FONDUTA DI FONTINA

Fontina, Latte, Tuorli d'uovo

Medio

Val d'Aosta

180 min

300 Kcal

FONDUTA DI FONTINA

Fontina, Latte, Tuorli d'uovo

Medio

Val d'Aosta

180 min

300 Kcal

FONDUTA DI FONTINA

Fontina, Latte, Tuorli d'uovo

Medio

Val d'Aosta

180 min

300 Kcal

GENESI

La Fonduta di Fontina è il piatto più emblematico della tradizione gastronomica della Valle d'Aosta. Si tratta di una preparazione antica, nata dalla necessità di utilizzare il formaggio locale, la Fontina, in un piatto caldo e sostanzioso, capace di ristorare durante i lunghi e rigidi inverni alpini. La sua origine è strettamente legata all'economia pastorale della regione e al "savoir-faire" dei maestri casari che producono la Fontina DOP, un formaggio a pasta semicotta dal sapore dolce e caratteristico, che costituisce l'anima di questa ricetta.

La preparazione tradizionale, codificata nel tempo, prevede una fase essenziale di marinatura: la Fontina, privata della crosta e tagliata a cubetti, deve riposare nel latte per diverse ore. Questo processo serve ad ammorbidire il formaggio e a favorire una fusione omogenea. La cottura avviene rigorosamente a bagnomaria, un metodo lento e controllato che impedisce al formaggio di "impazzire", ovvero di separare la parte grassa da quella proteica. Il calore dolce scioglie la Fontina nel latte e nel burro, creando un'emulsione vellutata.

Il tocco finale, che distingue la vera fonduta valdostana, è l'aggiunta dei tuorli d'uovo freschi. Questi vengono incorporati fuori dal fuoco, e grazie al calore residuo legano la salsa, donandole una consistenza cremosa e un colore dorato intenso, senza tuttavia cuocersi. Sebbene oggi sia apprezzata come condimento ricco per pasta, gnocchi o risotti, la fonduta nasceva come piatto a sé stante, servita caldissima nell'apposito tegame in rame (la caquelon) e accompagnata da crostini di pane nero o polenta.

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Fontina DOP
Latte intero fresco
Tuorli d'uovo
Burro
Pepe nero macinato fresco
Noce moscata (facoltativo)

400 g
250 ml
4
30 g
q.b
q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la preparazione della Fontina:
    Per prima cosa, prendi la Fontina DOP e rimuovi con cura la crosta esterna. Taglia il formaggio prima a fette non troppo spesse e successivamente riducilo in cubetti piccoli e il più possibile regolari.
    Metti i cubetti di Fontina in una ciotola capiente e versa il latte intero fresco, assicurandoti che il formaggio sia ben coperto.
    Copri la ciotola con della pellicola alimentare e riponila in frigorifero. Lascia marinare la Fontina nel latte per almeno 2 ore. Se hai tempo, una marinatura più lunga (anche 4-6 ore) renderà il risultato finale ancora più cremoso.

  2. Per il condimento:
    Trascorso il tempo della marinatura, prendi un pentolino adatto per la cottura a bagnomaria (una bastardella o una casseruola da inserire sopra un'altra pentola con acqua). Versa nel pentolino tutto il contenuto della ciotola: sia la Fontina sia il latte della marinatura.
    Aggiungi il burro a pezzetti.
    Sistema il pentolino sopra la pentola con l'acqua (per il bagnomaria) e porta quest'ultima a leggero fremito, senza mai raggiungere un'ebollizione violenta.
    Inizia la cottura a fuoco dolce, mescolando continuamente la fonduta con una frusta a mano o, come da tradizione, con un cucchiaio di legno. È importante mescolare lentamente ma senza interruzioni, per evitare che il formaggio si attacchi al fondo o formi grumi.
    Continua la cottura per circa 15-20 minuti, o finché la Fontina non si sarà completamente sciolta, amalgamandosi con il latte e il burro. Devi ottenere una crema liscia, densa e vellutata.
    Mentre la fonduta cuoce, separa i tuorli dagli albumi (gli albumi non serviranno per questa ricetta). Metti i tuorli in una ciotolina e sbattili leggermente.
    Quando la fonduta è pronta, liscia e ben calda, togli il pentolino dal bagnomaria (quindi spegni il fuoco).
    Aggiungi immediatamente i tuorli sbattuti alla crema di formaggio. Mescola molto velocemente e vigorosamente con la frusta: il calore residuo della fonduta farà addensare i tuorli, legando la salsa alla perfezione senza farli coagulare (non devi ottenere un effetto "uovo strapazzato").
    Termina con una generosa macinata di pepe nero e, se ti piace, un pizzico di noce moscata.

suggerimento

  • La scelta della Fontina: Utilizza esclusivamente Fontina DOP della Valle d'Aosta. Una stagionatura media (circa 3-4 mesi) è ideale perché fonde bene mantenendo un sapore equilibrato.

  • La cottura: Il segreto è la pazienza. Il bagnomaria e il fuoco dolce sono fondamentali. Se la fonduta dovesse bollire, i tuorli si straccerebbero e il formaggio potrebbe separarsi.

  • Consistenza: Se la fonduta dovesse risultare troppo densa per condire la pasta, puoi diluirla leggermente aggiungendo un cucchiaio o due di acqua di cottura della pasta, mescolando energicamente fuori dal fuoco.

GENESI

La Fonduta di Fontina è il piatto più emblematico della tradizione gastronomica della Valle d'Aosta. Si tratta di una preparazione antica, nata dalla necessità di utilizzare il formaggio locale, la Fontina, in un piatto caldo e sostanzioso, capace di ristorare durante i lunghi e rigidi inverni alpini. La sua origine è strettamente legata all'economia pastorale della regione e al "savoir-faire" dei maestri casari che producono la Fontina DOP, un formaggio a pasta semicotta dal sapore dolce e caratteristico, che costituisce l'anima di questa ricetta.

La preparazione tradizionale, codificata nel tempo, prevede una fase essenziale di marinatura: la Fontina, privata della crosta e tagliata a cubetti, deve riposare nel latte per diverse ore. Questo processo serve ad ammorbidire il formaggio e a favorire una fusione omogenea. La cottura avviene rigorosamente a bagnomaria, un metodo lento e controllato che impedisce al formaggio di "impazzire", ovvero di separare la parte grassa da quella proteica. Il calore dolce scioglie la Fontina nel latte e nel burro, creando un'emulsione vellutata.

Il tocco finale, che distingue la vera fonduta valdostana, è l'aggiunta dei tuorli d'uovo freschi. Questi vengono incorporati fuori dal fuoco, e grazie al calore residuo legano la salsa, donandole una consistenza cremosa e un colore dorato intenso, senza tuttavia cuocersi. Sebbene oggi sia apprezzata come condimento ricco per pasta, gnocchi o risotti, la fonduta nasceva come piatto a sé stante, servita caldissima nell'apposito tegame in rame (la caquelon) e accompagnata da crostini di pane nero o polenta.

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Fontina DOP
Latte intero fresco
Tuorli d'uovo
Burro
Pepe nero macinato fresco
Noce moscata (facoltativo)

400 g
250 ml
4
30 g
q.b
q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la preparazione della Fontina:
    Per prima cosa, prendi la Fontina DOP e rimuovi con cura la crosta esterna. Taglia il formaggio prima a fette non troppo spesse e successivamente riducilo in cubetti piccoli e il più possibile regolari.
    Metti i cubetti di Fontina in una ciotola capiente e versa il latte intero fresco, assicurandoti che il formaggio sia ben coperto.
    Copri la ciotola con della pellicola alimentare e riponila in frigorifero. Lascia marinare la Fontina nel latte per almeno 2 ore. Se hai tempo, una marinatura più lunga (anche 4-6 ore) renderà il risultato finale ancora più cremoso.

  2. Per il condimento:
    Trascorso il tempo della marinatura, prendi un pentolino adatto per la cottura a bagnomaria (una bastardella o una casseruola da inserire sopra un'altra pentola con acqua). Versa nel pentolino tutto il contenuto della ciotola: sia la Fontina sia il latte della marinatura.
    Aggiungi il burro a pezzetti.
    Sistema il pentolino sopra la pentola con l'acqua (per il bagnomaria) e porta quest'ultima a leggero fremito, senza mai raggiungere un'ebollizione violenta.
    Inizia la cottura a fuoco dolce, mescolando continuamente la fonduta con una frusta a mano o, come da tradizione, con un cucchiaio di legno. È importante mescolare lentamente ma senza interruzioni, per evitare che il formaggio si attacchi al fondo o formi grumi.
    Continua la cottura per circa 15-20 minuti, o finché la Fontina non si sarà completamente sciolta, amalgamandosi con il latte e il burro. Devi ottenere una crema liscia, densa e vellutata.
    Mentre la fonduta cuoce, separa i tuorli dagli albumi (gli albumi non serviranno per questa ricetta). Metti i tuorli in una ciotolina e sbattili leggermente.
    Quando la fonduta è pronta, liscia e ben calda, togli il pentolino dal bagnomaria (quindi spegni il fuoco).
    Aggiungi immediatamente i tuorli sbattuti alla crema di formaggio. Mescola molto velocemente e vigorosamente con la frusta: il calore residuo della fonduta farà addensare i tuorli, legando la salsa alla perfezione senza farli coagulare (non devi ottenere un effetto "uovo strapazzato").
    Termina con una generosa macinata di pepe nero e, se ti piace, un pizzico di noce moscata.

suggerimento

  • La scelta della Fontina: Utilizza esclusivamente Fontina DOP della Valle d'Aosta. Una stagionatura media (circa 3-4 mesi) è ideale perché fonde bene mantenendo un sapore equilibrato.

  • La cottura: Il segreto è la pazienza. Il bagnomaria e il fuoco dolce sono fondamentali. Se la fonduta dovesse bollire, i tuorli si straccerebbero e il formaggio potrebbe separarsi.

  • Consistenza: Se la fonduta dovesse risultare troppo densa per condire la pasta, puoi diluirla leggermente aggiungendo un cucchiaio o due di acqua di cottura della pasta, mescolando energicamente fuori dal fuoco.

GENESI

La Fonduta di Fontina è il piatto più emblematico della tradizione gastronomica della Valle d'Aosta. Si tratta di una preparazione antica, nata dalla necessità di utilizzare il formaggio locale, la Fontina, in un piatto caldo e sostanzioso, capace di ristorare durante i lunghi e rigidi inverni alpini. La sua origine è strettamente legata all'economia pastorale della regione e al "savoir-faire" dei maestri casari che producono la Fontina DOP, un formaggio a pasta semicotta dal sapore dolce e caratteristico, che costituisce l'anima di questa ricetta.

La preparazione tradizionale, codificata nel tempo, prevede una fase essenziale di marinatura: la Fontina, privata della crosta e tagliata a cubetti, deve riposare nel latte per diverse ore. Questo processo serve ad ammorbidire il formaggio e a favorire una fusione omogenea. La cottura avviene rigorosamente a bagnomaria, un metodo lento e controllato che impedisce al formaggio di "impazzire", ovvero di separare la parte grassa da quella proteica. Il calore dolce scioglie la Fontina nel latte e nel burro, creando un'emulsione vellutata.

Il tocco finale, che distingue la vera fonduta valdostana, è l'aggiunta dei tuorli d'uovo freschi. Questi vengono incorporati fuori dal fuoco, e grazie al calore residuo legano la salsa, donandole una consistenza cremosa e un colore dorato intenso, senza tuttavia cuocersi. Sebbene oggi sia apprezzata come condimento ricco per pasta, gnocchi o risotti, la fonduta nasceva come piatto a sé stante, servita caldissima nell'apposito tegame in rame (la caquelon) e accompagnata da crostini di pane nero o polenta.

PARTI (4 PErsone)

RICETTA

Fontina DOP
Latte intero fresco
Tuorli d'uovo
Burro
Pepe nero macinato fresco
Noce moscata (facoltativo)

400 g
250 ml
4
30 g
q.b
q.b

ALLESTIMENTO

  1. Per la preparazione della Fontina:
    Per prima cosa, prendi la Fontina DOP e rimuovi con cura la crosta esterna. Taglia il formaggio prima a fette non troppo spesse e successivamente riducilo in cubetti piccoli e il più possibile regolari.
    Metti i cubetti di Fontina in una ciotola capiente e versa il latte intero fresco, assicurandoti che il formaggio sia ben coperto.
    Copri la ciotola con della pellicola alimentare e riponila in frigorifero. Lascia marinare la Fontina nel latte per almeno 2 ore. Se hai tempo, una marinatura più lunga (anche 4-6 ore) renderà il risultato finale ancora più cremoso.

  2. Per il condimento:
    Trascorso il tempo della marinatura, prendi un pentolino adatto per la cottura a bagnomaria (una bastardella o una casseruola da inserire sopra un'altra pentola con acqua). Versa nel pentolino tutto il contenuto della ciotola: sia la Fontina sia il latte della marinatura.
    Aggiungi il burro a pezzetti.
    Sistema il pentolino sopra la pentola con l'acqua (per il bagnomaria) e porta quest'ultima a leggero fremito, senza mai raggiungere un'ebollizione violenta.
    Inizia la cottura a fuoco dolce, mescolando continuamente la fonduta con una frusta a mano o, come da tradizione, con un cucchiaio di legno. È importante mescolare lentamente ma senza interruzioni, per evitare che il formaggio si attacchi al fondo o formi grumi.
    Continua la cottura per circa 15-20 minuti, o finché la Fontina non si sarà completamente sciolta, amalgamandosi con il latte e il burro. Devi ottenere una crema liscia, densa e vellutata.
    Mentre la fonduta cuoce, separa i tuorli dagli albumi (gli albumi non serviranno per questa ricetta). Metti i tuorli in una ciotolina e sbattili leggermente.
    Quando la fonduta è pronta, liscia e ben calda, togli il pentolino dal bagnomaria (quindi spegni il fuoco).
    Aggiungi immediatamente i tuorli sbattuti alla crema di formaggio. Mescola molto velocemente e vigorosamente con la frusta: il calore residuo della fonduta farà addensare i tuorli, legando la salsa alla perfezione senza farli coagulare (non devi ottenere un effetto "uovo strapazzato").
    Termina con una generosa macinata di pepe nero e, se ti piace, un pizzico di noce moscata.

suggerimento

  • La scelta della Fontina: Utilizza esclusivamente Fontina DOP della Valle d'Aosta. Una stagionatura media (circa 3-4 mesi) è ideale perché fonde bene mantenendo un sapore equilibrato.

  • La cottura: Il segreto è la pazienza. Il bagnomaria e il fuoco dolce sono fondamentali. Se la fonduta dovesse bollire, i tuorli si straccerebbero e il formaggio potrebbe separarsi.

  • Consistenza: Se la fonduta dovesse risultare troppo densa per condire la pasta, puoi diluirla leggermente aggiungendo un cucchiaio o due di acqua di cottura della pasta, mescolando energicamente fuori dal fuoco.