


genesi
Nel 1933 Nello Spinosi porta a Roma, durante i suoi viaggi di lavoro, i maccheroncini allestiti in famiglia. Sono un dono, prima ancora di diventare un prodotto: fili sottilissimi di pasta all’uovo che raccontano Campofilone, piccolo borgo marchigiano dalla grande vocazione pastaia.
All’inizio degli anni Sessanta avvia il primo laboratorio del paese e arrivano le confezioni destinate alla vendita. La specialità domestica comincia così a viaggiare con un cognome sulla scatola. Negli anni Settanta entra in scena il figlio Vincenzo: nel 1973 apre a Cupra Marittima un laboratorio con negozio di pasta fresca; nel 1992 segue San Benedetto del Tronto. Il pastificio resta a Campofilone, mentre tortellini, ravioli e tagliatelle avvicinano il lavoro di famiglia alle tavole del territorio.
Oggi è Marco, dopo gli studi alla Bocconi, a guidare l’azienda. Dal padre eredita il mestiere e un’intuizione precisa: dare alle nuove creazioni nomi capaci di renderle riconoscibili anche sulla carta di un ristorante. Già alla fine degli anni Novanta i maltagliati diventano Bentagliati. Il gioco di parole annuncia una fantasia che, di lì a poco, entrerà anche nell’album di famiglia.
Una storia arrivata sullo schermo con Stanley Tucci, ospite della famiglia Spinosi nella puntata marchigiana di Tucci in Italy, la docuserie di National Geographic disponibile su Disney+.
magie
Circa 7000 uova al giorno, sgusciate a mano: Marco racconta così il tocco che accompagna la produzione. Le uova fresche italiane sono il tratto comune alle diverse creazioni. Per le paste classiche incontrano la semola di grano duro; la lavorazione prosegue con la trafila in bronzo e l’essiccazione lenta, a bassa temperatura. I tagli vengono ancora adagiati a mano sulla carta bianca piegata.
Al centro restano i Maccheroncini di Campofilone IGP, espressione della tradizione locale. Intorno, Vincenzo costruisce una piccola genealogia di formati. Nel 2000 nascono gli Spinosini, chitarrine a sezione quadrata di appena 0,8 millimetri, dedicate ai suoi amati figli Marco e Riccardo. Gli Spinobelli, dalla sezione più grande, rinnovano la dedica quando i ragazzi sono cresciuti. La Spinosina, simile a una linguina, rende invece omaggio a Emma, figlia di Marco e nipotina di Vincenzo. La famiglia si racconta anche attraverso lo spessore romantico di un filo.
L’inventiva raggiunge gli ingredienti nel 2019 con Zero+: lo zero indica l’assenza di glutine, il più richiama le proteine. Le prime fettuccine nascono dall’incontro fra farina di lenticchie rosse e uova, riunendo proteine vegetali e animali in una pasta biologica. Anche quando cambia la farina, l’uovo conserva il proprio posto: è una scelta di identità, prima ancora che di ricetta.
Nei negozi di Cupra Marittima e San Benedetto del Tronto, questa storia mantiene anche il passo della cucina quotidiana. Alla pasta fresca e al ragù si affiancano vincisgrassi, cannelloni e bauletti; la gastronomia comprende anche parmigiana di melanzane, olive all’ascolana e cremini. Marco ricorda soprattutto un’abitudine: nel fine settimana si passa a prendere la tagliatella fresca. Il rito della domenica continua dal banco alla pentola.
Custodire le origini e osare nuove creazioni è il compito che Marco assegna al futuro del pastificio. I mercati cambiano, arrivano altri consumatori e altre esigenze. «L’importante è non farsi travolgere». A Campofilone, intanto, si continua - con abnegazione e pazienza grande - a rompere a mano le uova, una alla volta.
ubicazione
genesi
Nel 1933 Nello Spinosi porta a Roma, durante i suoi viaggi di lavoro, i maccheroncini allestiti in famiglia. Sono un dono, prima ancora di diventare un prodotto: fili sottilissimi di pasta all’uovo che raccontano Campofilone, piccolo borgo marchigiano dalla grande vocazione pastaia.
All’inizio degli anni Sessanta avvia il primo laboratorio del paese e arrivano le confezioni destinate alla vendita. La specialità domestica comincia così a viaggiare con un cognome sulla scatola. Negli anni Settanta entra in scena il figlio Vincenzo: nel 1973 apre a Cupra Marittima un laboratorio con negozio di pasta fresca; nel 1992 segue San Benedetto del Tronto. Il pastificio resta a Campofilone, mentre tortellini, ravioli e tagliatelle avvicinano il lavoro di famiglia alle tavole del territorio.
Oggi è Marco, dopo gli studi alla Bocconi, a guidare l’azienda. Dal padre eredita il mestiere e un’intuizione precisa: dare alle nuove creazioni nomi capaci di renderle riconoscibili anche sulla carta di un ristorante. Già alla fine degli anni Novanta i maltagliati diventano Bentagliati. Il gioco di parole annuncia una fantasia che, di lì a poco, entrerà anche nell’album di famiglia.
Una storia arrivata sullo schermo con Stanley Tucci, ospite della famiglia Spinosi nella puntata marchigiana di Tucci in Italy, la docuserie di National Geographic disponibile su Disney+.
magie
Circa 7000 uova al giorno, sgusciate a mano: Marco racconta così il tocco che accompagna la produzione. Le uova fresche italiane sono il tratto comune alle diverse creazioni. Per le paste classiche incontrano la semola di grano duro; la lavorazione prosegue con la trafila in bronzo e l’essiccazione lenta, a bassa temperatura. I tagli vengono ancora adagiati a mano sulla carta bianca piegata.
Al centro restano i Maccheroncini di Campofilone IGP, espressione della tradizione locale. Intorno, Vincenzo costruisce una piccola genealogia di formati. Nel 2000 nascono gli Spinosini, chitarrine a sezione quadrata di appena 0,8 millimetri, dedicate ai suoi amati figli Marco e Riccardo. Gli Spinobelli, dalla sezione più grande, rinnovano la dedica quando i ragazzi sono cresciuti. La Spinosina, simile a una linguina, rende invece omaggio a Emma, figlia di Marco e nipotina di Vincenzo. La famiglia si racconta anche attraverso lo spessore romantico di un filo.
L’inventiva raggiunge gli ingredienti nel 2019 con Zero+: lo zero indica l’assenza di glutine, il più richiama le proteine. Le prime fettuccine nascono dall’incontro fra farina di lenticchie rosse e uova, riunendo proteine vegetali e animali in una pasta biologica. Anche quando cambia la farina, l’uovo conserva il proprio posto: è una scelta di identità, prima ancora che di ricetta.
Nei negozi di Cupra Marittima e San Benedetto del Tronto, questa storia mantiene anche il passo della cucina quotidiana. Alla pasta fresca e al ragù si affiancano vincisgrassi, cannelloni e bauletti; la gastronomia comprende anche parmigiana di melanzane, olive all’ascolana e cremini. Marco ricorda soprattutto un’abitudine: nel fine settimana si passa a prendere la tagliatella fresca. Il rito della domenica continua dal banco alla pentola.
Custodire le origini e osare nuove creazioni è il compito che Marco assegna al futuro del pastificio. I mercati cambiano, arrivano altri consumatori e altre esigenze. «L’importante è non farsi travolgere». A Campofilone, intanto, si continua - con abnegazione e pazienza grande - a rompere a mano le uova, una alla volta.
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Nel 1933 Nello Spinosi porta a Roma, durante i suoi viaggi di lavoro, i maccheroncini allestiti in famiglia. Sono un dono, prima ancora di diventare un prodotto: fili sottilissimi di pasta all’uovo che raccontano Campofilone, piccolo borgo marchigiano dalla grande vocazione pastaia.
All’inizio degli anni Sessanta avvia il primo laboratorio del paese e arrivano le confezioni destinate alla vendita. La specialità domestica comincia così a viaggiare con un cognome sulla scatola. Negli anni Settanta entra in scena il figlio Vincenzo: nel 1973 apre a Cupra Marittima un laboratorio con negozio di pasta fresca; nel 1992 segue San Benedetto del Tronto. Il pastificio resta a Campofilone, mentre tortellini, ravioli e tagliatelle avvicinano il lavoro di famiglia alle tavole del territorio.
Oggi è Marco, dopo gli studi alla Bocconi, a guidare l’azienda. Dal padre eredita il mestiere e un’intuizione precisa: dare alle nuove creazioni nomi capaci di renderle riconoscibili anche sulla carta di un ristorante. Già alla fine degli anni Novanta i maltagliati diventano Bentagliati. Il gioco di parole annuncia una fantasia che, di lì a poco, entrerà anche nell’album di famiglia.
Una storia arrivata sullo schermo con Stanley Tucci, ospite della famiglia Spinosi nella puntata marchigiana di Tucci in Italy, la docuserie di National Geographic disponibile su Disney+.
magie
Circa 7000 uova al giorno, sgusciate a mano: Marco racconta così il tocco che accompagna la produzione. Le uova fresche italiane sono il tratto comune alle diverse creazioni. Per le paste classiche incontrano la semola di grano duro; la lavorazione prosegue con la trafila in bronzo e l’essiccazione lenta, a bassa temperatura. I tagli vengono ancora adagiati a mano sulla carta bianca piegata.
Al centro restano i Maccheroncini di Campofilone IGP, espressione della tradizione locale. Intorno, Vincenzo costruisce una piccola genealogia di formati. Nel 2000 nascono gli Spinosini, chitarrine a sezione quadrata di appena 0,8 millimetri, dedicate ai suoi amati figli Marco e Riccardo. Gli Spinobelli, dalla sezione più grande, rinnovano la dedica quando i ragazzi sono cresciuti. La Spinosina, simile a una linguina, rende invece omaggio a Emma, figlia di Marco e nipotina di Vincenzo. La famiglia si racconta anche attraverso lo spessore romantico di un filo.
L’inventiva raggiunge gli ingredienti nel 2019 con Zero+: lo zero indica l’assenza di glutine, il più richiama le proteine. Le prime fettuccine nascono dall’incontro fra farina di lenticchie rosse e uova, riunendo proteine vegetali e animali in una pasta biologica. Anche quando cambia la farina, l’uovo conserva il proprio posto: è una scelta di identità, prima ancora che di ricetta.
Nei negozi di Cupra Marittima e San Benedetto del Tronto, questa storia mantiene anche il passo della cucina quotidiana. Alla pasta fresca e al ragù si affiancano vincisgrassi, cannelloni e bauletti; la gastronomia comprende anche parmigiana di melanzane, olive all’ascolana e cremini. Marco ricorda soprattutto un’abitudine: nel fine settimana si passa a prendere la tagliatella fresca. Il rito della domenica continua dal banco alla pentola.
Custodire le origini e osare nuove creazioni è il compito che Marco assegna al futuro del pastificio. I mercati cambiano, arrivano altri consumatori e altre esigenze. «L’importante è non farsi travolgere». A Campofilone, intanto, si continua - con abnegazione e pazienza grande - a rompere a mano le uova, una alla volta.



