1991

Ferrara

Pastificio

1991

Ferrara

Pastificio

1991

Ferrara

Pastificio

genesi

Quattro persone, un piccolo laboratorio a Cona, alle porte di Ferrara e la pasta interamente lavorata a mano. Comincia così, nel 1991, la storia del Pastificio Bondi. L’intuizione è di Giuseppe Bondi, già ristoratore a Bologna: preparare per altri ciò che nelle cucine dei ristoranti si riesce sempre meno a produrre in autonomia.

Nel 2001 il trasferimento in via Modena accompagna la crescita dell’attività, che dalla ristorazione si apre alla grande distribuzione. Dopo la scomparsa del fondatore, nel 2021, a guidare il pastificio è la moglie Susi Cavallini, in azienda dal 1998. Accanto a lei, la figlia Ilaria Toselli cura marketing e comunicazione, mentre il marito di Ilaria, Edoardo Giovagnoli, dirige la produzione.

Le dimensioni cambiano, il lavoro delle mani continua. Ilaria insiste su questo punto: la preparazione degli ingredienti e dei ripieni conserva numerosi passaggi manuali anche nella linea destinata ai supermercati. E una squadra di sfogline chiude ancora a mano cappellacci, tortellini e caramelle, riservati alla ristorazione, al Bondi Bistrò e alla vendita online.

magie

Il vessillo sono i Cappellacci di zucca ferraresi IGP, denominazione riconosciuta nel 2016, della quale Bondi si dichiara l’unico produttore certificato. Nel racconto di Ilaria, tutto comincia dalle zucche violine del Basso Ferrarese: pulite e tagliate a mano, quindi cotte al forno. Prima della piega c’è questo lavoro di cucina, che accomuna entrambe le linee produttive.

A parità di ingredienti, cambiano le proporzioni: la chiusura meccanica richiede più pangrattato per dare consistenza al ripieno. Le sfogline possono invece lavorare una farcia più morbida, con meno pane e più zucca, racchiudendola in un cappellaccio più grande. È un dettaglio prezioso del racconto: il gesto della mano ha conseguenze sulla ricetta.

Fra le specialità del cuore, Ilaria sceglie i tortelloni ricotta e spinaci e i balanzoni, omaggio alla tradizione bolognese: sfoglia verde agli spinaci, ripieno di ricotta e mortadella. Il colore vibrante nasce dagli ingredienti, senza coloranti artificiali; la trafilatura al bronzo contribuisce alla ruvidità della pasta. Anche il ripieno di ricotta, radicchio e speck racconta una preparazione concreta: radicchio e speck passano insieme in padella, prima di essere amalgamati alla ricotta.

La gastronomia prosegue con le lasagne verdi alla bolognese, fra ragù e besciamella, e le tagliatelle al ragù. Al Bondi Bistrò, in via Modena 92, si può acquistare la pasta da cuocere a casa oppure fermarsi a pranzo.

Per Ilaria, il futuro passa anche da qui: dalle mani di chi continua a preparare la pasta per chi ha meno tempo di farla. Cambiano le abitudini, resta il desiderio di ritrovare, dentro una sfoglia, qualcosa che somigli a casa e a una dimesione più familiare.

ubicazione

genesi

Quattro persone, un piccolo laboratorio a Cona, alle porte di Ferrara e la pasta interamente lavorata a mano. Comincia così, nel 1991, la storia del Pastificio Bondi. L’intuizione è di Giuseppe Bondi, già ristoratore a Bologna: preparare per altri ciò che nelle cucine dei ristoranti si riesce sempre meno a produrre in autonomia.

Nel 2001 il trasferimento in via Modena accompagna la crescita dell’attività, che dalla ristorazione si apre alla grande distribuzione. Dopo la scomparsa del fondatore, nel 2021, a guidare il pastificio è la moglie Susi Cavallini, in azienda dal 1998. Accanto a lei, la figlia Ilaria Toselli cura marketing e comunicazione, mentre il marito di Ilaria, Edoardo Giovagnoli, dirige la produzione.

Le dimensioni cambiano, il lavoro delle mani continua. Ilaria insiste su questo punto: la preparazione degli ingredienti e dei ripieni conserva numerosi passaggi manuali anche nella linea destinata ai supermercati. E una squadra di sfogline chiude ancora a mano cappellacci, tortellini e caramelle, riservati alla ristorazione, al Bondi Bistrò e alla vendita online.

magie

Il vessillo sono i Cappellacci di zucca ferraresi IGP, denominazione riconosciuta nel 2016, della quale Bondi si dichiara l’unico produttore certificato. Nel racconto di Ilaria, tutto comincia dalle zucche violine del Basso Ferrarese: pulite e tagliate a mano, quindi cotte al forno. Prima della piega c’è questo lavoro di cucina, che accomuna entrambe le linee produttive.

A parità di ingredienti, cambiano le proporzioni: la chiusura meccanica richiede più pangrattato per dare consistenza al ripieno. Le sfogline possono invece lavorare una farcia più morbida, con meno pane e più zucca, racchiudendola in un cappellaccio più grande. È un dettaglio prezioso del racconto: il gesto della mano ha conseguenze sulla ricetta.

Fra le specialità del cuore, Ilaria sceglie i tortelloni ricotta e spinaci e i balanzoni, omaggio alla tradizione bolognese: sfoglia verde agli spinaci, ripieno di ricotta e mortadella. Il colore vibrante nasce dagli ingredienti, senza coloranti artificiali; la trafilatura al bronzo contribuisce alla ruvidità della pasta. Anche il ripieno di ricotta, radicchio e speck racconta una preparazione concreta: radicchio e speck passano insieme in padella, prima di essere amalgamati alla ricotta.

La gastronomia prosegue con le lasagne verdi alla bolognese, fra ragù e besciamella, e le tagliatelle al ragù. Al Bondi Bistrò, in via Modena 92, si può acquistare la pasta da cuocere a casa oppure fermarsi a pranzo.

Per Ilaria, il futuro passa anche da qui: dalle mani di chi continua a preparare la pasta per chi ha meno tempo di farla. Cambiano le abitudini, resta il desiderio di ritrovare, dentro una sfoglia, qualcosa che somigli a casa e a una dimesione più familiare.

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genesi

Quattro persone, un piccolo laboratorio a Cona, alle porte di Ferrara e la pasta interamente lavorata a mano. Comincia così, nel 1991, la storia del Pastificio Bondi. L’intuizione è di Giuseppe Bondi, già ristoratore a Bologna: preparare per altri ciò che nelle cucine dei ristoranti si riesce sempre meno a produrre in autonomia.

Nel 2001 il trasferimento in via Modena accompagna la crescita dell’attività, che dalla ristorazione si apre alla grande distribuzione. Dopo la scomparsa del fondatore, nel 2021, a guidare il pastificio è la moglie Susi Cavallini, in azienda dal 1998. Accanto a lei, la figlia Ilaria Toselli cura marketing e comunicazione, mentre il marito di Ilaria, Edoardo Giovagnoli, dirige la produzione.

Le dimensioni cambiano, il lavoro delle mani continua. Ilaria insiste su questo punto: la preparazione degli ingredienti e dei ripieni conserva numerosi passaggi manuali anche nella linea destinata ai supermercati. E una squadra di sfogline chiude ancora a mano cappellacci, tortellini e caramelle, riservati alla ristorazione, al Bondi Bistrò e alla vendita online.

magie

Il vessillo sono i Cappellacci di zucca ferraresi IGP, denominazione riconosciuta nel 2016, della quale Bondi si dichiara l’unico produttore certificato. Nel racconto di Ilaria, tutto comincia dalle zucche violine del Basso Ferrarese: pulite e tagliate a mano, quindi cotte al forno. Prima della piega c’è questo lavoro di cucina, che accomuna entrambe le linee produttive.

A parità di ingredienti, cambiano le proporzioni: la chiusura meccanica richiede più pangrattato per dare consistenza al ripieno. Le sfogline possono invece lavorare una farcia più morbida, con meno pane e più zucca, racchiudendola in un cappellaccio più grande. È un dettaglio prezioso del racconto: il gesto della mano ha conseguenze sulla ricetta.

Fra le specialità del cuore, Ilaria sceglie i tortelloni ricotta e spinaci e i balanzoni, omaggio alla tradizione bolognese: sfoglia verde agli spinaci, ripieno di ricotta e mortadella. Il colore vibrante nasce dagli ingredienti, senza coloranti artificiali; la trafilatura al bronzo contribuisce alla ruvidità della pasta. Anche il ripieno di ricotta, radicchio e speck racconta una preparazione concreta: radicchio e speck passano insieme in padella, prima di essere amalgamati alla ricotta.

La gastronomia prosegue con le lasagne verdi alla bolognese, fra ragù e besciamella, e le tagliatelle al ragù. Al Bondi Bistrò, in via Modena 92, si può acquistare la pasta da cuocere a casa oppure fermarsi a pranzo.

Per Ilaria, il futuro passa anche da qui: dalle mani di chi continua a preparare la pasta per chi ha meno tempo di farla. Cambiano le abitudini, resta il desiderio di ritrovare, dentro una sfoglia, qualcosa che somigli a casa e a una dimesione più familiare.

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