SUGO ALLA CAMPIDANESE

Salsiccia sarda, Pomodori pelati, Zafferano, Pecorino sardo

Facile

Sardegna

55 min

520 Kcal

SUGO ALLA CAMPIDANESE

Salsiccia sarda, Pomodori pelati, Zafferano, Pecorino sardo

Facile

Sardegna

55 min

520 Kcal

SUGO ALLA CAMPIDANESE

Salsiccia sarda, Pomodori pelati, Zafferano, Pecorino sardo

Facile

Sardegna

55 min

520 Kcal

GENESI

Il sugo alla campidanese rappresenta l'essenza gastronomica del Campidano, la più vasta pianura della Sardegna che si estende nella parte sud-occidentale dell'isola. Questa preparazione è un ragù di terra che riflette l'economia rurale e pastorale della regione, dove l'allevamento del maiale e la produzione di zafferano costituiscono eccellenze secolari. La storia di questo condimento è legata alla disponibilità di materie prime locali di alta qualità, trasformate in un sugo denso e profumato, tradizionalmente destinato a condire i malloreddus, gli gnocchetti di semola tipici dell'isola.

L'elemento caratterizzante è la salsiccia sarda, che si distingue per l'impasto a grana grossa e la presenza aromatica dei semi di finocchietto selvatico, un'erba che cresce spontaneamente in tutto il territorio sardo. Un altro pilastro della ricetta è lo zafferano di Sardegna DOP. La coltivazione del Crocus sativus nell'isola ha origini antichissime, introdotta probabilmente dai Fenici e consolidata nel Medioevo. I comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovaforru sono i centri principali di produzione, dove i fiori vengono ancora raccolti a mano alle prime luci dell'alba. Lo zafferano non conferisce solo il tipico colore dorato, ma apporta una complessità aromatica che bilancia la grassezza della carne.

Infine, il Pecorino Sardo stagionato completa il quadro gustativo. La Sardegna vanta la più antica tradizione casearia del Mediterraneo e il suo pecorino, dal gusto deciso e leggermente piccante nella versione stagionata, è l'ingrediente fondamentale per la mantecatura finale. Anticamente, questo sugo era il piatto delle grandi occasioni e delle feste di paese, preparato in grandi tegami di terracotta che permettevano una cottura lenta e costante

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Salsiccia sarda fresca
al finocchietto
Pomodori pelati
Pecorino Sardo stagionato
Zafferano di Sardegna
Cipolla dorata
Olio EVO
Sale
Basilico fresco (opzionale)


350 g
500 g
150 g
q.b
1/2
4 cucchiai
q.b
Qualche foglia

ALLESTIMENTO

  1. Per il condimento:
    Inizia la preparazione tritando finemente la mezza cipolla dorata. Prendi la salsiccia sarda fresca, incidi la pelle con un coltellino ed eliminala completamente. Sgrana la polpa della carne con le mani o con i rebbi di una forchetta, cercando di ottenere dei piccoli pezzi uniformi. In un tegame capiente, preferibilmente di terracotta o con fondo spesso, versa l'olio EVO e aggiungi la cipolla tritata. Lasciala appassire a fuoco molto dolce, facendo attenzione che non prenda troppo colore.
    Quando la cipolla è diventata trasparente, unisci la salsiccia sgranata. Alza leggermente la fiamma e fai rosolare la carne per circa dieci minuti, mescolando spesso. La salsiccia deve cuocere bene e rilasciare il suo grasso e i sapori del finocchietto nell'olio. Una volta che la carne appare ben dorata, aggiungi i pomodori pelati. Ti suggerisco di schiacciarli preventivamente con una forchetta in una ciotola per ottenere una consistenza rustica ma omogenea.
    Mescola il tutto e aggiungi le foglie di basilico fresco lavate (opzionale). Copri il tegame con un coperchio e lascia cuocere il sugo a fiamma bassa per almeno quaranta minuti. Il condimento deve restringersi lentamente fino a diventare denso e corposo. Se noti che si asciuga troppo velocemente, aggiungi un piccolo mestolo di acqua calda.
    A circa cinque minuti dalla fine della cottura, preleva una tazzina del liquido del sugo, predi alcuni pistilli di zafferano, sbriciolali con il dorso di un cucchiaino e versali al suo interno, mescola bene finché non si sciolgano bene. Versa il composto di zafferano nuovamente nel tegame e amalgama con cura affinché il colore e il profumo si distribuiscano uniformemente. Regola di sale q.b, considerando che la salsiccia e il formaggio che utilizzerai sono già molto sapidi. Spegni il fuoco e il tuo sugo alla campidanese è pronto per essere utilizzato.

suggerimento

  • Per una resa ottimale, utilizza un tegame di terracotta che mantiene il calore costante e favorisce una cottura lenta.

  • Se preferisci un gusto ancora più intenso, puoi aggiungere un pizzico di peperoncino fresco durante la rosolatura della cipolla.

  • Grattugia il Pecorino Sardo al momento dell'utilizzo per preservare tutta la sua fragranza e i sapori originali.

GENESI

Il sugo alla campidanese rappresenta l'essenza gastronomica del Campidano, la più vasta pianura della Sardegna che si estende nella parte sud-occidentale dell'isola. Questa preparazione è un ragù di terra che riflette l'economia rurale e pastorale della regione, dove l'allevamento del maiale e la produzione di zafferano costituiscono eccellenze secolari. La storia di questo condimento è legata alla disponibilità di materie prime locali di alta qualità, trasformate in un sugo denso e profumato, tradizionalmente destinato a condire i malloreddus, gli gnocchetti di semola tipici dell'isola.

L'elemento caratterizzante è la salsiccia sarda, che si distingue per l'impasto a grana grossa e la presenza aromatica dei semi di finocchietto selvatico, un'erba che cresce spontaneamente in tutto il territorio sardo. Un altro pilastro della ricetta è lo zafferano di Sardegna DOP. La coltivazione del Crocus sativus nell'isola ha origini antichissime, introdotta probabilmente dai Fenici e consolidata nel Medioevo. I comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovaforru sono i centri principali di produzione, dove i fiori vengono ancora raccolti a mano alle prime luci dell'alba. Lo zafferano non conferisce solo il tipico colore dorato, ma apporta una complessità aromatica che bilancia la grassezza della carne.

Infine, il Pecorino Sardo stagionato completa il quadro gustativo. La Sardegna vanta la più antica tradizione casearia del Mediterraneo e il suo pecorino, dal gusto deciso e leggermente piccante nella versione stagionata, è l'ingrediente fondamentale per la mantecatura finale. Anticamente, questo sugo era il piatto delle grandi occasioni e delle feste di paese, preparato in grandi tegami di terracotta che permettevano una cottura lenta e costante

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Salsiccia sarda fresca
al finocchietto
Pomodori pelati
Pecorino Sardo stagionato
Zafferano di Sardegna
Cipolla dorata
Olio EVO
Sale
Basilico fresco (opzionale)


350 g
500 g
150 g
q.b
1/2
4 cucchiai
q.b
Qualche foglia

ALLESTIMENTO

  1. Per il condimento:
    Inizia la preparazione tritando finemente la mezza cipolla dorata. Prendi la salsiccia sarda fresca, incidi la pelle con un coltellino ed eliminala completamente. Sgrana la polpa della carne con le mani o con i rebbi di una forchetta, cercando di ottenere dei piccoli pezzi uniformi. In un tegame capiente, preferibilmente di terracotta o con fondo spesso, versa l'olio EVO e aggiungi la cipolla tritata. Lasciala appassire a fuoco molto dolce, facendo attenzione che non prenda troppo colore.
    Quando la cipolla è diventata trasparente, unisci la salsiccia sgranata. Alza leggermente la fiamma e fai rosolare la carne per circa dieci minuti, mescolando spesso. La salsiccia deve cuocere bene e rilasciare il suo grasso e i sapori del finocchietto nell'olio. Una volta che la carne appare ben dorata, aggiungi i pomodori pelati. Ti suggerisco di schiacciarli preventivamente con una forchetta in una ciotola per ottenere una consistenza rustica ma omogenea.
    Mescola il tutto e aggiungi le foglie di basilico fresco lavate (opzionale). Copri il tegame con un coperchio e lascia cuocere il sugo a fiamma bassa per almeno quaranta minuti. Il condimento deve restringersi lentamente fino a diventare denso e corposo. Se noti che si asciuga troppo velocemente, aggiungi un piccolo mestolo di acqua calda.
    A circa cinque minuti dalla fine della cottura, preleva una tazzina del liquido del sugo, predi alcuni pistilli di zafferano, sbriciolali con il dorso di un cucchiaino e versali al suo interno, mescola bene finché non si sciolgano bene. Versa il composto di zafferano nuovamente nel tegame e amalgama con cura affinché il colore e il profumo si distribuiscano uniformemente. Regola di sale q.b, considerando che la salsiccia e il formaggio che utilizzerai sono già molto sapidi. Spegni il fuoco e il tuo sugo alla campidanese è pronto per essere utilizzato.

suggerimento

  • Per una resa ottimale, utilizza un tegame di terracotta che mantiene il calore costante e favorisce una cottura lenta.

  • Se preferisci un gusto ancora più intenso, puoi aggiungere un pizzico di peperoncino fresco durante la rosolatura della cipolla.

  • Grattugia il Pecorino Sardo al momento dell'utilizzo per preservare tutta la sua fragranza e i sapori originali.

GENESI

Il sugo alla campidanese rappresenta l'essenza gastronomica del Campidano, la più vasta pianura della Sardegna che si estende nella parte sud-occidentale dell'isola. Questa preparazione è un ragù di terra che riflette l'economia rurale e pastorale della regione, dove l'allevamento del maiale e la produzione di zafferano costituiscono eccellenze secolari. La storia di questo condimento è legata alla disponibilità di materie prime locali di alta qualità, trasformate in un sugo denso e profumato, tradizionalmente destinato a condire i malloreddus, gli gnocchetti di semola tipici dell'isola.

L'elemento caratterizzante è la salsiccia sarda, che si distingue per l'impasto a grana grossa e la presenza aromatica dei semi di finocchietto selvatico, un'erba che cresce spontaneamente in tutto il territorio sardo. Un altro pilastro della ricetta è lo zafferano di Sardegna DOP. La coltivazione del Crocus sativus nell'isola ha origini antichissime, introdotta probabilmente dai Fenici e consolidata nel Medioevo. I comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovaforru sono i centri principali di produzione, dove i fiori vengono ancora raccolti a mano alle prime luci dell'alba. Lo zafferano non conferisce solo il tipico colore dorato, ma apporta una complessità aromatica che bilancia la grassezza della carne.

Infine, il Pecorino Sardo stagionato completa il quadro gustativo. La Sardegna vanta la più antica tradizione casearia del Mediterraneo e il suo pecorino, dal gusto deciso e leggermente piccante nella versione stagionata, è l'ingrediente fondamentale per la mantecatura finale. Anticamente, questo sugo era il piatto delle grandi occasioni e delle feste di paese, preparato in grandi tegami di terracotta che permettevano una cottura lenta e costante

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Salsiccia sarda fresca
al finocchietto
Pomodori pelati
Pecorino Sardo stagionato
Zafferano di Sardegna
Cipolla dorata
Olio EVO
Sale
Basilico fresco (opzionale)


350 g
500 g
150 g
q.b
1/2
4 cucchiai
q.b
Qualche foglia

ALLESTIMENTO

  1. Per il condimento:
    Inizia la preparazione tritando finemente la mezza cipolla dorata. Prendi la salsiccia sarda fresca, incidi la pelle con un coltellino ed eliminala completamente. Sgrana la polpa della carne con le mani o con i rebbi di una forchetta, cercando di ottenere dei piccoli pezzi uniformi. In un tegame capiente, preferibilmente di terracotta o con fondo spesso, versa l'olio EVO e aggiungi la cipolla tritata. Lasciala appassire a fuoco molto dolce, facendo attenzione che non prenda troppo colore.
    Quando la cipolla è diventata trasparente, unisci la salsiccia sgranata. Alza leggermente la fiamma e fai rosolare la carne per circa dieci minuti, mescolando spesso. La salsiccia deve cuocere bene e rilasciare il suo grasso e i sapori del finocchietto nell'olio. Una volta che la carne appare ben dorata, aggiungi i pomodori pelati. Ti suggerisco di schiacciarli preventivamente con una forchetta in una ciotola per ottenere una consistenza rustica ma omogenea.
    Mescola il tutto e aggiungi le foglie di basilico fresco lavate (opzionale). Copri il tegame con un coperchio e lascia cuocere il sugo a fiamma bassa per almeno quaranta minuti. Il condimento deve restringersi lentamente fino a diventare denso e corposo. Se noti che si asciuga troppo velocemente, aggiungi un piccolo mestolo di acqua calda.
    A circa cinque minuti dalla fine della cottura, preleva una tazzina del liquido del sugo, predi alcuni pistilli di zafferano, sbriciolali con il dorso di un cucchiaino e versali al suo interno, mescola bene finché non si sciolgano bene. Versa il composto di zafferano nuovamente nel tegame e amalgama con cura affinché il colore e il profumo si distribuiscano uniformemente. Regola di sale q.b, considerando che la salsiccia e il formaggio che utilizzerai sono già molto sapidi. Spegni il fuoco e il tuo sugo alla campidanese è pronto per essere utilizzato.

suggerimento

  • Per una resa ottimale, utilizza un tegame di terracotta che mantiene il calore costante e favorisce una cottura lenta.

  • Se preferisci un gusto ancora più intenso, puoi aggiungere un pizzico di peperoncino fresco durante la rosolatura della cipolla.

  • Grattugia il Pecorino Sardo al momento dell'utilizzo per preservare tutta la sua fragranza e i sapori originali.