
MARUBINI CREMONESI
Pasta all'uovo, manzo stufato, lonza di maiale, vitello, Parmigiano Reggiano, noce moscata
Difficile
Lombardia
210 min
720 Kcal

MARUBINI CREMONESI
Pasta all'uovo, manzo stufato, lonza di maiale, vitello, Parmigiano Reggiano, noce moscata
Difficile
Lombardia
210 min
720 Kcal

MARUBINI CREMONESI
Pasta all'uovo, manzo stufato, lonza di maiale, vitello, Parmigiano Reggiano, noce moscata
Difficile
Lombardia
210 min
720 Kcal
GENESI
I marubini cremonesi costituiscono uno dei pilastri più rappresentativi della tradizione gastronomica della Lombardia, radicati specificamente nel territorio di Cremona e lungo le anse fertili della Pianura Padana. La genesi storica di questo formato di pasta ripiena affonda le proprie origini nel tardo Medioevo, periodo in cui la consuetudine di racchiudere carni speziate all'interno di un involucro sottile di sfoglia all'uovo rispondeva sia a esigenze di conservazione alimentare, sia alla ricerca di piatti ricchi destinati ai banchetti delle famiglie nobiliari e alle solennità religiose.
L'etimologia del termine rimanda alla conformazione geometrica del manufatto, che secondo la tradizione dialettale ricorda un piccolo mattone o un marrone, pur assumendo sovente la tipica sagoma rotonda ritagliata con apposita rotella dentellata oppure a mezzaluna ripiegata. La codificazione consuetudinaria del piatto ha trovato tutela formale attraverso il deposito dell'atto notarile presso la Camera di Commercio di Cremona a opera dell'Accademia Italiana della Cucina, a sancire l'autenticità di una preparazione che unisce carni brasate, aromi e formaggio a pasta dura.
L'elemento di massima distinzione culinaria risiede nel rigoroso servizio della pasta all'interno del cosiddetto "brodo dei tre brodi", una sintesi liquida complessa ottenuta dalla cottura simultanea ma separata di tre varietà di carne: manzo, pollame nobile (frequentemente il cappone) e maiale o salame da pentola cremonese. L'incontro tra la sapidità profonda del ripieno, la tenuta della sfoglia tirata sottile e la limpidezza profumata del brodo caldo delinea una pietanza di alto valore conviviale, storicamente associata ai mesi freddi, alle domeniche d'inverno e al pranzo di Natale.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA
Farina di grano tenero tipo 00
Uova intere fresche
400 g
4
PER IL RIPIENO
Polpa di manzo
Lonza di maiale
Polpa di vitello
Carota piccola
Sedano
Cipolla dorata piccola
Aglio
Rosmarino
Alloro
Vino rosso secco
Parmigiano Reggiano
Uovo intero fresco
Pane grattugiato
Burro
Olio EVO
Noce moscata
Sale fino
Pepe nero macinato
150 g
100 g
100 g
1
1 gambo
1
1 spicchio
1 rametto
1 foglia
50 ml
120 g
1
40 g
30 g
1 cucchiaio
Q.b
Q.b
Q.b
PER IL CONDIMENTO
Brodo ottenuto con cappone
o gallina, manzo e salame
da pentola o maiale
Sale grosso
3 l
Q.b
ALLESTIMENTO
Per il ripieno:
Inizia preparando il fondo aromatico per le carni. Trita finemente la carota, il gambo di sedano, la cipolla e lo spicchio di aglio sbucciato. In un tegame capiente fai scaldare l'olio EVO insieme al burro, unisci il trito di verdure e lascia appassire a fiamma dolce per circa dieci minuti. Aggiungi i pezzi di polpa di manzo, lonza di maiale e vitello insieme al rametto di rosmarino e alla foglia di alloro. Fai rosolare la carne in modo uniforme da ogni lato finché non prende colore, dopodiché sfuma con il vino rosso secco lasciando evaporare la parte alcolica. Abbassa la fiamma, regola di sale fino e di pepe nero, copri con il coperchio e lascia stufare dolcemente per circa due ore, aggiungendo poca acqua calda o brodo se il fondo dovesse asciugarsi troppo. Quando le carni risultano tenere, spegni il fuoco e lasciale raffreddare nel loro fondo di cottura.
Rimuovi il rosmarino e la foglia di alloro, quindi trasferisci i pezzi di carne con il loro intingolo ristretto in un tritacarne o in un mixer, sminuzzando il tutto in modo molto fine. Raccogli il composto in una terrina ampia, unisci l'uovo intero, il Parmigiano Reggiano grattugiato, il pane grattugiato e una generosa grattugiata di noce moscata. Lavora l'impasto con un cucchiaio di legno fino a ottenere una consistenza densa, omogenea e compatta. Copri la ciotola con pellicola alimentare e lascia riposare il ripieno in frigorifero per almeno un'ora.Per la pasta fresca:
Disponi la farina di grano tenero a fontana su una spianatoia di legno, ricavando una cavità ampia al centro. Rompi le uova al centro della farina e comincia a sbatterle con una forchetta incorporando gradualmente la farina dai bordi interni. Quando la parte liquida è assorbita, inizia a impastare energicamente con il palmo delle mani per almeno dieci o quindici minuti, tirando e riavvolgendo la massa fino a ottenere un panetto liscio, sodo ed elastico. Avvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per circa trenta minuti affinché il glutine si rilassi.Per la formatura dei marubini:
Prendi una porzione di impasto, lasciando la restante parte coperta per non farla seccare, e stendila con il matterello o con l'apposita macchina sfogliatrice fino a ricavare una sfoglia sottile di circa un millimetro di spessore. Ricava delle strisce di pasta e disponi piccole palline di ripieno grandi quanto una nocciola a intervalli regolari di circa quattro centimetri. Ripiega la sfoglia su se stessa coprendo il ripieno, premi con delicatezza i polpastrelli attorno a ogni mucchietto per fare uscire l'aria e, con uno stampino rotondo dentellato del diametro di circa tre o quattro centimetri, ritaglia i tuoi marubini sigillando bene i bordi. In alternativa, puoi ritagliare dei dischetti di pasta, posizionare il ripieno al centro, chiuderli a mezzaluna e unire le due estremità esterne. Disponi via via la pasta ripiena su vassoi spolverati con semola rimacinata.Per la cottura e il condimento:
Filtra con cura il brodo caldo preparato in precedenza attraverso un colino a maglie fitte rivestito con un telo di lino pulito, in modo da renderlo perfettamente limpido e sgrassato in superficie. Versa il brodo filtrato in una pentola capiente, aggiusta di sale grosso se necessario e portalo a ebollizione leggera. Tuffa delicatamente i marubini nel brodo bollente e falli cuocere per circa quattro o cinque minuti, controllando la consistenza della sfoglia sui bordi. Spegni il fuoco e servi subito distribuendo la pasta fresca e il brodo bollente nelle fondine preriscaldate.
suggerimento
Prepara il ripieno il giorno prima per consentire alle carni stufate, agli aromi e al formaggio di amalgamarsi al meglio.
Per il tradizionale "brodo dei tre brodi", fai sobbollire lentamente per almeno tre ore il manzo, il cappone e il salame da pentola in recipienti differenti prima di unire i liquidi filtrati, così da bilanciare le diverse percentuali di grasso.
Sigilla con cura i bordi della pasta premendo con le dita per evitare aperture durante la cottura in brodo.
Accompagna il piatto servendo a parte altro Parmigiano Reggiano grattugiato al momento, lasciando che ogni commensale decida la mantecatura nel piatto.
GENESI
I marubini cremonesi costituiscono uno dei pilastri più rappresentativi della tradizione gastronomica della Lombardia, radicati specificamente nel territorio di Cremona e lungo le anse fertili della Pianura Padana. La genesi storica di questo formato di pasta ripiena affonda le proprie origini nel tardo Medioevo, periodo in cui la consuetudine di racchiudere carni speziate all'interno di un involucro sottile di sfoglia all'uovo rispondeva sia a esigenze di conservazione alimentare, sia alla ricerca di piatti ricchi destinati ai banchetti delle famiglie nobiliari e alle solennità religiose.
L'etimologia del termine rimanda alla conformazione geometrica del manufatto, che secondo la tradizione dialettale ricorda un piccolo mattone o un marrone, pur assumendo sovente la tipica sagoma rotonda ritagliata con apposita rotella dentellata oppure a mezzaluna ripiegata. La codificazione consuetudinaria del piatto ha trovato tutela formale attraverso il deposito dell'atto notarile presso la Camera di Commercio di Cremona a opera dell'Accademia Italiana della Cucina, a sancire l'autenticità di una preparazione che unisce carni brasate, aromi e formaggio a pasta dura.
L'elemento di massima distinzione culinaria risiede nel rigoroso servizio della pasta all'interno del cosiddetto "brodo dei tre brodi", una sintesi liquida complessa ottenuta dalla cottura simultanea ma separata di tre varietà di carne: manzo, pollame nobile (frequentemente il cappone) e maiale o salame da pentola cremonese. L'incontro tra la sapidità profonda del ripieno, la tenuta della sfoglia tirata sottile e la limpidezza profumata del brodo caldo delinea una pietanza di alto valore conviviale, storicamente associata ai mesi freddi, alle domeniche d'inverno e al pranzo di Natale.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA
Farina di grano tenero tipo 00
Uova intere fresche
400 g
4
PER IL RIPIENO
Polpa di manzo
Lonza di maiale
Polpa di vitello
Carota piccola
Sedano
Cipolla dorata piccola
Aglio
Rosmarino
Alloro
Vino rosso secco
Parmigiano Reggiano
Uovo intero fresco
Pane grattugiato
Burro
Olio EVO
Noce moscata
Sale fino
Pepe nero macinato
150 g
100 g
100 g
1
1 gambo
1
1 spicchio
1 rametto
1 foglia
50 ml
120 g
1
40 g
30 g
1 cucchiaio
Q.b
Q.b
Q.b
PER IL CONDIMENTO
Brodo ottenuto con cappone
o gallina, manzo e salame
da pentola o maiale
Sale grosso
3 l
Q.b
ALLESTIMENTO
Per il ripieno:
Inizia preparando il fondo aromatico per le carni. Trita finemente la carota, il gambo di sedano, la cipolla e lo spicchio di aglio sbucciato. In un tegame capiente fai scaldare l'olio EVO insieme al burro, unisci il trito di verdure e lascia appassire a fiamma dolce per circa dieci minuti. Aggiungi i pezzi di polpa di manzo, lonza di maiale e vitello insieme al rametto di rosmarino e alla foglia di alloro. Fai rosolare la carne in modo uniforme da ogni lato finché non prende colore, dopodiché sfuma con il vino rosso secco lasciando evaporare la parte alcolica. Abbassa la fiamma, regola di sale fino e di pepe nero, copri con il coperchio e lascia stufare dolcemente per circa due ore, aggiungendo poca acqua calda o brodo se il fondo dovesse asciugarsi troppo. Quando le carni risultano tenere, spegni il fuoco e lasciale raffreddare nel loro fondo di cottura.
Rimuovi il rosmarino e la foglia di alloro, quindi trasferisci i pezzi di carne con il loro intingolo ristretto in un tritacarne o in un mixer, sminuzzando il tutto in modo molto fine. Raccogli il composto in una terrina ampia, unisci l'uovo intero, il Parmigiano Reggiano grattugiato, il pane grattugiato e una generosa grattugiata di noce moscata. Lavora l'impasto con un cucchiaio di legno fino a ottenere una consistenza densa, omogenea e compatta. Copri la ciotola con pellicola alimentare e lascia riposare il ripieno in frigorifero per almeno un'ora.Per la pasta fresca:
Disponi la farina di grano tenero a fontana su una spianatoia di legno, ricavando una cavità ampia al centro. Rompi le uova al centro della farina e comincia a sbatterle con una forchetta incorporando gradualmente la farina dai bordi interni. Quando la parte liquida è assorbita, inizia a impastare energicamente con il palmo delle mani per almeno dieci o quindici minuti, tirando e riavvolgendo la massa fino a ottenere un panetto liscio, sodo ed elastico. Avvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per circa trenta minuti affinché il glutine si rilassi.Per la formatura dei marubini:
Prendi una porzione di impasto, lasciando la restante parte coperta per non farla seccare, e stendila con il matterello o con l'apposita macchina sfogliatrice fino a ricavare una sfoglia sottile di circa un millimetro di spessore. Ricava delle strisce di pasta e disponi piccole palline di ripieno grandi quanto una nocciola a intervalli regolari di circa quattro centimetri. Ripiega la sfoglia su se stessa coprendo il ripieno, premi con delicatezza i polpastrelli attorno a ogni mucchietto per fare uscire l'aria e, con uno stampino rotondo dentellato del diametro di circa tre o quattro centimetri, ritaglia i tuoi marubini sigillando bene i bordi. In alternativa, puoi ritagliare dei dischetti di pasta, posizionare il ripieno al centro, chiuderli a mezzaluna e unire le due estremità esterne. Disponi via via la pasta ripiena su vassoi spolverati con semola rimacinata.Per la cottura e il condimento:
Filtra con cura il brodo caldo preparato in precedenza attraverso un colino a maglie fitte rivestito con un telo di lino pulito, in modo da renderlo perfettamente limpido e sgrassato in superficie. Versa il brodo filtrato in una pentola capiente, aggiusta di sale grosso se necessario e portalo a ebollizione leggera. Tuffa delicatamente i marubini nel brodo bollente e falli cuocere per circa quattro o cinque minuti, controllando la consistenza della sfoglia sui bordi. Spegni il fuoco e servi subito distribuendo la pasta fresca e il brodo bollente nelle fondine preriscaldate.
suggerimento
Prepara il ripieno il giorno prima per consentire alle carni stufate, agli aromi e al formaggio di amalgamarsi al meglio.
Per il tradizionale "brodo dei tre brodi", fai sobbollire lentamente per almeno tre ore il manzo, il cappone e il salame da pentola in recipienti differenti prima di unire i liquidi filtrati, così da bilanciare le diverse percentuali di grasso.
Sigilla con cura i bordi della pasta premendo con le dita per evitare aperture durante la cottura in brodo.
Accompagna il piatto servendo a parte altro Parmigiano Reggiano grattugiato al momento, lasciando che ogni commensale decida la mantecatura nel piatto.
GENESI
I marubini cremonesi costituiscono uno dei pilastri più rappresentativi della tradizione gastronomica della Lombardia, radicati specificamente nel territorio di Cremona e lungo le anse fertili della Pianura Padana. La genesi storica di questo formato di pasta ripiena affonda le proprie origini nel tardo Medioevo, periodo in cui la consuetudine di racchiudere carni speziate all'interno di un involucro sottile di sfoglia all'uovo rispondeva sia a esigenze di conservazione alimentare, sia alla ricerca di piatti ricchi destinati ai banchetti delle famiglie nobiliari e alle solennità religiose.
L'etimologia del termine rimanda alla conformazione geometrica del manufatto, che secondo la tradizione dialettale ricorda un piccolo mattone o un marrone, pur assumendo sovente la tipica sagoma rotonda ritagliata con apposita rotella dentellata oppure a mezzaluna ripiegata. La codificazione consuetudinaria del piatto ha trovato tutela formale attraverso il deposito dell'atto notarile presso la Camera di Commercio di Cremona a opera dell'Accademia Italiana della Cucina, a sancire l'autenticità di una preparazione che unisce carni brasate, aromi e formaggio a pasta dura.
L'elemento di massima distinzione culinaria risiede nel rigoroso servizio della pasta all'interno del cosiddetto "brodo dei tre brodi", una sintesi liquida complessa ottenuta dalla cottura simultanea ma separata di tre varietà di carne: manzo, pollame nobile (frequentemente il cappone) e maiale o salame da pentola cremonese. L'incontro tra la sapidità profonda del ripieno, la tenuta della sfoglia tirata sottile e la limpidezza profumata del brodo caldo delinea una pietanza di alto valore conviviale, storicamente associata ai mesi freddi, alle domeniche d'inverno e al pranzo di Natale.
PARTI (4 PErsone)
PER LA PASTA
Farina di grano tenero tipo 00
Uova intere fresche
400 g
4
PER IL RIPIENO
Polpa di manzo
Lonza di maiale
Polpa di vitello
Carota piccola
Sedano
Cipolla dorata piccola
Aglio
Rosmarino
Alloro
Vino rosso secco
Parmigiano Reggiano
Uovo intero fresco
Pane grattugiato
Burro
Olio EVO
Noce moscata
Sale fino
Pepe nero macinato
150 g
100 g
100 g
1
1 gambo
1
1 spicchio
1 rametto
1 foglia
50 ml
120 g
1
40 g
30 g
1 cucchiaio
Q.b
Q.b
Q.b
PER IL CONDIMENTO
Brodo ottenuto con cappone
o gallina, manzo e salame
da pentola o maiale
Sale grosso
3 l
Q.b
ALLESTIMENTO
Per il ripieno:
Inizia preparando il fondo aromatico per le carni. Trita finemente la carota, il gambo di sedano, la cipolla e lo spicchio di aglio sbucciato. In un tegame capiente fai scaldare l'olio EVO insieme al burro, unisci il trito di verdure e lascia appassire a fiamma dolce per circa dieci minuti. Aggiungi i pezzi di polpa di manzo, lonza di maiale e vitello insieme al rametto di rosmarino e alla foglia di alloro. Fai rosolare la carne in modo uniforme da ogni lato finché non prende colore, dopodiché sfuma con il vino rosso secco lasciando evaporare la parte alcolica. Abbassa la fiamma, regola di sale fino e di pepe nero, copri con il coperchio e lascia stufare dolcemente per circa due ore, aggiungendo poca acqua calda o brodo se il fondo dovesse asciugarsi troppo. Quando le carni risultano tenere, spegni il fuoco e lasciale raffreddare nel loro fondo di cottura.
Rimuovi il rosmarino e la foglia di alloro, quindi trasferisci i pezzi di carne con il loro intingolo ristretto in un tritacarne o in un mixer, sminuzzando il tutto in modo molto fine. Raccogli il composto in una terrina ampia, unisci l'uovo intero, il Parmigiano Reggiano grattugiato, il pane grattugiato e una generosa grattugiata di noce moscata. Lavora l'impasto con un cucchiaio di legno fino a ottenere una consistenza densa, omogenea e compatta. Copri la ciotola con pellicola alimentare e lascia riposare il ripieno in frigorifero per almeno un'ora.Per la pasta fresca:
Disponi la farina di grano tenero a fontana su una spianatoia di legno, ricavando una cavità ampia al centro. Rompi le uova al centro della farina e comincia a sbatterle con una forchetta incorporando gradualmente la farina dai bordi interni. Quando la parte liquida è assorbita, inizia a impastare energicamente con il palmo delle mani per almeno dieci o quindici minuti, tirando e riavvolgendo la massa fino a ottenere un panetto liscio, sodo ed elastico. Avvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per circa trenta minuti affinché il glutine si rilassi.Per la formatura dei marubini:
Prendi una porzione di impasto, lasciando la restante parte coperta per non farla seccare, e stendila con il matterello o con l'apposita macchina sfogliatrice fino a ricavare una sfoglia sottile di circa un millimetro di spessore. Ricava delle strisce di pasta e disponi piccole palline di ripieno grandi quanto una nocciola a intervalli regolari di circa quattro centimetri. Ripiega la sfoglia su se stessa coprendo il ripieno, premi con delicatezza i polpastrelli attorno a ogni mucchietto per fare uscire l'aria e, con uno stampino rotondo dentellato del diametro di circa tre o quattro centimetri, ritaglia i tuoi marubini sigillando bene i bordi. In alternativa, puoi ritagliare dei dischetti di pasta, posizionare il ripieno al centro, chiuderli a mezzaluna e unire le due estremità esterne. Disponi via via la pasta ripiena su vassoi spolverati con semola rimacinata.Per la cottura e il condimento:
Filtra con cura il brodo caldo preparato in precedenza attraverso un colino a maglie fitte rivestito con un telo di lino pulito, in modo da renderlo perfettamente limpido e sgrassato in superficie. Versa il brodo filtrato in una pentola capiente, aggiusta di sale grosso se necessario e portalo a ebollizione leggera. Tuffa delicatamente i marubini nel brodo bollente e falli cuocere per circa quattro o cinque minuti, controllando la consistenza della sfoglia sui bordi. Spegni il fuoco e servi subito distribuendo la pasta fresca e il brodo bollente nelle fondine preriscaldate.
suggerimento
Prepara il ripieno il giorno prima per consentire alle carni stufate, agli aromi e al formaggio di amalgamarsi al meglio.
Per il tradizionale "brodo dei tre brodi", fai sobbollire lentamente per almeno tre ore il manzo, il cappone e il salame da pentola in recipienti differenti prima di unire i liquidi filtrati, così da bilanciare le diverse percentuali di grasso.
Sigilla con cura i bordi della pasta premendo con le dita per evitare aperture durante la cottura in brodo.
Accompagna il piatto servendo a parte altro Parmigiano Reggiano grattugiato al momento, lasciando che ogni commensale decida la mantecatura nel piatto.



