conferisce al piatto una nota croccante e un apporto calorico necessario per il lavoro nei campi. Dal punto di vista nutrizionale, l'abbinamento tra i cereali della pasta e i legumi garantisce un profilo proteico completo, rendendo ciceri e tria un pilastro della dieta mediterranea in versione povera ma sostanziosa.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA
Semola rimacinata
Acqua tiepida
Sale fino
400 gr
200 ml
1 pizzico
PER IL CONDIMENTO
Ceci secchi
Carota
Costa di sedano
Cipolla bianca
Spicchio di aglio
Foglie di alloro
Olio EVO
Sale grosso
Pepe nero
Olio di semi di arachide
300 gr
1
1
1
1
2
q.b
q.b
q.b
per friggere
ALLESTIMENTO
Per i ceci:
Metti a bagno i ceci secchi in abbondante acqua fredda per almeno 12 ore, preferibilmente aggiungendo un pizzico di bicarbonato se l'acqua è particolarmente dura.
Trascorso il tempo di ammollo, scola e sciacqua accuratamente i legumi sotto acqua corrente.
Trasferisci i ceci in una pentola capiente, coprili con acqua fredda e porta a bollore.
Durante la cottura, rimuovi con una schiumarola la mousse che si forma in superficie.
Aggiungi all'acqua di cottura la carota, il sedano, la cipolla e l'alloro per insaporire, ma non salare in questa fase per evitare che la buccia dei legumi si indurisca.
Lascia cuocere a fuoco dolce per circa 90 minuti o fino a quando i ceci risulteranno teneri ma integri.
Verso fine cottura, elimina gli odori (carota, sedano, cipolla), regola di sale e conserva i ceci nella loro acqua di cottura mantenendoli al caldo.Per la pasta fresca:
Disponi la semola rimacinata di grano duro a fontana su una spianatoia di legno.
Versa gradualmente l'acqua tiepida e il pizzico di sale al centro della farina.
Impasta energicamente con le mani per circa 10 minuti, fino a ottenere un panetto liscio, omogeneo e sodo.
Avvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Stendi la pasta con il matterello fino a ottenere una sfoglia non troppo sottile (circa 2-3 mm).
Taglia la sfoglia per ottenere delle tagliatelle corte, larghe circa 1 cm e lunghe 4-5 cm, oppure attorcigliale leggermente su se stesse per dare la forma tipica della "tria".Per il condimento e la cottura finale:
In una padella capiente, scalda abbondante olio EVO (o di semi) fino a raggiungere la temperatura ideale per la frittura.
Preleva circa un terzo della pasta fresca preparata e friggila nell'olio bollente fino a quando assume un colore ambrato e una consistenza croccante.
Scola la pasta fritta (la parte croccante, detta "frizzuli") e adagiala su carta assorbente.
In un tegame largo, soffriggi leggermente uno spicchio d'aglio e, se gradisci, un po' di rosmarino tritato in olio EVO.
Aggiungi i ceci cotti con una parte della loro acqua di cottura nel tegame del soffritto e porta a leggero bollore.
Cuoci la restante parte della pasta fresca direttamente nella pentola con i ceci (aggiungendo altra acqua calda o brodo vegetale se necessario) oppure lessala a parte in acqua salata per pochi minuti e poi uniscila ai legumi.
Quando la pasta lessata è cotta e il fondo di cottura si è addensato creando una crema, spegni il fuoco.
Unisci la pasta fritta tenuta da parte, mescola delicatamente per amalgamare i sapori e le consistenze.
Servi il piatto ben caldo con una macinata di pepe nero fresco.
suggerimento
Puoi frullare un mestolo di ceci cotti e aggiungerlo alla zuppa per renderla più cremosa e densa.
Se ami i sapori piccanti, aggiungi del peperoncino fresco al soffritto iniziale.
Non buttare l'acqua di cottura dei ceci, in quanto ricca di amido e sapore, fondamentale per la riuscita del piatto.
La frittura tradizionale prevede l'uso di olio extravergine di oliva, che conferisce un sapore più deciso rispetto all'olio di semi.
GENESI
I ciceri e tria rappresentano il piatto simbolo della cucina salentina e costituiscono una delle più antiche testimonianze della tradizione gastronomica pugliese. Le origini di questa pietanza affondano le radici nel periodo della dominazione araba; il termine "tria" deriva infatti dall'arabo itriya, che indicava la pasta secca o fritta. Già il poeta latino Orazio, nelle sue Satire, menzionava una zuppa di ceci e porri accompagnata da lagane, antenate della pasta odierna, suggerendo che la combinazione di legumi e sfoglie di grano fosse radicata nel territorio ben prima del Medioevo.
La ricetta è strettamente legata alla festività di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, giorno in cui tradizionalmente venivano allestite le "Tavole di San Giuseppe" per offrire cibo ai poveri. La particolarità distintiva del piatto risiede nella doppia cottura della pasta: una parte viene lessata insieme ai legumi, mentre l'altra viene fritta in olio bollente. Questa tecnica, nata dall'esigenza di arricchire il sapore e la consistenza in assenza di carne, conferisce al piatto una nota croccante e un apporto calorico necessario per il lavoro nei campi. Dal punto di vista nutrizionale, l'abbinamento tra i cereali della pasta e i legumi garantisce un profilo proteico completo, rendendo ciceri e tria un pilastro della dieta mediterranea in versione povera ma sostanziosa.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA
Semola rimacinata
Acqua tiepida
Sale fino
400 gr
200 ml
1 pizzico
PER IL CONDIMENTO
Ceci secchi
Carota
Costa di sedano
Cipolla bianca
Spicchio di aglio
Foglie di alloro
Olio EVO
Sale grosso
Pepe nero
Olio di semi di arachide
300 gr
1
1
1
1
2
q.b
q.b
q.b
per friggere
ALLESTIMENTO
Per i ceci:
Metti a bagno i ceci secchi in abbondante acqua fredda per almeno 12 ore, preferibilmente aggiungendo un pizzico di bicarbonato se l'acqua è particolarmente dura.
Trascorso il tempo di ammollo, scola e sciacqua accuratamente i legumi sotto acqua corrente.
Trasferisci i ceci in una pentola capiente, coprili con acqua fredda e porta a bollore.
Durante la cottura, rimuovi con una schiumarola la mousse che si forma in superficie.
Aggiungi all'acqua di cottura la carota, il sedano, la cipolla e l'alloro per insaporire, ma non salare in questa fase per evitare che la buccia dei legumi si indurisca.
Lascia cuocere a fuoco dolce per circa 90 minuti o fino a quando i ceci risulteranno teneri ma integri.
Verso fine cottura, elimina gli odori (carota, sedano, cipolla), regola di sale e conserva i ceci nella loro acqua di cottura mantenendoli al caldo.Per la pasta fresca:
Disponi la semola rimacinata di grano duro a fontana su una spianatoia di legno.
Versa gradualmente l'acqua tiepida e il pizzico di sale al centro della farina.
Impasta energicamente con le mani per circa 10 minuti, fino a ottenere un panetto liscio, omogeneo e sodo.
Avvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Stendi la pasta con il matterello fino a ottenere una sfoglia non troppo sottile (circa 2-3 mm).
Taglia la sfoglia per ottenere delle tagliatelle corte, larghe circa 1 cm e lunghe 4-5 cm, oppure attorcigliale leggermente su se stesse per dare la forma tipica della "tria".Per il condimento e la cottura finale:
In una padella capiente, scalda abbondante olio EVO (o di semi) fino a raggiungere la temperatura ideale per la frittura.
Preleva circa un terzo della pasta fresca preparata e friggila nell'olio bollente fino a quando assume un colore ambrato e una consistenza croccante.
Scola la pasta fritta (la parte croccante, detta "frizzuli") e adagiala su carta assorbente.
In un tegame largo, soffriggi leggermente uno spicchio d'aglio e, se gradisci, un po' di rosmarino tritato in olio EVO.
Aggiungi i ceci cotti con una parte della loro acqua di cottura nel tegame del soffritto e porta a leggero bollore.
Cuoci la restante parte della pasta fresca direttamente nella pentola con i ceci (aggiungendo altra acqua calda o brodo vegetale se necessario) oppure lessala a parte in acqua salata per pochi minuti e poi uniscila ai legumi.
Quando la pasta lessata è cotta e il fondo di cottura si è addensato creando una crema, spegni il fuoco.
Unisci la pasta fritta tenuta da parte, mescola delicatamente per amalgamare i sapori e le consistenze.
Servi il piatto ben caldo con una macinata di pepe nero fresco.
suggerimento
Puoi frullare un mestolo di ceci cotti e aggiungerlo alla zuppa per renderla più cremosa e densa.
Se ami i sapori piccanti, aggiungi del peperoncino fresco al soffritto iniziale.
Non buttare l'acqua di cottura dei ceci, in quanto ricca di amido e sapore, fondamentale per la riuscita del piatto.
La frittura tradizionale prevede l'uso di olio extravergine di oliva, che conferisce un sapore più deciso rispetto all'olio di semi.



