
CONDIMENTO CON LE SARDE
Sarde, Finocchietto selvatico, Zafferano, Uvetta, Pinoli, Acciughe
Difficile
Sicilia
60 min
380 Kcal

CONDIMENTO CON LE SARDE
Sarde, Finocchietto selvatico, Zafferano, Uvetta, Pinoli, Acciughe
Difficile
Sicilia
60 min
380 Kcal

CONDIMENTO CON LE SARDE
Sarde, Finocchietto selvatico, Zafferano, Uvetta, Pinoli, Acciughe
Difficile
Sicilia
60 min
380 Kcal
GENESI
Il condimento con le sarde è una delle preparazioni più iconiche della tradizione culinaria siciliana, un piatto che racchiude in sé secoli di dominazioni e scambi culturali. La sua origine è profondamente legata alla presenza araba nell'isola, iniziata nel IX secolo. Secondo la tradizione storiografica, la ricetta nacque dall'ingegno di un cuoco arabo al seguito del generale Eufemio da Messina. Durante la campagna militare, il cuoco dovette improvvisare un pasto per le truppe utilizzando ciò che il territorio offriva: il pesce azzurro del Mediterraneo, il finocchietto selvatico che cresceva spontaneo nelle campagne e i sapori tipici della cultura mediorientale come lo zafferano, l'uvetta e i pinoli.
Dal punto di vista gastronomico, questo condimento rappresenta un perfetto equilibrio tra il gusto deciso e grasso della sarda e la nota aromatica e rinfrescante del finocchietto. L'aggiunta dell'uvetta e dei pinoli conferisce quella caratteristica nota agrodolce che è firma distintiva di molti piatti siciliani d'influenza magrebina. Lo zafferano, introdotto dagli Arabi, non solo dona un profumo inconfondibile ma tinge la salsa di un colore dorato che simboleggia ricchezza e nobiltà.
La stagionalità è un elemento fondamentale per la riuscita di questa preparazione. La ricetta è strettamente legata alla primavera, periodo in cui le sarde sono particolarmente polpose e il finocchietto selvatico è tenero e profumato. Tradizionalmente, questo piatto è il protagonista delle tavole durante la festa di san Giuseppe, il 19 marzo. La pulizia delle sarde e la preparazione del finocchietto richiedono una manualità esperta, rendendo questo condimento un vero esempio di artigianalità culinaria. La sarda deve essere rigorosamente fresca e lavorata a mano per eliminare la lisca dorsale mantenendo l'integrità del filetto, affinché possa cuocere brevemente e mantenere la sua consistenza all'interno della salsa.
PARTI (4 PErsone)
RICETTA
Sarde fresche
Finocchietto selvatico
Cipolla dorata
Acciughe sotto sale
Uvetta
Pinoli
Pistilli di zafferano
Olio EVO
Sale
Pepe
500 g
500 g
1
3
30 g
30 g
q.b
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per il condimento:
Inizia la preparazione occupandoti del finocchietto selvatico. Pulisci le cime eliminando le parti più dure e legnose, lavalo accuratamente e lessalo in abbondante acqua salata per circa 15 o 20 minuti. Una volta che sarà diventato tenero, scolalo ma conserva l'acqua di cottura, poiché è ricca di aromi. Strizza bene il finocchietto e trituralo finemente con un coltello o una mezzaluna.
Passa ora alla pulizia delle sarde. Rimuovi la testa, apri la pancia e asporta le interiora. Apri la sarda a libro e solleva delicatamente la lisca centrale partendo dalla testa fino alla coda, staccandola con cura per non rovinare la carne. Lava i filetti sotto acqua corrente e asciugali con carta assorbente. Dissala le acciughe, sciacquale e asciugale bene. Metti l'uvetta in ammollo in un po’ di acqua tiepida per farla rinvenire.
In un tegame capiente, versa un abbondante giro di olio EVO e aggiungi la cipolla tritata molto finemente. Lasciala appassire a fuoco dolce finché non diventa trasparente. Aggiungi le acciughe e schiacciale con un cucchiaio di legno fino a quando non si saranno completamente sciolte nell'olio. Unisci i pinoli e l'uvetta ben strizzata, lasciando insaporire per un paio di minuti.
Aggiungi nel tegame il finocchietto precedentemente sminuzzato. Fai rosolare per qualche istante in modo che prenda sapore, poi versa lo zafferano precedentemente sciolto in un mestolo dell'acqua di cottura del finocchietto. Mescola bene e lascia sobbollire per 5 minuti a fuoco basso.
Infine, adagia i filetti di sarde nel tegame. Mescola con estrema delicatezza per evitare di sfaldare eccessivamente il pesce. Cuoci per altri 5 o 8 minuti. Se il condimento dovesse asciugarsi troppo, aggiungi un altro mezzo mestolo di acqua di cottura del finocchietto. Regola di sale e di pepe a tuo piacimento. Il risultato deve essere una salsa densa, profumata e dal colore giallo intenso.
suggerimento
Se desideri un sapore ancora più autentico, puoi aggiungere un cucchiaio di estratto di pomodoro (u strattu) per rendere la salsa più densa e scura.
Puoi completare la presentazione con della "muddica atturrata", ovvero pangrattato tostato in padella con un filo di olio EVO, da spolverare sopra a metà servizio.
Prepara il condimento con qualche ora di anticipo: il riposo permette a i sapori di amalgamarsi perfettamente.
GENESI
Il condimento con le sarde è una delle preparazioni più iconiche della tradizione culinaria siciliana, un piatto che racchiude in sé secoli di dominazioni e scambi culturali. La sua origine è profondamente legata alla presenza araba nell'isola, iniziata nel IX secolo. Secondo la tradizione storiografica, la ricetta nacque dall'ingegno di un cuoco arabo al seguito del generale Eufemio da Messina. Durante la campagna militare, il cuoco dovette improvvisare un pasto per le truppe utilizzando ciò che il territorio offriva: il pesce azzurro del Mediterraneo, il finocchietto selvatico che cresceva spontaneo nelle campagne e i sapori tipici della cultura mediorientale come lo zafferano, l'uvetta e i pinoli.
Dal punto di vista gastronomico, questo condimento rappresenta un perfetto equilibrio tra il gusto deciso e grasso della sarda e la nota aromatica e rinfrescante del finocchietto. L'aggiunta dell'uvetta e dei pinoli conferisce quella caratteristica nota agrodolce che è firma distintiva di molti piatti siciliani d'influenza magrebina. Lo zafferano, introdotto dagli Arabi, non solo dona un profumo inconfondibile ma tinge la salsa di un colore dorato che simboleggia ricchezza e nobiltà.
La stagionalità è un elemento fondamentale per la riuscita di questa preparazione. La ricetta è strettamente legata alla primavera, periodo in cui le sarde sono particolarmente polpose e il finocchietto selvatico è tenero e profumato. Tradizionalmente, questo piatto è il protagonista delle tavole durante la festa di san Giuseppe, il 19 marzo. La pulizia delle sarde e la preparazione del finocchietto richiedono una manualità esperta, rendendo questo condimento un vero esempio di artigianalità culinaria. La sarda deve essere rigorosamente fresca e lavorata a mano per eliminare la lisca dorsale mantenendo l'integrità del filetto, affinché possa cuocere brevemente e mantenere la sua consistenza all'interno della salsa.
PARTI (4 PErsone)
RICETTA
Sarde fresche
Finocchietto selvatico
Cipolla dorata
Acciughe sotto sale
Uvetta
Pinoli
Pistilli di zafferano
Olio EVO
Sale
Pepe
500 g
500 g
1
3
30 g
30 g
q.b
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per il condimento:
Inizia la preparazione occupandoti del finocchietto selvatico. Pulisci le cime eliminando le parti più dure e legnose, lavalo accuratamente e lessalo in abbondante acqua salata per circa 15 o 20 minuti. Una volta che sarà diventato tenero, scolalo ma conserva l'acqua di cottura, poiché è ricca di aromi. Strizza bene il finocchietto e trituralo finemente con un coltello o una mezzaluna.
Passa ora alla pulizia delle sarde. Rimuovi la testa, apri la pancia e asporta le interiora. Apri la sarda a libro e solleva delicatamente la lisca centrale partendo dalla testa fino alla coda, staccandola con cura per non rovinare la carne. Lava i filetti sotto acqua corrente e asciugali con carta assorbente. Dissala le acciughe, sciacquale e asciugale bene. Metti l'uvetta in ammollo in un po’ di acqua tiepida per farla rinvenire.
In un tegame capiente, versa un abbondante giro di olio EVO e aggiungi la cipolla tritata molto finemente. Lasciala appassire a fuoco dolce finché non diventa trasparente. Aggiungi le acciughe e schiacciale con un cucchiaio di legno fino a quando non si saranno completamente sciolte nell'olio. Unisci i pinoli e l'uvetta ben strizzata, lasciando insaporire per un paio di minuti.
Aggiungi nel tegame il finocchietto precedentemente sminuzzato. Fai rosolare per qualche istante in modo che prenda sapore, poi versa lo zafferano precedentemente sciolto in un mestolo dell'acqua di cottura del finocchietto. Mescola bene e lascia sobbollire per 5 minuti a fuoco basso.
Infine, adagia i filetti di sarde nel tegame. Mescola con estrema delicatezza per evitare di sfaldare eccessivamente il pesce. Cuoci per altri 5 o 8 minuti. Se il condimento dovesse asciugarsi troppo, aggiungi un altro mezzo mestolo di acqua di cottura del finocchietto. Regola di sale e di pepe a tuo piacimento. Il risultato deve essere una salsa densa, profumata e dal colore giallo intenso.
suggerimento
Se desideri un sapore ancora più autentico, puoi aggiungere un cucchiaio di estratto di pomodoro (u strattu) per rendere la salsa più densa e scura.
Puoi completare la presentazione con della "muddica atturrata", ovvero pangrattato tostato in padella con un filo di olio EVO, da spolverare sopra a metà servizio.
Prepara il condimento con qualche ora di anticipo: il riposo permette a i sapori di amalgamarsi perfettamente.
GENESI
Il condimento con le sarde è una delle preparazioni più iconiche della tradizione culinaria siciliana, un piatto che racchiude in sé secoli di dominazioni e scambi culturali. La sua origine è profondamente legata alla presenza araba nell'isola, iniziata nel IX secolo. Secondo la tradizione storiografica, la ricetta nacque dall'ingegno di un cuoco arabo al seguito del generale Eufemio da Messina. Durante la campagna militare, il cuoco dovette improvvisare un pasto per le truppe utilizzando ciò che il territorio offriva: il pesce azzurro del Mediterraneo, il finocchietto selvatico che cresceva spontaneo nelle campagne e i sapori tipici della cultura mediorientale come lo zafferano, l'uvetta e i pinoli.
Dal punto di vista gastronomico, questo condimento rappresenta un perfetto equilibrio tra il gusto deciso e grasso della sarda e la nota aromatica e rinfrescante del finocchietto. L'aggiunta dell'uvetta e dei pinoli conferisce quella caratteristica nota agrodolce che è firma distintiva di molti piatti siciliani d'influenza magrebina. Lo zafferano, introdotto dagli Arabi, non solo dona un profumo inconfondibile ma tinge la salsa di un colore dorato che simboleggia ricchezza e nobiltà.
La stagionalità è un elemento fondamentale per la riuscita di questa preparazione. La ricetta è strettamente legata alla primavera, periodo in cui le sarde sono particolarmente polpose e il finocchietto selvatico è tenero e profumato. Tradizionalmente, questo piatto è il protagonista delle tavole durante la festa di san Giuseppe, il 19 marzo. La pulizia delle sarde e la preparazione del finocchietto richiedono una manualità esperta, rendendo questo condimento un vero esempio di artigianalità culinaria. La sarda deve essere rigorosamente fresca e lavorata a mano per eliminare la lisca dorsale mantenendo l'integrità del filetto, affinché possa cuocere brevemente e mantenere la sua consistenza all'interno della salsa.
PARTI (4 PErsone)
RICETTA
Sarde fresche
Finocchietto selvatico
Cipolla dorata
Acciughe sotto sale
Uvetta
Pinoli
Pistilli di zafferano
Olio EVO
Sale
Pepe
500 g
500 g
1
3
30 g
30 g
q.b
q.b
q.b
q.b
ALLESTIMENTO
Per il condimento:
Inizia la preparazione occupandoti del finocchietto selvatico. Pulisci le cime eliminando le parti più dure e legnose, lavalo accuratamente e lessalo in abbondante acqua salata per circa 15 o 20 minuti. Una volta che sarà diventato tenero, scolalo ma conserva l'acqua di cottura, poiché è ricca di aromi. Strizza bene il finocchietto e trituralo finemente con un coltello o una mezzaluna.
Passa ora alla pulizia delle sarde. Rimuovi la testa, apri la pancia e asporta le interiora. Apri la sarda a libro e solleva delicatamente la lisca centrale partendo dalla testa fino alla coda, staccandola con cura per non rovinare la carne. Lava i filetti sotto acqua corrente e asciugali con carta assorbente. Dissala le acciughe, sciacquale e asciugale bene. Metti l'uvetta in ammollo in un po’ di acqua tiepida per farla rinvenire.
In un tegame capiente, versa un abbondante giro di olio EVO e aggiungi la cipolla tritata molto finemente. Lasciala appassire a fuoco dolce finché non diventa trasparente. Aggiungi le acciughe e schiacciale con un cucchiaio di legno fino a quando non si saranno completamente sciolte nell'olio. Unisci i pinoli e l'uvetta ben strizzata, lasciando insaporire per un paio di minuti.
Aggiungi nel tegame il finocchietto precedentemente sminuzzato. Fai rosolare per qualche istante in modo che prenda sapore, poi versa lo zafferano precedentemente sciolto in un mestolo dell'acqua di cottura del finocchietto. Mescola bene e lascia sobbollire per 5 minuti a fuoco basso.
Infine, adagia i filetti di sarde nel tegame. Mescola con estrema delicatezza per evitare di sfaldare eccessivamente il pesce. Cuoci per altri 5 o 8 minuti. Se il condimento dovesse asciugarsi troppo, aggiungi un altro mezzo mestolo di acqua di cottura del finocchietto. Regola di sale e di pepe a tuo piacimento. Il risultato deve essere una salsa densa, profumata e dal colore giallo intenso.
suggerimento
Se desideri un sapore ancora più autentico, puoi aggiungere un cucchiaio di estratto di pomodoro (u strattu) per rendere la salsa più densa e scura.
Puoi completare la presentazione con della "muddica atturrata", ovvero pangrattato tostato in padella con un filo di olio EVO, da spolverare sopra a metà servizio.
Prepara il condimento con qualche ora di anticipo: il riposo permette a i sapori di amalgamarsi perfettamente.



